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Nuova sede per Carel in Ucraina, Rigoni cresce all’estero, Asiago tutelato in Giappone, l’arte di esportare in 4 lezioni, #AziendeConLaValigia

Il gruppo Carel prosegue la propria espansione internazionale e consolida il presidio nell’Europa orientale attraverso l’apertura di una nuova filiale commerciale a Kiev in Ucraina.

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“L’Ucraina e l’Europa orientale sono importanti per Carel” – ha commentato Mirco Cauz (in foto), regional coordinator Eastern Europe, Middle East and Africa. Abbiamo raggiunto una quota di mercato significativa nell’area grazie al supporto dei nostri partner locali e crediamo ci siano gli spazi per un ulteriore sviluppo, sia nella refrigerazione che nel condizionamento dell’aria. Con la nuova sede di Kiev vogliamo consolidare la presenza nel mercato ucraino, che riteniamo in prospettiva molto interessante, rafforzando le partnership commerciali e puntando al contatto diretto anche con la clientela finale”.

L’apertura di una nuova sede è infatti finalizzata a offrire assistenza e supporto ai clienti presenti sul territorio in maniera più puntuale e diretta. Un supporto che verrà sviluppato attraverso una maggiore assistenza nell’integrazione dei sistemi, nei servizi post-vendita e in attività di formazione.

Al fine di consolidare la propria posizione e sfruttare appieno le sinergie disponibili nell’Europa orientale, l’ufficio Carel di Kiev lavorerà a stretto contatto con Alfaco Carel presente a Wroclaw in Polonia.

Il Gruppo Carel è tra i leader nella progettazione, nella produzione e nella commercializzazione a livello globale di componenti e soluzioni tecnologicamente avanzate per raggiungere alta efficienza energetica nel controllo e la regolazione di apparecchiature e impianti nei mercati del condizionamento dell’aria (“HVAC”) e della refrigerazione. Carel è focalizzata su alcune nicchie di mercato verticali caratterizzate da bisogni estremamente specifici, da soddisfare con soluzioni dedicate sviluppate in profondità su tali bisogni, in contrapposizione ai mercati di massa.

Il Gruppo progetta, produce e commercializza soluzioni hardware, software e algoritmiche finalizzate sia ad aumentare le performance di unità e impianti a cui le stesse sono destinate sia al risparmio energetico, con un marchio globalmente riconosciuto nei mercati HVAC e della refrigerazione (complessivamente, “HVAC/R”) in cui esso opera e, a giudizio del management della Società, un posizionamento distintivo nelle nicchie di riferimento in tali mercati.
HVAC è il principale mercato del Gruppo, rappresentando il 62% dei ricavi del Gruppo nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2017, mentre il mercato della refrigerazione ha rappresentato il 35% dei ricavi del Gruppo.
Il Gruppo impegna risorse significative nella ricerca e sviluppo (“Ricerca e Sviluppo”), area a cui viene attribuito un ruolo di rilevanza strategica per mantenere la propria posizione di leadership nelle nicchie di riferimento del mercato HVAC/R, con particolare attenzione all’efficienza energetica, alla riduzione dell’impatto ambientale, ai trend relativi all’utilizzo dei gas refrigeranti naturali, all’automazione e alla connettività remota (Internet of Things), e allo sviluppo di soluzioni e servizi data driven.
Il Gruppo opera attraverso 21 controllate e 7 stabilimenti di produzione situati in vari Paesi. Al 31 dicembre 2017, l’80% dei ricavi del Gruppo è stato generato al di fuori dell’Italia e il 51% al di fuori dell’Europa occidentale.
Gli Original Equipment Manufacturer o OEMs, fornitori di unità complete per applicazioni nei mercati HVAC/R, costituiscono la principale categoria di clientela della Società, su cui il Gruppo è focalizzato per la costruzione di relazioni a lungo termine. Al 31 dicembre 2017, oltre l’80% dei principali clienti del Gruppo nel mercato HVAC e oltre il 67% nel mercato della refrigerazione sono clienti di Carel da oltre 10 anni. I “principali clienti” sono definiti come i maggiori 60 clienti per fatturato per ciascun mercato i quali, complessivamente, hanno generato circa il 50% dei ricavi del Gruppo per ciascun mercato di riferimento.

