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Anche il Pil del Veneto frena (+0,9%): e per tornare a giugno 2008 mancano 40mila posti di lavoro

Il secondo trimestre del 2016 è stato caratterizzato da uno scenario di diffusa decelerazione della crescita economica, con l’Istat che ha ritoccato al ribasso le stime preliminari per il Pil italiano. Anche per il Veneto, le stime Prometeia di luglio registrano un netto ridimensionamento delle attese: la crescita del Pil regionale 2016, prevista in aprile al +1,2%, è ora stimata al +0,9%.

Veneto Lavoro ha diffuso la Bussola con i dati relativi al secondo trimestre dell’anno. Nell’ambito del lavoro dipendente – si legge – si continuano ad avvertire le ripercussioni della rilevante crescita occupazionale registrata nel 2015. Nel secondo trimestre 2016 si è assistito a un rallentamento e una normalizzazione dei flussi, ma su base annua i posti di lavoro rimangono in crescita e i saldi occupazionali si mantengono positivi.

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Rispetto al giugno 2015 la crescita dei posti di lavoro risulta di 28.200 posizioni, un risultato, pur leggermente al di sotto di quello rilevato nel trimestre precedente (+38.100), che continua un’importante tendenza al recupero delle posizioni lavorative perse nel periodo della crisi. La recente crescita ha infatti consentito il recupero dei livelli occupazionali persi nel corso della seconda fare recessiva, compresa tra il 2011 e il 2014, anche se per tornare al livello di giugno 2008 mancano ancora 40.000 posizioni di lavoro. Positivo anche il saldo tra assunzioni e cessazioni rilevato nel secondo trimestre del 2016 (+24.500), come fisiologico attendersi nella prima parte dell’anno in virtù dell’avvio di molti rapporti di lavoro, soprattutto a termine.

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Le assunzioni sono passate dalle circa 206.500 del secondo trimestre del 2015 alle 188.800 del 2016 (-8,6%), mentre le cessazioni sono diminuite da circa 710.900 a 716.100. Sotto il profilo settoriale, il decremento delle assunzioni ha interessato tutti i comparti occupazionali ma si conferma particolarmente elevato soprattutto nel settore terziario (-10,3%), mentre sono state nettamente più contenute le variazioni registrate nell’industria (-6,1%) e in agricoltura (-0,5%).

A livello territoriale, le contrazioni maggiori si osservano a Padova (-14,1%), Rovigo (-12,8%) e Treviso (-11%), mentre il saldo occupazionale più positivo, fortemente influenzato dalle dinamiche stagionali del settore turistico, si è registrato nella provincia di Venezia (+21.400).

vl3Le assunzioni a tempo indeterminato, nel secondo trimestre del 2015 pari a 32.400 unità, il 65% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nel 2016 è risultato leggermente diminuito, fissandosi a 20.600 (-36%). Il saldo trimestrale è negativo e pari a -4.800 posizioni. Per i contratti a tempo determinato si registra una leggera flessione: -9% le assunzioni, -32% le trasformazioni. Crescono i rapporti di lavoro in somministrazione (+10%) e l’apprendistato (+14%). Per quanto riguarda le altre tipologie contrattuali, prosegue la flessione del lavoro intermittente e dell’insieme dei rapporti di lavoro subordinata. Continua invece il trend positivo dei tirocini (10.600 attivazioni a fronte delle 9.700 del secondo trimestre 2015) e si conferma l’espansione dei voucher (quasi 9 milioni quelli venduti in Veneto nella prima metà del 2016).

Al 30 giugno 2016, i disoccupati iscritti ai Centri per l’Impiego risultano 465.000, circa 13.800 in più rispetto a un anno fa.

Sul fronte degli ammortizzatori sociali, a una modesta crescita della cassa integrazione ordinaria (Cigo) si accompagna una flessione della Cigs. Le domande di sostegno al reddito presentate nel corso del trimestre sono state complessivamente 27.700.