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Ottanta startupper alla “Notte dei fallimenti”: perché non si impara solo dai successi

Più di 80 startupper, la sera di martedì 23 luglio, si sono dati appuntamento all’osservatorio astronomico Terrazza delle Stelle del Monte Bondone per la “notte dei fallimenti”. Promossa da Trentino Sviluppo in collaborazione con Impact Hub nell’ambito del progetto Startup.Euregio Interreg V-A Italia-Austria, la serata ricalca le celebri “Fuck up night” americane. Nato in Messico e diffusosi rapidamente in tutto il mondo, questo format consiste in un talk in cui alcuni imprenditori di successo condividono con il pubblico le proprie storie di fallimento per capire cos’è andato storto, esorcizzare la vergogna della sconfitta e fare tesoro di quello che si è imparato sbagliando.

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Nello specifico, sul Bondone sono intervenuti il geologo Fabio Zaffagnini, che qualche anno fa riuscì a portare i Foo Fighter a suonare a Cesena grazie a un flash mob che coinvolse oltre mille musicisti, l’imprenditore digitale Mario Moroni – autore del bestseller “Startup di M.” – e l’architetta Daniela Galvani, esperta di sharing economy.

A fine talk, poi, tutti a guardare le stelle con l’aiuto dei telescopi dell’Osservatorio delle Viote. La serata è stata anche l’occasione per annunciare la nascita del Club Trentino delle Startup, un luogo di incontro unico, che connette imprenditori, acceleratori ed investitori e favorisce la crescita delle startup in Trentino attraverso opportunità di formazione, finanza e networking. All’iniziativa, promossa da Trentino Sviluppo, possono aderire società iscritte al registro delle startup innovative e società a contenuto innovativo costituite massimo 5 anni fa, progetti imprenditoriali di innovazione, incubatori e acceleratori d’impresa.

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“Sono felice di annunciare che in poche ore abbiamo già ricevuto 40 richieste di adesioni qualificate – ha commentato il direttore operativo di Trentino Sviluppo Paolo Pretti – Il nostro auspicio è che questo Club, come già il Club Trentino degli Investitori, si trasformi in luogo d’incontro in cui l’ente pubblico funga da facilitatore e connettore, ma dove siano le imprese private stesse a costruire tra loro relazioni autonome e progettualità condivise”.

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Il fallimento è sempre meno un tabù: ci sono startup e imprenditori che, dopo averlo sfiorato, hanno saputo ripartire e ora raccontano come negli  Stati Uniti i finanziatori guardino favorevolmente a chi ha avuto precedenti esperienze anche non andate a buon fine: sanno che anche così si impara e si fa esperienza.