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Lavoro e pandemia: inizia il lento recupero dei posti perduti, riaprono i centri per l’impiego

L’effetto coronavirus sul lavoro è stato pesante: nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020, tra mancate assunzioni e rapporti di lavoro cessati, l’emergenza Covid-19 ha determinato in Veneto una perdita di circa 61mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2019, corrispondenti al 3% dell’occupazione dipendente complessiva. Nel mese di maggio, in concomitanza con il progressivo allentamento delle misure di lockdown, si sono però registrati i primi segnali di rallentamento della caduta occupazionale e, soprattutto per alcuni settori, di recupero dei posti perduti.

È quanto emerge dai dati del monitoraggio dell’Osservatorio Veneto Lavoro sugli effetti della pandemia sul mercato del lavoro regionale.

Il calo occupazionale, complici le misure adottate dal Governo, prime fra tutte il blocco dei licenziamenti e l’estensione della cassa integrazione a buona parte dei lavoratori dipendenti, è imputabile quasi interamente al crollo delle assunzioni, più che dimezzate rispetto al 2019 (-55%).

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Nella dinamica negativa post 22 febbraio risultano coinvolte tutte le tipologie contrattuali dipendenti: la differenza con il saldo del corrispondente periodo del 2019 è pari a -4.700 per i contratti a tempo indeterminato, -5.600 per l’apprendistato, -50.800 per i contratti a termine (che includono anche i rapporti di lavoro stagionali per i quali le assunzioni sono diminuite del 60%). A maggio si registra un recupero importante delle posizioni a tempo indeterminato (+4.100 nel raffronto con il 2019). I dati parziali sul lavoro somministrato mostrano una netta riduzione del ricorso a tale strumento contrattuale, con un crollo delle assunzioni via via più pesante e pari nel mese di aprile al 77% in meno rispetto all’anno precedente. Bilancio negativo anche per il lavoro intermittente (-9.300), anche se in concomitanza con la riapertura di bar e ristoranti si registra un’impennata delle assunzioni e il recupero di 250 posizioni lavorative in due settimane.

A livello provinciale, i territori che hanno pagato il costo più alto sono quelli con una maggiore incidenza delle attività stagionali: a Venezia si è registrata una perdita di quasi 26.000 posti di lavoro, a Verona oltre 17.000. Calo più contenuto nelle altre province: -5.600 a Padova, -4.900 a Treviso, -4.200 a Vicenza, -1.200 a Rovigo e -800 a Belluno. La dinamica negativa si è attenuata nel mese di maggio, quando il mercato del lavoro ha mostrato segni di vitalità e una ripresa dei flussi di assunzione, anche per effetto della ripartenza delle attività commerciali e turistiche.

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Il turismo rimane tuttavia il settore più colpito dagli effetti della pandemia e da solo spiega quasi la metà della contrazione occupazionale, con una riduzione di circa 30 mila posti di lavoro, la maggior parte dei quali stagionali. Nelle fasi più acute della crisi il calo delle assunzioni nei servizi turistici ha raggiunto picchi dell’86%. Il venir meno dei vincoli alla mobilità tra regioni e, in parte, tra i Paesi europei potrebbe tuttavia favorire la ripresa dell’occupazione anche in questo settore. Situazioni critiche rimangono anche quelle relative all’editoria e all’istruzione privata, dove ancora non si assiste all’inversione di tendenza registrata negli altri settori. Nell’ultimo mese costruzioni e agricoltura hanno invece fatto registrare un significativo aumento delle assunzioni (rispettivamente +19% e +7%) e segnali di recupero si osservano anche nel tessile-abbigliamento, in gran parte del manifatturiero (industrie metalmeccaniche, chimica-gomma, farmaceutico, legno-mobilio), nei servizi di pulizia, nelle attività professionali e nel commercio all’ingrosso e al dettaglio. L’agricoltura si conferma inoltre, insieme ai servizi informatici, l’unico settore che mostra un saldo occupazionale positivo dall’esordio della crisi (+1.161 posizioni lavorative).

La lieve ripresa registrata a maggio, con un saldo occupazionale che è tornato ad essere positivo (+1.437 posizioni lavorative nel mese), sembra pertanto smentire le preoccupazioni circa il proseguimento di una caduta occupazionale sugli stessi ritmi osservati nelle prime fasi dell’emergenza Covid. L’analisi dell’Osservatorio di Veneto Lavoro con tutti i dati aggiornati è disponibile nella sezione dedicata del sito www.venetolavoro.it/misure.

