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Storie di giovani che cambiano le cose (e le vite di altri giovani)

Il bando “Strike! Storie di giovani che cambiano le cose” aveva l’obiettivo di selezionare dieci storie raccontate da giovani under 35 che, attraverso ciò che hanno realizzato e il percorso che hanno compiuto, potessero ispirare, contaminare e motivare i giovani a immaginare, progettare e attivarsi per conquistare il proprio futuro.

Il bando trentino è stato promosso dall’Assessorato all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo, l’Agenzia provinciale per la Famiglia, natalità e politiche giovanili, la Fondazione Demarchi e Trentino Social Tank. Potevano partecipare al concorso, presentando la propria storia, giovani under 35 (ovvero nati dopo il 1 gennaio 1981), come singoli o in gruppi, di cittadinanza italiana e non, residenti o domiciliati nella Provincia autonoma di Trento o nelle Province confinanti (Bolzano, Verona, Belluno, Vicenza, Sondrio, Brescia). Ci sono tre vincitori (ma tutte le storie meritano di essere segnalate).

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I tre vincitori sono Martina Dei Cas, con un progetto di scolarizzazione di un villaggio rurale del Nicaragua, Andrea Morandi, ex geometra, con Ortociclo che avvicina contadini e consumatori, e Gianluigi Rosa, campione azzurro di ice sledge hockey alle paralimpiadi.

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Sono stati selezionati fra le dieci storie individuate dalla giuria, ma tutte e 39 le storie raccolte saranno portate al Festival della Famiglia di dicembre. Come ha spiegato il dirigente dell’Agenzia per la Famiglia, Luciano Malfer, affiancato dall’assessore provinciale all’università e ricerca e politiche giovanili, per ripensare e innovare le politiche della famiglia bisogna infatti rivolgersi ai giovani.

Ieri sera, allo Smart Lab di Rovereto, l’assegnazione dei tre premi da 1.000 euro ciascuno per svolgere un progetto che abbia ricadute sui giovani del territorio. Il pubblico ha invece votato un’ulteriore storia, alla quale è stato assegnato un premio di 500 euro, quella di Vittoria Demare, con l’associazione Carpe Diem che gestisce due centri per bambini a Canova e Spini di Gardolo.

Ecco i 10 selezionati (e fra loro i vincitori):

  • Klaus Broz – violoncellista roveretano è ideatore, fondatore e direttore artistico del festival “Progetto Opera Rovereto”, nato nel 2011 per avvicinare i giovani alla lirica e alla musica classica. Una manifestazione organizzata esclusivamente da giovani, che in 4 anni cresce e dalla messa in scena del Rigoletto della prima edizione arriva alla creazione di un evento di 4 giorni che lo scorso anno ha portato 1.200 persone a Rovereto.
  • Serena Costa – Laureata in psicologia non riesce a trovare lavoro e decide di reagire. Apre il blog “Connettiti alla psicologia” per rendere accessibile la psicologia ai genitori, col quale ottiene sempre maggiori riconoscimenti e dopo un anno arrivano i primi clienti. Ora ha uno studio tutto suo dove svolge consulenze legate all’infanzia, effettua incontri per bambini e genitori e appare su diverse riviste di settore.
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    Massimo Dante – di Avio, all’istituto d’arte disegnava continuamente caschi decorati. Gli costava un po’ di note sul registro e qualche voto basso, ma era la sua passione, combinata con le corse coi kart. Comincia a dipingere i caschi nel garage di casa. Massimo trova lavoro da grafico, ma manca qualcosa. Dopo una prima esperienza professionale da dipendente, decide di fare il grande passo e si mette in proprio seguendo la sua passione: personalizzare caschi per piloti di go-kart e Formula. Apre così a Rovereto “Mad56”, con clienti da 26 diverse nazioni.

  • Martina Dei Cas – alense, a 19 anni, dopo un viaggio nei villaggi rurali del Nicaragua, decide di raccontare le situazioni che ha visto e vissuto in un libro, “Cacao Amaro” e, grazie ai proventi dei diritti d’autore, sostenere la scolarizzazione e l’alfabetizzazione del villaggio di Waslala. Martina continua a viaggiare in Nicaragua, e a scrivere, dando alle stampe nuovi romanzi e raccogliendo altri fondi.
  • Vittoria Demare – Residente a Canova di Gardolo, dopo un esperienza nell’animazione parrocchiale, si accorge che nel quartiere mancava un centro giovanile che accogliesse anche i tanti ragazzi di origine straniera. Nel 2003 a 19 anni fonda assieme a un gruppo di amici l’associazione “Carpe Diem” con la quale gestisce un centro per bambini rispondendo alle esigenze dei nuovi residenti. Unica rimasta del gruppo fondatore del sodalizio, ora gestisce due centri per bambini a Canova e Spini di Gardolo e nel 2015 ha inaugurato il Forno Sociale di Gardolo.
  • Giacomo Gardumi – Ha scritto e cantato il suo inno “Mi resto en Bondon”, che in breve tempo diventa virale. È l’inizio dell’impegno di Giacomo anche a livello sociale; dopo il primo successo, compone e interpreta altre canzoni impegnate, per la campagna a favore dell’uso dei mezzi pubblici, contro la ludopatia e altro ancora.
  • Federico Modica – Fiemmese, si avvicina alla fotografia all’età di 17 anni grazie all’incontro con un fotografo professionista della rivista Vogue. Le sue capacità eclettiche lo portano a spaziare in ogni campo della fotografia. Tra il 2010 e il 2015 ottiene diversi riconoscimenti internazionali, apre uno studio personale di fotografia e documenta una spedizione tra gli iceberg in Groenlandia che ottiene un grande successo.
  • Andrea Morandi – Andrea non si ritrova più nel suo lavoro di geometra, e la carenza di commesse lo spinge a cambiare completamente strada. Nasce così il progetto Ortociclo, che avvicina contadini produttori e consumatori; si basa su un sito Internet ma soprattutto sul metodo di consegna. Andrea inventa la bicicletta “Ortociclo”, costruita per lui da degli artigiani. Con la bici-cargo a pedalata assistita Andrea Morandi consegna porta a porta i prodotti dell’agricoltura locale, a Brescia e dintorni.
  • Ilaria Pernigotti – 25 anni, originaria di Vicenza e da sempre appassionata di teatro, nel 2009 si iscrive al liceo delle scienze umane a indirizzo spettacolo, teatro, animazione di Belluno e a 19 anni, appena diplomata inizia subito a insegnare nell’istituto. Nel dicembre 2012 fonda l’associazione “Una montagna di teatro” con la quale promuove il territorio provinciale di Belluno. Ora si occupa di organizzare eventi anche teatrali con l’obiettivo, nel lungo periodo, di sviluppare il turismo culturale nel bellunese.
  • Gianluigi Rosa – Gianluigi, di Lavis, a 17 anni, perde una gamba in seguito a un incidente. Inizia una seconda vita, prima in carrozzina e poi con una protesi. All’inizio non è facile, ma capisce che la sua condizione non è necessariamente un limite. Lo sport, in particolare lo sledge hockey (una variante dell’hockey su ghiaccio) gli offre una nuova opportunità di esprimersi. E si scopre un campione. Viene convocato in nazionale, partecipa alle Olimpiadi di Vancouver, vince nel 2011 l’Europeo, poi le Olimpiadi di Sochi, e ancora agli europei, dove con l’Italia torna a casa con la medaglia d’argento.