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L’appello di Federalberghi Veneto: ancora insufficiente la disponibilità di camere di albergo a Cortina, Bellunese e a Verona (termine al 31 marzo)

Olimpiadi invernali 2026: fra soli 3 giorni scadrà il termine per l’invio al CIO (il Comitato olimpico internazionale) della disponibilità delle camere di albergo a Cortina, in tutto il Bellunese, e a Verona, che è coinvolta perchè qui è prevista, nell’anfiteatro romano dell’Arena, la cerimonia di chiusura dell’evento.

In tutto il territorio interessato dalla candidatura Milano-Cortina saranno circa 20mila le camere destinate ai partecipanti della ‘famiglia olimpica e paralimpica’ (atleti, autorità, tecnici, workforce, spettatori e giornalisti).

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Gli hotel coinvolti nel raggio di 50 chilometri dalle località di gara, nel solo Bellunese Cortina compresa, sono circa 350, e ogni struttura dovrà trasmettere al CIO informazioni sul numero di stanze totali, il numero di quelle garantite (il dato dovrà essere lo stesso fornito nei template, e dovrà risultare uguale o maggiore al 60% del numero di stanze totali della struttura), e il numero di camere accessibili che ogni hotel garantirà. Una volta ricevuta tutta la documentazione (all’e-mail fornita dal CIO), il Comitato organizzatore dovrà ‘bloccarle’ 15 mesi prima dell’inizio dei Giochi.

La preoccupazione di Federalberghi Veneto è tanta: al momento sono giunte pochissime adesioni da parte delle imprese ricettive.

Lo scrive in una lettera accorata il presidente regionale di Confturismo e di Federalberghi Veneto Marco Michielli agli albergatori perché questo è un capitolo determinante ai fini del successo della candidatura Milano-Cortina.

Cari Colleghi,

            tra 4 giorni scadrà il termine per la presentazione delle disponibilità alberghiere ai fini delle Olimpiadi 2026 e vengo a Voi con una accorata preghiera: ben sapete quanto lavoro è stato fatto in questi ultimi tre anni per la presentazione di una candidatura credibile ai fini di replicare i fasti delle Olimpiadi del ’56, sulla cui onda le Dolomiti e Cortina stanno ancora “campando”.

            Dio non voglia che non riusciamo a raggiungere il numero di camere richiesto dall’Organizzazione. Non ho bisogno di rammentarvi quanto la Regione Veneto e nello specifico il Presidente Zaia e l’Assessore Caner si siano impegnati su questo progetto, oltre a quello dei Mondiali ’20-’21, per non parlare poi degli stanziamenti fondi dedicati che stanno raggiungendo tutto il Sistema.

            Ricevo insistenti sollecitazioni da parte dell’Ente organizzatore e dai vertici regionali che non possono comprendere come si possa solo pensare di sprecare questa chanche straordinaria, grazia alla quale i figli e i nipoti dei nostri colleghi potranno beneficiare dello stesso traino olimpico di cui hanno goduto loro.

            Questa chanche non può andare perduta per la miopia di credere che ci possano essere proroghe e si possano chiudere prenotazioni sotto data, il CIO non è il Parlamento italiano e la scadenza al 31 marzo p.v. potrà al massimo subire proroga di un paio di giorni e non oltre.

Vi prego pertanto, in nome del futuro della nostra Montagna, di fare il possibile e l’impossibile per raggiungere il numero di posti letto richiesti.

Abbiatemi con la viva, ma questa volta preoccupata, cordialità di sempre.

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