Rigoni di Asiago, 50 milioni

per crescere sui mercati esteri

Un pool di banche composto da UniCredit e Banco BPM, con l’intervento di supporto di SACE SIMEST (Gruppo CDP), sostiene i piani di crescita del Gruppo leader nel mercato alimentare di prodotti da agricoltura biologica

Rigoni di Asiago lancia un nuovo piano di sviluppo incentrato sulla crescita della quota di fatturato estero, rimodulando la propria posizione finanziaria.

Il Gruppo vicentino, leader in Europa nella produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari biologici certificati, ha infatti siglato un accordo per un nuovo finanziamento di complessivi 50 milioni di euro con un pool di banche composto in quota paritetica da UniCredit e Banco BPM.

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L’operazione, perfezionata con il supporto di una  garanzia di SACE SIMEST (Gruppo CDP) , permetterà all’azienda di proseguire nella crescita sui mercati esteri: le confetture a marchio Fiordifrutta – market leader a valore – hanno chiuso il 2018 con una crescita a valore sul mercato italiano del + 3,6% e iniziano il 2019 crescendo del 6,5% a valore nel primo mese. Anche la crema spalmabile Nocciolata inizia il 2019 con un incremento a valore del 2%.

In particolare, il Gruppo ha perfezionato negli ultimi anni una strategia di penetrazione sui mercati esteri, ove intende aumentare la propria quota, attualmente pari al 24% del fatturato, cogliendo nuove opportunità in Benelux, Germania, Francia, sfruttando così appieno la capacità produttiva del sito produttivo di Albaredo d’Adige (VR), recentemente ampliato.

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Andrea Rigoni, presidente di Rigoni di Asiago, ha dichiarato “produrre alimenti buoni, sani, semplici a vantaggio del consumatore. Questa la filosofia produttiva della società Rigoni fin dalla sua nascita nel 1923. Dal 1992 produciamo alimenti biologici sostenendo le filiere produttive italiane. Per noi territorialità e sostenibilità non sono dei proclami, sono scelte praticate con coerenza ogni giorno. La nostra sfida è quella di portare i prodotti biologici italiani di Rigoni di Asiago in tutto il mondo. L’importante contratto di finanziamento odierno, realizzato insieme a Unicredit, Banco BPM e Sace, ci dà le risorse per strutturarci in maniera adeguata in tanti mercati esteri, sfruttando le competenze organizzative e commerciali del nostro socio finanziario Kharis Capital, investitore in RdA dallo scorso anno”.

Il Gruppo Rigoni, a seguito del recente riassetto societario dello scorso luglio, è oggi controllato da Giochele S.r.l., holding di partecipazioni della famiglia Rigoni, con una quota del 57,3% del capitale sociale, mentre il restante  42,7% è detenuto da Kharis Capital, primario operatore finanziario focalizzato su investimenti a lungo termine in mercati consumer, con una consolidata esperienza nei mercati del food biologico ed un ampio network internazionale nel mondo del food and beverage e della grande distribuzione.

Rigoni di Asiago è stata assistita dallo studio Orsingher Ortu Avvocati Associati per i profili legali e da Alioscia Berto in qualità di advisor finanziario. Il finanziamento è stato messo a disposizione da un pool di istituti di credito composto da Banco BPM e UniCredit (con il supporto di SACE, in funzione di garante), assistito dallo studio legale Dentons, con un team guidato dal partner Alessandro Fosco Fagotto e composto dalla counsel Dina Collepardi e dalla associata Rosalba Pizzicato.

