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Tre startup in 10 anni: e ora l’imprenditore seriale vicentino fa parlare fra loro (e con voi) elettrodomestici, veicoli e robot

I primi sono stati i sistemi d’allarme per le case: capaci di telefonare al proprietario (e di comporre altri numeri) in caso di intrusione. E come? Grazie a una scheda telefonica interna. Oggi a comunicare è una infinità di oggetti, e sempre più ce ne saranno: la lavatrice che potrà segnalare un guasto, il frigorifero che invia la lista della spesa e i prodotti mancanti, il termostato della casa di montagna che si fa programmare a distanza, per non parlare di tutti i dispositivi di localizzazione Gps (sempre più spesso le aziende li installano per controllare la posizione dei propri mezzi, ma anche i privati che posseggono auto, moto, perfino biciclette le proteggono).

Things Mobile è la startup che fa parlare fra di loro – e con noi – robot, dispositivi elettronici, elettrodomestici e veicoli. E continua a trovare investitori.

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Il vicentino Manuel Zanella è un imprenditore seriale: prima ha lanciato Zeromobile, per rispondere al problema del costo del roaming internazionale (accordo tra operatori mobili che permette di effettuare e ricevere chiamate, inviare sms o navigare in Internet sul nostro smartphone “senza interruzioni di servizio” quando si è in viaggio fuori da proprio Paese) proponendosi come operatore a basso costo, poi Chatsim, la scheda per chat illimitate (così quando vai all’estero puoi usare WhatsApp e i vari social senza, appunto, spendere troppo). “Gli anni e le tecnologie cambiano, e se 10 anni fa il nodo erano i costi oggi l’internet delle cose ha creato esigenze diverse”, spiega Zanella.

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Things Mobile è nata nel 2017; i soci di Things Mobile sono Zeromobile (che appartiene a Zanella al 100%), Juan De la Coba e il fondo di investimento AngelSim Sarl, che partecipa anche ChatSim. In totale l’investimento è di oltre 4 milioni di euro), e a dicembre ha raccolto 300mila euro di finanziamento che si sono aggiunti ai 250mila del primo round (2017); intanto le vendite crescono del 30% al mese (se cercare su Amazon “Sim”, questa è la prima proposta). I clienti sono sia i costruttori di dispositivi che vogliono rendere connessi, sia chi acquista prodotti predisposti a comunicare ai quali serve una scheda telefonica.

«Il nuovo investimento ci permette di rafforzare lo sviluppo dell’infrastruttura tecnica, del settore marketing e di quello commerciale – commenta Zanella -. Ad acquistare le Sim di Things Mobile sono migliaia di piccole e medie imprese che operano nei settori più diversi: dalla domotica all’energia, dalla la logistica alla sanità, dalla sicurezza all’agricoltura 4.0. Per le aziende significa liberarsi dalla necessità di fare affidamento sui cavi e sulla vecchia Ethernet, il che comporta una riduzione dei costi e anche un minor consumo di energia. In più ogni azienda può gestire le proprie schede da remoto attraverso una piattaforma web personalizzata. E sono sempre di più i consumatori finali ad acquistare le nostre schede e a installarle sui loro veicoli o nei loro elettrodomestici, per tracciarli e impartire comandi a distanza».

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Rispetto al wifi, le sim card sono più affidabili in quando sfruttano la connettività multirete, cioè si collegano automaticamente all’operatore con il miglior segnale disponibile in un determinato luogo e in un certo momento. Things mobile produce le sim e svolge anche la funzione di operatore; di recente Things Mobile ha lanciato un nuovo modello di consumo per il mondo IoT, una tariffa Unlimited in oltre 100 Paesi del mondo che prevede la spesa di 10 euro per 30 giorni, con la possibilità di scambiare fra i dispositivi una quantità di dati senza limiti. “Si tratta di una novità assoluta, rispetto alle classiche tariffe a consumo a partire da 0,10 euro/MB”, conclude Zanella.