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Il gioco di squadra che ha (ri)portato a investire su Porto Marghera

I lavoratori hanno accettato alcune deroghe sulla contrattazione di secondo livello per i nuovi assunti, sulla maturazione dei permessi e sulla crescita professionale
che matureranno in tempi più lunghi. Al tempo stesso, viene introdotto – per tutti – il welfare aziendale su base volontaria che con i flexible benefit garantirà servizi e agevolazioni detassate e decontribuite con maggior risparmio fiscale per il lavoratore.

Ieri è arrivata la conferma della decisione, da parte del board di Pilkington (produzione di vetro piano), di rifare e riavviare il forno del sito di Porto Marghera. “Una soluzione tanto attesa frutto del lavoro di squadra tra azienda, istituzioni locali, Mise e organizzazioni sindacali – è stato il commento di Massimo Meneghetti, segretario generale provinciale di Femca Cisl Venezia – Sostanzialmente si tratta di un punto di svolta, anche da parte delle istituzioni e della politica locale, che conferma che a Porto Marghera non solo si può ma si deve a fare industria”.

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Si tratta di un investimento dal valore complessivo di 20 milioni per cui ci sarà il cofinanziamento dal parte del Mise e Invitalia.Gli stesso soggetti che hanno sostenuto e finanziato l’Accordo di competitività, una intesa per il rilancio dell’impresa che ha inserito anche le novità e le deroghe citate.

Non solo riprenderanno le attività, ferme dal 2012:  verranno riassorbiti i 130 lavoratori attualmente in contratto solidarietà, e “il risultato è che con tale operazione si dovrebbero anche assumere circa 50 lavoratori diretti e altrettanti indiretti. Tutto questo – sottolinea Meneghettti – è stato anche reso possibile grazie a un accordo per la competitività sottoscritto con le organizzazioni sindacali che prevede delle deroghe contrattuali per i vecchi e i nuovi assunti. Questo a dimostrazione di quanto i dipendenti ci abbiano creduto e abbiano voluto dare un segnale di massima partecipazione al progetto. Nel ringraziare l’azienda e le persone che si sono prodigate per raggiungere un risultato come questo di straordinaria importanza, vogliamo fare un plauso al Mise e alle istituzioni locali che hanno inciso in modo determinante in questa scelta e che auspichiamo ci restino vicini in questo nuovo progetto e anche per gli anni a venire”.

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Il ruolo del Comune sta nelle parole del sindaco Luigi Brugnaro: “Il caso di Pilkington di Porto Marghera è un bell’esempio di rilancio della nostra area industriale e produttiva, una scommessa che dobbiamo vincere nel futuro. Il Comune ha investito molto in quell’area con una serie di finanziamenti specifici per la viabilità, con l’impegno sulle bonifiche, che non a caso sono uno dei temi inseriti nel Patto per Venezia sottoscritto con il Governo, perché noi crediamo nella rinascita di Porto Marghera di cui quest’anno celebriamo il centenario. Venezia ringrazia il gruppo NSG (Nippon Sheet Glass Co, che ha acquisito Pilkington, ndr) – ha sottolineato il primo cittadino – per questa decisione industriale e umana, un aiuto vero e concreto a una città del mondo. Un ringraziamento sentito anche a tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: i Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente, la regione Veneto nelle persone degli assessori Donazzan e Marcato, i funzionari del Comune e le organizzazioni sindacali tutte”.

“Raccontiamo e diamo certezza a un progetto d’investimento forte – ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo economico, Simone Venturini. E’ la dimostrazione che il Sistema Venezia funziona bene perché finalmente Regione e Comune dialogano e perché il rapporto tra istituzioni e sindacati è volto allo sviluppo. E’ la dimostrazione che sono le aziende a salvare il nostro territorio, con i privati e i loro investimenti”. L’assessore ha quindi ringraziato i sindacati, che hanno lavorato in modo propositivo, il consigliere comunale delegato alle politiche del lavoro Paolino D’Anna e gli uffici comunali hanno seguito la vertenza insieme ai colleghi della Città Metropolitana dando all’azienda risposte rapide, tempi certi, e soluzioni efficaci.

Venezia è così riuscita a convincere l’azionista di maggioranza, che aveva diverse possibilità d’investimento nel mondo, attraverso un progetto di business interessante, con un portafoglio di ordini che dovranno ora essere realizzati. Il gruppo giapponese NSG investirà complessivamente 20 milioni di euro in interventi che al loro completamento (fine 2017) consentiranno una produzione di circa 170mila tonnellate di vetro. “Dal punto di vista sociale per questo lembo industriale del Veneto è un risultato importante – ha rimarcato  il presidente di Pilkington Italia Spa Graziano Marcovecchio – perché Porto Marghera non vedeva rinascere un’iniziativa industriale da un bel po’: siamo riusciti a salvaguardare i posti di lavoro, programmare nuove assunzioni, dando risposta alla disoccupazione giovanile, e creare un indotto”.

pilk3Le unità di crisi della Regione – ha ricordato l’assessore veneto Elena Donazzan – hanno da sempre seguito le vicende alterne della Pilkington che ha avuto il suo momento più drammatico nella chiusura del forno industriale il 7 novembre 2012 “e che rischiava di rappresentare la chiusura definitiva della storia di Pilkington a Porto Marghera. La Regione del Veneto – sottolinea Donazzan – ha sempre creduto, al contrario, che ci potesse essere un futuro industriale dovuto alla peculiarità dello stabilimento e dei lavoratori, anche se la crisi del settore dell’edilizia a livello mondiale – esportando la Pilkington quasi la totalità della sua produzione – aveva compromesso le prospettive future. Un diverso approccio, a partire dal cambio dell’amministrazione comunale, che ha dato messaggi inequivocabili sul futuro produttivo di Porto Marghera, e la costante presenza della Regione nell’accompagnare l’azienda attraverso gli accordi con i sindacati e nelle relazioni con il Ministero dello sviluppo economico hanno di fatto convinto gli investitori nipponici a prescegliere Porto Marghera rispetto ad altre opzioni in Europa e nel mondo”.

“Un plauso sentito – conclude l’assessore – va al sindacato e alla Rsu che mai hanno smesso di credere e di lavorare per la riapertura del forno industriale e quindi della produzione. Si terrà giovedì un importante incontro presso il Mise dove la Regione del Veneto confermerà la destinazione di risorse per le politiche attive che riguarderanno i 130 lavoratori che escono così dal contratto di solidarietà e le annunciate 50 nuove assunzioni dirette”.

 

  • Napolitano |

    Buona sera vorrei chiedere a voi ma soprattutto al ministero dello sviluppo economico e quello ambientale perché Manfredonia Vetro è stata lasciata fuori dalle trattative considerato posizione e struttura che riserva.
    Grazie

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