Chiara, 18 anni, vince 10 mesi da chef nelle cucine di cinque ristoranti (in ricordo di Silvia Lunelli)

Silvia Lunelli era laureata in Giurisprudenza e aveva una grande passione per la cucina, oltre che per i gatti, i fiori e la vita. In suo ricordo – Silvia è mancata l’11 giugno 2013, a 28 anni – la famiglia Lunelli ha istituito un premio che porta il nome dell’amata figlia. I genitori, Roberto e Daniela, hanno voluto intervenire per la formazione di giovani chef del Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di farli diventare ambasciatori della cucina e dei prodotti della regione. Cosa che sono diventati i vincitori delle scorse edizioni, ovvero Aurora Coassin di Spilimbergo, Davide Secco di Martignacco e l’udinese Christopher Destro. Questa edizione (la quarta) è stata vinta dalla carnica Chiara Pauli di Enemonzo.

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Ad occuparsi della formazione dei vincitori è Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il consorzio fra ristoratori, vignaioli e produttori top gamma dell’agroalimentare regionale guidato da Walter Filiputti, che ha elaborato il progetto e lo segue fin dall’inizio. L’obiettivo del premio è di aiutare i vincitori ad entrare nel mondo del lavoro con una consapevolezza più ampia possibile. Essi, infatti, trascorrono 10 mesi in 5 ristoranti del gruppo, dove possono apprendere i segreti delle varie cucine, lavorando fianco a fianco con chef famosi e hanno la possibilità di misurarsi con le difficoltà che la professione che vogliono intraprendere presuppone.

premio-silvia-lunelli-2017_ph-l-tessaroQuest’anno i candidati al Premio Lunelli erano sei studenti, selezionati dalla scuola tra i migliori alunni dell’ultimo anno del corso Servizi per enogastronomia e l’ospitalità alberghiera dell’I.S.I.S. Jacopo Linussio di Tolmezzo. Le sei giovani promesse sono poi state esaminate dai ristoranti che ospiteranno il vincitore tra il 2017 e il 2018. L’esame consisteva in una prova ai fornelli con assaggio del piatto di ciascuno dei finalisti, cui è seguito il colloquio: su tutti si è imposta, all’unanimità, Chiara Pauli.

Chiara è stata premiata da Roberto Lunelli nel corso di un affollato e commosso incontro, svoltosi il 12 giugno nella sala convegni dell’Astoria Italia di Udine. 18 anni, Chiara coltiva fin da piccola un’autentica passione per la cucina. Non è stata quindi la moda del momento degli chef-star a spingerla ad intraprendere gli studi per diventare cuoca, ma piuttosto l’amore per la cucina coltivato in famiglia. “Mia mamma, ma anche mio nonno, sono molto bravi a cucinare e quindi ho avuto proprio in casa i primi stimoli, tant’è che da piccola, giocavo sempre a fare la cuoca – racconta – Quindi, finte le medie, ho scelto senza esitazione di iscrivermi al Linussio”.

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Silvia Lunelli

La sua grande passione è la pasticceria. “La mia aspirazione, però, è poter lavorare in tutti i settori della cucina, per fare esperienza e per poter capire se questa propensione che ho per la pasticceria sarà veramente la strada giusta da scegliere. Spero di avere la possibilità di viaggiare, per arricchirmi con la conoscenza di piatti, tecniche, culture gastronomiche.”

Chiara Pauli inizierà a breve il suo percorso formativo, avendo come tutor d’eccezione i ristoratori di FVG Via Sapori. Oltre che fare pratica nelle cucine dei ristoranti Al Lido di Muggia, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Paradiso di Pocenia, Costantini di Tarcento, Margò – La Perla di Ravascletto, riceverà una formazione poliedrica con lezioni sulla cultura del cibo e del vino tenute da Walter Filiputti, e visite agli artigiani del gusto e alle cantine che le faranno conoscere l’eccellenza agroalimentare della regione e i suoi protagonisti. Da parte sua si dovrà impegnare a tenere un comportamento corretto, sia nel lavoro che nelle vita privata, e a trasferire i valori e i contenuti appresi durante il suo stage ai compagni più giovani, nel corso di una giornata che si terrà l’anno prossimo al Linussio e si concluderà con un breve corso di cucina.

 

E a proposti di studenti e cucina: questi ragazzi hanno raccolto in un libro le ricette dei nonni. Così la scuola si lega al territorio e diventa capace di gettare la premessa per uno sviluppo del comparto agro-alimentare montano.