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La fabbrica (80% femminile) che ha combattuto chiusura e delocalizzazione. E l’ha spuntata

La messa in mobilità era scattata il 22 settembre. Il 6 dicembre avrebbe dovuto essere l’ultimo giorno di lavoro alla Lovato Gas, fondata nel 1958 da Ottorino Lovato, poi portata avanti dai figli, dal 2008 parte di un gruppo con base aReggio Emilia. Per quattro mesi i dipendenti – inizialmente 90 più 20 interinali – hanno alternato le ore di lavoro al presidio esterno, giorno e notte, feste di Natale incluse. “Non c’era alcuna certezza che gli impianti non sarebbero stati smantellati – spiega Morgan Prebianca, Fiom Cgil – India, Iran e Polonia erano le sedi individuate per spostare la produzione. Parliamo di una azienda sana, con bilanci a posto, commesse, perfino turni di straordinari, destinata alla chiusura per logiche diverse. Non avevano calcolato la forza di una provincia tranquilla, silenziosa, ma che ne ha già viste troppe”.

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Lovato gas produce valvole: azienda metalmeccanica, lavoro prevalentemente femminile, fino all’80%: donne che si sono alternate fra i turni – per mantenere viva l’azienda – e il picchetto, anche sotto la neve caduta a dicembre, ma capaci di coinvolgere la città, le sue istituzioni anche religiose, poi la politica, la Regione, fino a portare la vertenza al Mise, il ministero dello Sviluppo economico.

lovato2Il 15 gennaio è stato firmato alla Direzione Lavoro della Regione Veneto l’accordo relativo alla riorganizzazione dell’azienda Lovato Gas (Gruppo Landi Renzo), cambiando il Piano Strategico presentato lo scorso settembre 2017 che prevedeva la chiusura della produzione di Lovato Gas.

“L’accordo – spiega il testo diffuso dalla proprietà “con piena soddisfazione” – conferma la volontà di Landi Renzo di mantenere e tutelare le eccellenze del territorio come Lovato Gas, che diventerà un polo dell’attività commerciale e un centro di eccellenza nella Ricerca&Sviluppo. In ambito produttivo è prevista la salvaguardia di una linea dedicata ai riduttori GPL, prodotto di punta dell’azienda, che consentirà di rispondere in modo efficace a un mercato con interessanti prospettive stabili in Europa e nel mercato italiano. Lovato Gas dopo la riorganizzazione conterà complessivamente 23 dipendenti, rispetto ai 90 precedentemente impiegati ed in linea con l’attività che verrà svolta”.

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Una “struttura aziendale” notevolmente ridotta: “Ma in questi mesi molte persone avevano lasciato volontariamente e trovato altro impiego, a tempo indeterminato: parliamo di persone esperte, operai specializzati”, sottolinea Prebianca. Da 90 a 23 addetti: non sembra un bilancio da vittoria, “ma lo è comunque, visto che avrebbero voluto delocalizzare e lasciarci tutti a casa. Almeno ne abbiamo salvati una parte, e la Lovato resta a Vicenza. Di sicuro se non avessimo lottato e resistito tutto ciò non l’avremmo ottenuto”, dicono i dipendenti.

Landi Renzo è una società leader mondiale nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione a Metano e GPL per autotrazione. Con sede a Cavriago (Reggio Emilia) e con un’esperienza di oltre 60 anni nel settore, è presente in oltre 50 Paesi, con una percentuale di vendite generata all’estero di circa l’80%. La Spa è quotata sul segmento STAR del Mercato MTA di Borsa Italiana dal giugno 2007.

lovato3La firma fra Lovato Gas e le rappresentanze dei lavoratori garantisce la permanenza produttiva della storica azienda nel territorio. L’intesa prevede infatti il mantenimento – in un altro sito più adeguato, comunque in provincia di Vicenza – oltre che della struttura commerciale e dell’attività relativa al disegno e allo sviluppo dei prodotti nell’ambito della funzione Research & Development, della linea di produzione RGJ, alla quale saranno adibiti 12 lavoratori di produzione, scongiurando quindi la chiusura dell’intera attività produttiva.

“I lavoratori che manterranno il posto di lavoro presso il sito aziendale di Vicenza passano dunque dagli iniziali 11 agli attuali 23. I lavoratori, invece, che non potranno rientrare nel nuovo perimetro aziendale, saranno accompagnati nella ricerca di una nuova ricollocazione lavorativa”, fa sapere la Regione per voce dell’assessore al Lavoro Elena Donazzan: “Alla base di questo risultato – conclude l’assessore – vi è stato il confronto maturo tra i vertici aziendali e le rappresentanze sindacali, con il supporto delle istituzioni nazionali e territoriali”.

La battaglia della Lovato Gas è stata raccontata giorno dopo giorno sulla pagina Facebook del presidio. Nei giorni peggiori la vicenda era stata raccontata come fosse il trailer di un film, quando ancora non si sapeva se ci sarebbe stato un lieto fine.