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Giovani agricoltori, dal #Psr Veneto alle nuove imprese 90 milioni (entro fine mese) – E le piante tropicali crescono a Campodarsego

Il Programma di sviluppo rurale (PSR) è lo strumento di attuazione del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) attraverso il quale la Regione del Veneto sostiene gli interventi per lo sviluppo del territorio, secondo le finalità delle politiche dell’Unione Europea e i fabbisogni del contesto regionale.

Il PSR del Veneto 2014-2020 è stato approvato con decisione della Commissione Europea n. 3482 del 26 maggio 2015 e concorre, assieme agli altri Fondi strutturali e di investimento europei (SIE), alla realizzazione delle priorità della strategia “Europa 2020”, nel quadro dell’Accordo di partenariato tra lo Stato Italiano e l’Unione Europea.

Il programma di sviluppo rurale (PSR) consente l’ammodernamento delle zone rurali, il miglioramento della competitività delle imprese e la sostenibilità ambientale. Garantisce la tutela e la salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale, per la riduzione del divario in termini di servizi e di opportunità di occupazione delle aree svantaggiate.

 

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A che cosa serve?

Come possono essere usate le risorse concesse con il PSR?

  • stimolare la competitività del settore agricolo
  • garantire la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima
  • realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.

Due sono i vincoli principali fissati dai regolamenti europei: il 30% delle risorse è destinato a interventi di carattere ambientale e il 5% allo sviluppo locale delle aree rurali.

Secondo i regolamenti dell’Unione europea i beneficiari dei Fondi strutturali e di investimento europei (SIE) possono essere organismi pubblici o privati oppure persone fisiche che siano responsabili dell’avvio e dell’attuazione delle operazioni.

</span></figure><em>Una distesa di Anthurium dell’azienda Bano</em>
Una distesa di Anthurium dell’azienda Bano

Chi sono i principali beneficiari del PSR?

  • Imprese agricole singole e associate
  • Consorzi e Organizzazioni dei produttori
  • Imprese agroalimentari
  • Consorzi di tutela DOP, IGP e STG
  • Soggetti pubblici in forma singola e associata (ad esempio: Comuni, Consorzi di Comuni)
  • Organismi di formazione
  • Organismi di consulenza
  • Partenariati pubblico-privati (ad esempio i GAL – Gruppi di azione locale)
</span></figure><em>(piante di Dieffenbachia nelle serre di Campodarsego)</em>
(piante di Dieffenbachia nelle serre di Campodarsego)

Numeri e risultati del PSR

Sono 6 le priorità europee a cui punta a contribuire il PSR: conoscenza e innovazione, redditività e giovani, qualità, ambiente, risorse naturali e clima, sviluppo locale. Per raggiungere questi obiettivi il Veneto ha scelto di attivare 13 misure e 45 tipologie di interventi.

Le domande finanziate sono oltre 37.000, mentre in termini di spesa il PSR Veneto ha confermato la tendenza degli ultimi anni che lo hanno visto ai primi posti a livello nazionale e sopra la media europea con il 43,4% delle risorse già erogate (pari a 507,9 milioni di euro) e il 71,4% di aiuti già concessi (per un totale di 834,9 milioni) al termine del 2018, superando ampiamente e agevolmente la prima verifica della soglia del “disimpegno automatico”.

I principali risultati, in termini di avanzamento, sono disponibili nel sito del programma https://psrveneto.it/risultati/

L’attualità: bandi aperti per 90 milioni di euro

La Giunta Regionale ha approvato, con deliberazione n. 1940 dello scorso 21 dicembre, i testi dei nuovi bandi, per un sostegno complessivo di oltre 90 milioni di euro.
Con il provvedimento la Regione del Veneto ha attivato cinque misure e dieci diversi tipi d’intervento.

Due le novità più significative: l’attivazione del sostegno agli investimenti per il risparmio irriguo e ai servizi di consulenza aziendale. Ritorna anche il “Pacchetto giovani” per l’insediamento dei giovani agricoltori; sono stato attivati i tipi d’intervento destinati all’attuazione di progetti di cooperazione finalizzati alle filiere corte, alle filiere per l’approvvigionamento di biomasse e per la diffusione dell’agricoltura sociale.

Maggiori informazioni sui bandi sono disponibili nel sito del PSR Veneto.

Le storie

Dietro queste cifre e queste scadenze ci sono le storie di imprenditori e di buone pratiche dei beneficiari dei fondi che sono diventati “testimonial” del programma in occasione dei “Dialoghi del PSR – Incontri territoriali sul Programma di Sviluppo Rurale”, che hanno visto la partecipazione di più di 1.500 operatori del settore tra il 2017 e il 2018.

