Vicenza e Rimini (Ieg) pronte a far ripartire le fiere in sicurezza

Due caratteristiche rendono il settore delle fiere unico, nel contesto della  ripartenza dopo il lockdown: «Siamo uno dei settori più colpiti, perché si sono fermate le fiere e non si contano i congressi saltati, e siamo quelli che condizionano il lavoro di molti altri: dagli albergatori ai tassisti agli allestitori, tutte le figure che ruotano intorno a un evento e che si fermano con noi».

Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group (Ieg), traccia una prima stima del danno da epidemia per il gruppo che ha unito le fiere di Rimini e Vicenza. Solo per il primo semestre si arriva a 40 milioni di fatturato perduti: «Fortunatamente non sono saltate le nostre fiere principali, che si sono svolte fra gennaio e febbraio, ma contiamo 46 congressi disdetti. Cancellata definitivamente OroArezzo, posticipata prima da aprile a giugno e poi a luglio, mentre Macfrut e Tecnoargilla vanno al 2021».

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Quali provvedimenti possono sostenere la fase di convivenza con il virus?  «A livello regionale – spiega Peraboni – siamo grati ai governatori di Veneto, ma anche Lombardia ed Emilia Romagna, che si sono fatti portavoce di una richiesta fondamentale che parte dal mondo delle fiere. Due sono le cose fondamentali: avere una data certa dalla quale si possa ricominciare a programmare gli eventi, come il primo agosto, e avere un sistema di regole condiviso, che parta dal protocollo studiato dalle  fiere  per una totale sicurezza».

Il tema, sottolinea l’ad (nella foto), è di competizione europea: «I tedeschi hanno dato regole precise per ogni land: dall’ 1  giugno può ripartire la Renania, da settembre la Baviera. Competitor agguerriti, con regole chiare, che potrebbero spartirsi le spoglie del sistema fieristico italiano se non troveremo un modo di ripartire».

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Ieg mette sul tavolo il piano Safebusiness, progettato grazie a un tavolo di lavoro con le sue società di allestimenti e ristorazione, tecnici e operatori internazionali. Per questo ci si è concentrati su ogni fase dell’esperienza fieristica o congressuale. «Abbiamo lavorato a questo piano – spiega Peraboni – con la volontà di dare una risposta completa e affidabile ai clienti e al pubblico. Lo abbiamo fatto in linea con le regole sanitarie contro il Covid-19 e i documenti stilati da Aefi, Federcongressi, Ufi ed Emeca».

Sono oltre 50 le indicazioni tracciate nel progetto a valle di un rigoroso protocollo normativo e organizzativo. Tra le altre: navette tra aeroporto, hotel e fiera sanificate, munite di disinfettanti, con obbligo mascherine a bordo e numero viaggiatori programmato; convenzioni con società di bike sharing e monopattini, in accordo con alberghi e territorio; biglietterie e pagamenti solo on line, ingressi programmati in base alla capacity dei padiglioni e orari d’apertura delle fiere prolungati, desk distribuzione mascherine (obbligatorio indossarle), ingressi multipli, corridoi di sicurezza e segnaletica di distanziamento, titoli d’accesso dematerializzati, controlli sul pubblico con termoscanner e percorso di sanificazione, guardaroba automatico e coperture monouso.

L’intera filiera degli allestimenti è progettata e gestita in sicurezza, i flussi dei visitatori monitorati con rilevamento digitale centralizzato e il presidio in loco di steward teleguidati. Per tutte le aree, sale e servizi  sanificazione a ciclo continuo, con igienizzazione per i filtri dei canali di condizionamento dell’aria. Il materiale informativo è digitalizzato, e per la ristorazione sono previsti controllo della temperatura degli addetti, guanti, mascherine, camici usa e getta, pagamenti con app saltafila, lunch box e coffee box monoporzione, delivery negli stand.

Un rigido protocollo di crisis management definisce il comportamento in loco in presenza di casi sospetti. Dipendenti Ieg e personale di manifestazione saranno formati per garantirsi e garantire lo svolgimento delle mansioni in sicurezza. La società ha deciso anche lo screening sierologico dei dipendenti  su base volontaria.

«Qualcosa, di tutto questo periodo, resterà: parlo dell’attenzione alla sicurezza, che era comunque una richiesta emergente, e di una grande spinta alla modernizzazione, ad esempio i pagamenti contactless. Non solo: veniamo da un ventennio di concentrazione su poche, grandi rassegne internazionali, ma va messo nel conto che la propensione ai voli a lungo raggio resterà ridotta. C’è margine per una rimodulazione che possa portare qualche vantaggio. Infine, questo lungo stop ci ha insegnato a curare la relazione con le nostre community: è il caso di Ecomondo e Rimini Wellness, che grazie ai supporti digitali hanno continuato a essere un punto di riferimento».

  • simone martini |

    sono ceo di una azienda allestitrice con 40 anni di attività e 15 dipendenti, trovo che la vostra bozza abbia più senso e ragionevolezza di tutto quanto sino ad oggi ho trovato pubblicato : bravi .

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