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Più penalizzati i giovani

“Il mese di maggio dà un segno ‘più’ nel saldo occupazionale perché vige il divieto di licenziamento, e tra cessazioni e assunzioni il mercato del lavoro segna un lieve saldo positivo. Ma dobbiamo guardare con estrema preoccupazione a cosa accadrà quando cesserà il divieto al licenziamento, perchè molte imprese del turismo e della cultura, che sono i settori in maggior sofferenza,  registreranno purtroppo pesanti perdite di posti stabili di lavoro”. Questo il commento dell’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, ai dati sull’andamento occupazionale in Veneto diffusi dall’Osservatorio di Veneto Lavoro.

“Il dato più preoccupante – spiega l’assessore – è il calo di commesse e di quote di mercato per moltissime imprese di tutti i settori, in quanto il mondo è fermo e l’economia veneta, fortemente vocata all’export, ne risulta particolarmente penalizzata. Dovremo immaginare un autunno con più disoccupati del previsto e con strumenti di sostegno al reddito limitati”.

Oltre al turismo, che da solo conta circa la  metà degli oltre 60mila posti di lavoro persi a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid 19,  i settori che hanno sofferto di più sono la cultura e l’editoria. “A questi dovremo pensare per non depauperare la ricchezza professionale di questi settori – conclude Donazzan – La maggiore preoccupazione è per i giovani, che pagheranno il conto più salato di questa crisi”.

Riaprono i centri per l’impiego

Dopo il periodo di chiusura imposto dalle misure di contrasto e contenimento alla diffusione del contagio da Covid-19 e il rafforzamento dei servizi disponibili online e a distanza, a partire da lunedì 8 giugno i Centri per l’impiego del Veneto hanno riaperto i propri sportelli. Per limitare l’afflusso di utenti e garantire il rispetto delle misure di prevenzione del rischio di contagio e di tutela dei lavoratori, l’accesso al pubblico è consentito solo previo appuntamento, che sarà concesso in via prioritaria laddove non sia possibile utilizzare i servizi online. All’interno degli uffici sarà garantita l’adozione di tutte le misure di sicurezza previste dai protocolli di tutela anti-Covid.

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Gli utenti interessati possono fissare un appuntamento contattando telefonicamente ciascun Centro per l’impiego, dalle ore 9.00 alle ore 12.30, ai recapiti disponibili su www.cliclavoroveneto.it e su www.venetolavoro.it.

Per consentire agli utenti la possibilità di ricevere il supporto necessario senza doversi recare fisicamente agli sportelli è stata recentemente ampliata l’offerta di servizi erogati con modalità a distanza e online.

Da ora, infatti, attraverso la nuova funzionalità di “FIRMA ONLINE” presente all’interno dell’applicativo Centro per l’Impiego Online del portale ClicLavoro Veneto è possibile sottoscrivere i documenti inerenti le diverse misure di politica attiva adottate su base regionale e nazionale, quali il Patto di servizio personalizzato previsto dal D.Lgs. n. 150/2015 in relazione allo status di disoccupazione, il Patto di servizio necessario per l’adesione a Garanzia Giovani Veneto, il Patto per il Lavoro connesso al riconoscimento del Reddito di Cittadinanza e le Proposte di Politica Attiva (PPA) contenenti il dettaglio delle attività da svolgere nell’ambito delle singole misure.

Restano pienamente operativi anche tutti gli altri servizi online erogati attraverso il portale ClicLavoro Veneto, tra i quali la possibilità di inserire e aggiornare autonomamente il proprio curriculum, consultare e candidarsi alle offerte di lavoro e agli avvisi di selezione per assunzioni nella Pubblica Amministrazione, gestire le candidature attive, stampare la propria scheda anagrafica professionale e richiedere l’Assegno per il Lavoro, lo strumento finanziato dalla Regione del Veneto per aiutare i disoccupati con età superiore ai 30 anni a trovare un nuovo impiego.

Contattando telefonicamente o via mail il proprio Centro per l’impiego è inoltre possibile ottenere il rilascio di certificati amministrativi e ricevere un primo servizio di informazione e orientamento al lavoro. Le aziende possono ricevere un supporto nella ricerca di personale o nell’attivazione di un tirocinio e ottenere informazioni sui servizi per il collocamento mirato, che possono essere gestiti anche direttamente sul portale ClicLavoro Veneto tramite il servizio online dedicato.

Tutti i riferimenti per contattare i Centri per l’impiego del Veneto sono disponibili su www.cliclavoroveneto.it.