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Italia (Trento) compra Usa (North Carolina): così l’azienda dell’economia circolare cresce e batte i dazi americani

Una acquisizione negli Usa – controvalore complessivo di 40,5 milioni di dollari – per beneficiare di accordi commerciali tra il governo federale e alcuni Paesi centro e sud americani (CAFTA), che consentono l’esenzione dei dazi statunitensi sull’abbigliamento prodotto in tali nazioni con fili di origine americana. Aquafil – Spa  fondata nel 1965 ad Arco (Trento), oggi è un Gruppo attivo nella filiera produttiva di nylon 6, con focus specifico nella produzione di filo per pavimentazione tessile, segmento in cui è fra i leader di mercato in Europa e nel mondo e di fili sintetici per abbigliamento – ha perfezionato l’acquisizione del 100% di O’mara Incorporated. L’operazione è stata portata a termine attraverso la controllata di diritto statunitense, Aquafil USA Inc.

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“Si tratta di una bellissima azienda, un bel portafoglio prodotti, ottima redditività, una infrastruttura capiente  e ampi spazi per crescere – dice Giulio Bonazzi, presidente e ad di Aquafil – Il dossier era alla nostra attenzione da anni e quando l’imprenditore, ottantenne e senza un passaggio generazionale a causa di un lutto, ha deciso di vendere, noi eravamo  pronti”. O’Mara Incorporated, fondata nel 1970, produce fili tessili di nylon, polipropilene e poliestere prevalentemente tinti in pasta nello stabilimento di Rutherford College nel North Carolina; ha registrato un fatturato 2018 pari a 40,1 milioni di dollari con una marginalità in linea con quella del Gruppo Aquafil.

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“L’identità e il posizionamento di mercato di O’Mara – spiega l’azienda in una nota – sono pienamente coerenti con quelli del Gruppo Aquafil, agevolando così un processo di globalizzazione del business tessile, con ricadute positive anche per i prodotti Econyl® e Dryarn®. O’Mara permetterà di fare leva sua un’offerta più ampia consentendo un ulteriore sviluppo del mercato americano nei settori dell’abbigliamento sportivo, della calzetteria, della moda e degli accessori”.

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La presenza americana dell’azienda trentina è già solida: due  stabilimenti ad Atlanta, uno a Phoenix (attivo dal 2018, un investimento di circa 10 milioni di euro per un impianto di riciclo del carpet capace di intercettare ogni anno oltre 16 milioni di chili di vecchi tappeti) e uno nei pressi di  Sacramento.

Aquafil è attiva nella filiera produttiva di nylon in particolare per la produzione di filo per pavimentazione tessile, segmento in cui è fra i leader di mercato in Europa e nel mondo. Produce inoltre fili sintetici per abbigliamento collaborando con più di 160 brand del settore.

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Il Gruppo impiega circa 2.800 dipendenti ed è presente in 3 continenti – Europa, America e Asia – attraverso 16 siti produttivi.

Nel 2018 il fatturato è stato di 555,2 milioni di euro (Ebitda 77,9 milioni).

Negli ultimi 10 anni il Gruppo si è focalizzato nell’applicazione dei principi di sostenibilità ed economia circolare, principalmente nell’ambito dell’energia e del riciclo. Su quest’ultimo fronte sono stati fatti importanti investimenti in un impianto specializzato nella produzione di fili di Nylon rigenerati grazie a Econyl® Regeneration System, un innovativo sistema introdotto nel 2011 per la produzione di fili di nylon derivanti da scarti delle fasi di produzione e da prodotti giunti a fine vita come le reti da pesca provenienti dell’acquacoltura, dall’industria della pesca e reti fantasma recuperate grazie all’iniziativa Healthy Seas, ma anche il fluff, ovvero la parte superiore della pavimentazione tessile (i tappeti e la moquette).

Nel maggio 2011 è stato inaugurato il primo impianto Econyl® con l’avviamento di una linea produttiva interamente dedicata al progetto all’interno dello stabilimento di Lubiana (Slovenia), di proprietà del Gruppo e già da anni attivo nei processi di polimerizzazione e di produzione del filo per pavimentazione tessile e per abbigliamento.

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Per sostenere al meglio la produzione è stato creato anche un nuovo magazzino dedicato alla raccolta dei materiali di scarto e dei rifiuti provenienti dal network internazionale di raccolta. Attraverso un processo ancora ineguagliato, il nylon viene rigenerato radicalmente riportandolo allo stato di purezza originaria, così che è assolutamente indistinguibile dal normale nylon vergine.

Oggi oltre il 30% dei ricavi del gruppo derivano da prodotti Econyl®: “Oggi le ultime normative europee in materia di plastiche stanno dando un notevole impulso e dimostrano che ci abbiamo visto giusto – sottolinea Bonazzi – Nell’economia circolare abbiamo accumulato un vantaggio di 10 anni su chi entra adesso”.

Aquafil è quotata al segmento Star di Borsa Italiana dal 4 dicembre 2017. Da inizio anno, il titolo ha registrato una forte crescita nel primo trimestre, toccando il 30 marzo il picco massimo a 10,5 euro per azione, per poi riassestarsi poco sotto il livello di gennaio. “Si assiste negli ultimi mesi ad una crescita degli scambi, con conseguente miglioramento della liquidità – spiegano in azienda – e rispetto al mercato il titolo risulta storicamente meno sensibile ai fattori di rischio, ovvero tende ad attenuare i movimenti registrati dagli indici e quindi dal mercato in genere”.