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Friuli, una cordata di imprese crea (e dona) la macchina che misura l’efficacia delle mascherine

Intuizione, capacità progettuale e trasferimento tecnologico pressoché «istantanei» hanno permesso a un pool di aziende hi-tech del Pordenonese e dell’Udinese – in partnership grazie alla costante attività di Confindustria Alto Adriatico, impegnatasi sin dal principio dell’emergenza per creare efficaci link di collaborazione tra aziende – di mettere sul mercato  in modalità open source, quindi gratuitamente per quanto concerne l’accesso al progetto e su richiesta per il prodotto finito, un dispositivo in grado di misurare la capacità di filtrazione delle mascherine per polveri con risultati affidabili e ripetibili.

La necessità, segnalata da Confindustria Alto Adriatico e da una associata a Microglass Srl di San Quirino, ossia quella di avere a disposizione un tester per valutare la filtrazione del particolato su mascherine, è sorta all’indomani della manifestazione di interesse della Protezione Civile regionale ad acquisire mascherine – prive del marchio CE in deroga alle attuali disposizioni in materia – da distribuire alla popolazione non impegnata in attività professionali specifiche per le quali sono richiesti dispositivi medici (DM) e/o dispositivi di protezione individuale (DPI).

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«Questa joint venture, al pari di altre che abbiamo promosso e stiamo promuovendo – ha detto il Presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti – è il risultato di studi attivati in autonomia o su esplicita richiesta della Regione affinché il tessuto produttivo mettesse a disposizione, in condizione di parziale riconversione o sulla scorta di specifici know-how, come avvenuto in questo caso, le capacità delle aziende per la risoluzione di problemi legati all’emergenza, dimostratasi straordinaria. Ritengo rimarchevole, infine, la decisione di voler cedere il progetto senza nulla pretendere».

«Da quasi vent’anni Microglass studia nuovi metodi di applicazione dell’elettrotermia nel settore industriale e ciò ci ha consentito di sviluppare una conoscenza trasversale e un metodo nell’approccio di nuovi progetti tali da accettare una sfida al di fuori del core business. È stato istituito un gruppo di lavoro multidisciplinare con la collaborazione di aziende del nostro territorio che rappresentassero, a vario titolo, eccellenza di know-how e autorevolezza del proprio elaborato». Del team hanno fatto parte, oltre a Microglass e Confindustria Alto Adriatico, le udinesi Gesteco Spa, Eurotech Spa ed Idea Prototipi Spa.

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Il team ha elaborato e costruito un primo sistema di prova e a fine marzo, è stato eseguito il collaudo della sensoristica elettronica, il giorno seguente i test di filtraggio su mascherina in Gesteco e, a seguire, sempre nello spazio di un paio di giorni, gli ulteriori test che hanno evidenziato la ripetibilità delle misure e identificato alcune messe a punto del metodo di conduzione dei test e migliorie alla macchina utilizzata come sistema di prova. Quasi contestualmente è stata riprogettata la macchina in versione industriale.

Come funziona il processo di verifica? Un provino della mascherina filtrante viene fissato ad un apposito supporto in un dispositivo di misurazione costruito allo scopo. Una quantità nota di polvere di granulometria predefinita (3 o 5 µm) viene introdotta nel sistema a monte della mascherina, mediante aspirazione operata da una pompa volumetrica. A valle della mascherina è presente uno scanner laser IR, che fornisce in tempo reale informazioni qualitative sulla dimensione e sul numero di particelle che riescono ad attraversare la mascherina. A valle dello scanner è posto, infine, un filtro sul quale viene determinata, mediante pesata, l’eventuale polvere che è riuscita ad attraversare la mascherina. Poiché non vi sono normative di riferimento e quindi non vi sono metodi di test normati, si è deciso di considerare il grado di filtrazione (e quindi l’efficienza di filtrazione della mascherina) come il rapporto in percentuale tra il peso delle polveri trattenute dalla mascherina e il peso delle polveri inizialmente introdotte nel sistema. Con questo test è possibile valutare campioni di tessuto “nuovo” ma anche campioni di tessuto lavato diverse volte e/o con metodi differenti.