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Un esempio (e altri seguiranno nei prossimi giorni) è la storia di Lorenzo Bano, della omonima azienda che ha sede a Campodarsego, in provincia di Padova. Il finanziamento ha permesso di realizzare un intervento collegato al risparmio idrico e alla costruzione di una serra.

Una realtà nata in modo particolare, come cooperativa di sostegno all’handicap: poi è arrivata la consapevolezza di come fosse più facile creare una azienda separata, capace di creare utili da poter poi in parte investire in strutture dove personale specializzato sappia come occuparsi della disabilità. Il risultato è una azienda inserita in una rete sociale ben delineata, che in realtà va oltre i confini nazionali, dialogando con realtà economiche in zone tropicali. Le ricadute lavorative sono ben più vicine: l’azienda sta attirando molti ragazzi del posto, il che ha portato a formare una manodopera che una volta era di più difficile reperibilità, e sta diventando man mano parte del tessuto sociale. Particolare è anche il momento nel quale si è presentata l’occasione del PSR diventato, oltre che un contributo all’impresa, un aiuto al titolare per recuperare interesse nel momento peggiore della sua vita, vissuto dopo il 2013, con la morte della figlia di 14 anni che ha reso difficile a livello psicologico affrontare gli impegni finanziari presi per l’acquisizione di una azienda più grande, con necessità di continue iniezioni di denaro.

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(Distesa di Croton)

L’azienda Bano nasce alla fine degli anni ‘80 a Campodarsego, e dopo due-tre anni dedicati alle colture generiche passa alle piante tropicali, ma sempre con uno sguardo alla responsabilità sociale d’impresa. Lorenzo Bano dialoga con le realtà economiche delle zone tropicali – per avviare le proprie attività – impostando il rapporto su equità e solidarietà. Lo stesso Bano racconta di quando in Guatemala capisce il circolo vizioso della povertà, visitando un’azienda agricola «che possedeva un trattore e un camion, ma una batteria sola da usare per entrambi i mezzi. La mattina con la batteria partiva il trattore, poi la batteria passava al camion che andava a portare i prodotti ai mercati. Il trattore acceso andava in giro per i campi, e non poteva essere spento per tutto il giorno. A livello economico mancavano i cento dollari per comprare un’altra batteria, ma si spendevano 5 dollari al giorno di gasolio per mantenere acceso tutto il giorno il trattore».

Il PSR Veneto ha aiutato l’azienda Bano Lorenzo «a uscire da una situazione di stallo non così diversa, poiché la zona di Campodarsego ha nel sottosuolo acqua salmastra, quindi l’unica possibilità per innaffiare le piante è quella di creare un bacino di raccolta acqua piovana, oppure spendere ogni anno decine di migliaia di euro per allacciarsi alla rete acqua potabile. Quest’ultima possibilità per anni ha tolto risorse economiche utili per costruire una piscina di raccolta acqua piovana».

</span></figure><em>(Piante di Hoffmania)</em>
(Piante di Hoffmania)

L’opportunità è stata finanziata dal PSR Veneto, con la possibilità di avere un investimento di 100mila euro per fare un bacino di recupero acqua piovana, poiché il conto dell’acqua potabile di 20/30mila euro l’anno non consentiva di sostenere altre spese: “Il PSR Veneto ha consentito di spezzare questo circolo vizioso, consentendo interventi collegati al risparmio idrico, con la costruzione di un invaso e l’ammodernamento dell’impiantistica interna delle serre per evitare sprechi idrici. Adesso ci sono risorse per un ulteriore allargamento dell’azienda, già previsto”. E’ stata infatti realizzata una nuova serra.

Oggi l’azienda è una realtà affermata, e tratta piante importate senza intermediazioni, con un rapporto dunque diretto con i vari produttori. Negli ultimi anni molto è stato investito nel settore delle energie rinnovabili con l’installazione di 244 Kw di pannelli fotovoltaici nonché di caldaia a cippato di legna per il riscaldamento delle serre. Dal 2013 sono in esercizio anche due motori per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile che cedono il calore alle serre; se a tutto questo aggiungiamo che l’azienda di Galzignano è riscaldata con il geotermico possiamo in questo momento affermare la quasi totale indipendenza in materia energetica da qualsiasi fonte fossile.

Dal 2005 è iniziata la collaborazione con la Cooperativa Montericco onlus di Monselice che opera nel settore del recupero da dipendenze. L’impegno etico prosegue nell’attenzione si è data a una realtà del Guatemala (www.tarrales.com) in cui dentro una riserva naturale vive una comunità Maya di circa 300 persone. Con questa azienda si è sviluppata una strettissima collaborazione in termini di aiuto nelle difficoltà correnti, nell’ investimento per la costruzione di nuove strutture e ritiro mensile del prodotto che ha riportato nel territorio un deciso miglioramento e stabilità delle condizioni di vita.

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