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Non lasciate che l’acqua alta danneggi Venezia anche quando non c’è

“Si registrano le prime ingiustificate cancellazioni per il fine settimana a causa del panico per l’acqua alta. Sulla marea non si ricominci a commettere gli errori di comunicazione del passato”. L’Associazione Veneziana Albergatori lancia l’appello al sindaco e al Comune di Venezia, chiedendo di lanciare il messaggio mediatico corretto, aiutando le imprese della città, che sono già in difficoltà per la crisi sanitaria, a non subire gli effetti della paura dei turisti per quello che in realtà è un fenomeno ordinario.

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Le previsioni di marea continuano a spaventare i turisti. Mentre gli albergatori e gli imprenditori della città stanno lavorando sodo per rialzarsi, le notizie diffuse sui dati, difficilmente interpretabili per chi non vive in città, non aiutano. Gli alberghi di Venezia stanno infatti iniziando a ricevere cancellazioni per i prossimi giorni da parte di turisti che temono di trovare la città sommersa e di dover affrontare una marea straordinaria come quella del 12 novembre 2019. “Proprio in seguito all’evento eccezionale dello scorso novembre – spiega il direttore Ava, Claudio Scarpa -, l’Associazione Veneziana Albergatori aveva dato vita a un ampio progetto di comunicazione internazionale. Per mesi abbiamo dialogato con la stampa estera per far dimenticare al mondo quelle immagini e per aiutare i turisti a comprendere le corrette informazioni sulla marea e convincerli che non c’era nessun pericolo a tornare in città”.

Tramite la stampa internazionale e l’impegno diretto degli albergatori con i loro ospiti, Ava per mesi si era impegnata a far arrivare il giusto messaggio e spiegare ai visitatori di tutto il mondo che l’acqua alta è un fenomeno ordinario, passeggero e parte della vita dei veneziani, con cui la città e i turisti convivono da sempre e che non comporta particolari disagi per chi la visita. “In collaborazione con il Comune di Venezia – aggiunge Scarpa -, erano stati poi invitati in città una cinquantina di giornalisti internazionali ai quali erano state fornite informazioni sui dati del “medio mare”, confrontati con i dati reali dell’altezza delle maree. Giornalisti che hanno poi prodotto centinaia di ore di filmati e altrettanti servizi per le tv e la carta stampata, nei quali si raccontava la reale situazione della città, già tornata alla normalità”.

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Il turismo, con il Carnevale, stava ripartendo e improvvisamente è arrivato lo stop del Covid-19, che come è noto ha azzerato le presenze per mesi. In questi ultimi due mesi, con un turismo “nuovo” e di prossimità che soffre per l’assenza di arrivi internazionali, gli hotel stanno facendo grandi sacrifici per rimanere aperti. “In questa fase di difficile ripartenza – aggiunge Scarpa – non è d’aiuto dover fare i conti con il fatto che continuino a circolare dati sul “medio mare” non affiancati al “dato reale” che potrebbe invece rassicurare chi intende visitare la città. Si era parlato molto della necessità di rivedere questo sistema di comunicazione e rinnoviamo quindi il nostro appello al sindaco affinché venga lanciato, anche attraverso il sito istituzionale e gli altri canali informativi, il messaggio mediatico corretto. Tanto era stato fatto in questo senso tra il 12 novembre e i primi mesi del 2020: è importante per noi continuare ad avere il supporto del Comune e dell’amministrazione comunale in questa sfida, per non danneggiare ulteriormente una stagione già compromessa dalla situazione sanitaria”.

Come leggere i dati di marea

Sul sito del Comune di Venezia c’è una sezione apposita: qui si spiega che la marea  a Venezia viene misurata e prevista sullo zero storico della città. Le vignette indicano un livello di marea che può interessare il suolo calpestabile di tre zone di riferimento. Per esempio: perchè la Piazza San Marco, uno dei punti più bassi della città, cominci ad allagarsi ci vuole una marea superiore a 80 cm. Per Rialto, davanti ai pontili dei mezzi pubblici, ci vuole una quota di 105 cm mentre davanti alla stazione ferroviaria, un punto della città molto alto, sono necessari 135 cm.

Sempre sul sito chiunque può trovare il bollettino maree, gli aggiornamenti, e può seguire l’evoluzione della previsione anche via cellulare o Telegram.

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  • andrea firpo |

    Quindi, sostanzialmente il messaggio è: se rimanete fermi in una certa zona, la più alta, non avrete disagi? Che i veneziani siano abituati all’acqua alta non significa che la debbano continuamente subire, specie chi ci abita, e che, spesso a 110 sul medio mare, ha l’acqua che gli scorre in casa.
    Ridicolo, come fa il Comune, dire che a 135 cm sul medio mare ” la viabilità pedonale allagata è pari al 52%”, considerato, appunto, che ci sono punti assai bassi, che contano 45 cm di acqua dal pavimento e punti più alti (rari).

  • Alberto |

    Gli albergatori e le agenzie di viaggio dovrebbero amplificare e invitare i turisti a visitare venezia e fotografarsi nel momento del fenomeno naturale dell acqua alta fornendo a tutti gli ospiti stivali a noleggio ……cogliamo le opportunita regalate dalla natura…

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