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Gardaland fa da apripista fra i parchi divertimento #Ripartire

Gardaland è al lavoro per una riapertura nel mese di giugno, come si legge su sito di quello che è il primo parco divertimenti in Italia (da solo pesa per un terzo sul fatturato totale italiano del settore, che richiama 18 milioni di visitatori all’anno) si candida come caso pilota nel mondo del divertimento ed è pronto a trasformarsi per la fase 2 di riapertura, oggi che l’emergenza sanitaria costringe a studiare nuove regole per una ripresa delle attività in totale sicurezza.

Un apripista, con un programma per tutelare la salute di ospiti e lavoratori e le esigenze del divertimento e del suo indotto: sono 3.500 le diverse attività distribuite sul Lago di Garda – alberghi, campeggi, B&B, pizzerie, ristoranti e altro ancora – che regolano la loro stagione di apertura seguendo il calendario del Parco. «Gardaland Resort è anche un fondamentale player nel motore del turismo e dell’occupazione sulla sponda veronese del Lago di Garda – spiega il Ceo Aldo Maria Vigevani – La riapertura significherebbe una svolta davvero positiva non solo sul piano sociale, ma soprattutto a livello economico per il valore dei nostri lavoratori dipendenti, per 800 lavoratori stagionali e per l’indotto che creiamo».

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Un punto chiave sono le dimensioni: una superficie di 600mila metri quadrati, equivalenti a oltre 55 campi da calcio, «che da sola rappresenta una garanzia per distanziamento sociale». Gli ampi spazi a disposizione, combinati a un numero controllato di accessi, a una selezione delle attrazioni e degli spettacoli disponibili, rigorosamente outdoor, e all’applicazione di un severo Protocollo di sicurezza, sono le variabili messe in campo: «Dal punto di vista operativo – spiega Vigevani – Gardaland ha preparato un programma modulato in funzione delle direttive e dei diversi scenari. In particolare, stiamo lavorando ad un Protocollo di Sicurezza – supportati da collaborazioni con Enti ed Esperti nel campo – per gestire tutti gli aspetti operativi così da minimizzare il rischio per i nostri dipendenti ed i nostri Ospiti. Con i suoi 45 anni di esperienza, il Parco si candida come apripista nel mondo del divertimento».

Ad esempio, sul fronte degli ingressi, Gardaland effettuerà un attento controllo del numero giornaliero degli ingressi al fine di garantire il distanziamento. Per questo verrà ad esempio incentivato l’acquisto online sul sito gardaland.it di biglietti di ingresso a data prestabilita. Anche gli abbonati e i possessori di altri biglietti speciali e promozionali saranno invitati a prenotare in anticipo la loro visita. È anche previsto un numero chiuso giornaliero.

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All’entrata del Parco, verrà misurata la temperatura corporea a dipendenti e visitatori. Ospiti e dipendenti verranno forniti di dispositivi di protezione, mascherine o schermi a seconda delle necessità. Nelle diverse aree del Parco verranno installati distributori di igienizzante mani.

Nel frattempo, all’interno di Gardaland Resort alcune attività non si sono mai fermate; nell’ultimo mese si è ricorsi agli ammortizzatori sociali consentiti e i 230 dipendenti degli uffici centrali hanno effettuato lavoro in smart working a rotazione. Altre figure sono state impiegate a rotazione “in loco” all’interno del Resort, in quanto indispensabili per garantire la continuità della gestione anche a Parco chiuso: Gardaland Sea Life Aquarium, ad esempio, ospita moltissime creature che devono essere quotidianamente nutrite e controllate e quindi i trainer e gli acquaristi sono sempre rimasti operativi. All’interno del Parco è rimasto, inoltre, attivo il servizio di sorveglianza e quello di manutenzione delle attrazioni e della cura del verde.