Rigoni è leader italiano nel mercato delle confetture con il marchio Fiordifrutta e ai primi posti in quello del Miele (Mielbio) e delle creme spalmabili (Nocciolata).

Guida all’export in 4 mosse

L’Area Mercati Esteri di Confindustria Vicenza, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, organizza una nuova edizione del percorso formativo “L’Arte di Esportare”.

Il corso – totalmente gratuito e riservato alle imprese associate – si svilupperà in 4 tappe che saranno proposte presso tutte le sedi dei Raggruppamenti di Confindustria Vicenza, con l’obiettivo di favorire la partecipazione più ampia possibile.

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Le iscrizioni al 1° modulo formativo dedicato al contratto di compravendita internazionale possono essere effettuate attraverso la compilazione del modulo online entro l’11 marzo 2019.

Sono aperte le iscrizioni anche al 2° modulo del percorso formativo gratuito “L’arte di esportare”, dedicato agli Incoterms (vedi programma), anche in questo caso l’iscrizione va fatta attraverso la compilazione del modulo online entro il 20 marzo 2019.

Il programma completo è scaricabile qui in formato pdf e comprende:

  1. Il contratto di compravendita internazionale
  2. Incoterms
  3. Assicurazioni e strumenti di tutela del credito
  4. Crediti e pagamenti documentari

Nel corso di Foodex Japan, la principale fiera dell’agroalimentare in Giappone, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha ottenuto dalle autorità l’immediato ritiro di un prodotto che evocava impropriamente la denominazione Asiago. E’ questa, in assoluto, la prima volta che si procede al ritiro immediato, in una fiera giapponese, di un prodotto che viola il diritto alla tutela garantito dall’entrata in vigore, lo scorso primo febbraio, dell’accordo di partenariato economico tra il Giappone e l’Unione Europea (EPA).

Asiago tutelato in Giappone

Dal primo febbraio 2019, con l’entrata in vigore degli accordi internazionali, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago gode, in Giappone, del pieno riconoscimento e tutela. Un risultato frutto di un lungo percorso, iniziato con l’affermazione dei diritti di proprietà intellettuale, nel 2012, e proseguito con una serie di vittorie legali contro diversi tentativi di usurpazione. Parallelamente, il Consorzio si è sempre impegnato in un’intensa azione di promozione e valorizzazione del prodotto, accogliendo delegazioni giapponesi in Italia e partecipando, tra gli altri, all’EU Geographical Indications Cheese Festival, la prima rassegna interamente dedicata ai formaggi europei ad indicazione geografica, promuovendo l’incontro esclusivo di RECIPEBLOG,  con una quarantina di opinion leader giapponesi, fino ad arrivare alla partecipazione, in questi giorni, a Foodex, la principale fiera dell’agroalimentare in Giappone.

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La presenza attiva del Consorzio a Foodex Japan e il suo intervento tempestivo, con la segnalazione, alle autorità giapponesi, dell’esposizione di un prodotto che evocava impropriamente la denominazione Asiago e la richiesta di un suo ritiro immediato, è stato il primo banco di prova dell’efficacia dell’accordo di partenariato economico con l’Unione Europea (EPA). Nell’arco di poche ore, funzionari del Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Pesca (MAFF) giapponese hanno accolto la richiesta del Consorzio Tutela Formaggio Asiago e provveduto a far ritirare il prodotto evocativo esposto in uno stand statunitense pur senza godere del diritto di essere commercializzato in Giappone.

“Quest’azione, –  afferma il presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni –  frutto del sistema di vigilanza puntale del Consorzio e dell’ottima collaborazione avviata con le autorità giapponesi dimostra concretamente gli effetti dei negoziati e offre a tutti i nostri soci la certezza di poter cogliere, in un contesto di piena tutela, il grande interesse che la proposta di valore gastronomico e culturale contenuta nel formaggio Asiago DOP, grande espressione del Made in Italy, riscuote in questo Paese”.