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L’azienda che introduce il “reso del packaging” (meno scatoloni sprecati)

Telwin, azienda vicentina leader nella produzione di saldatrici, puntatrici, sistemi di taglio al plasma, caricabatterie e avviatori (prodotti in Italia), ha fatto un passo avanti nella sostenibilità e – nell’ambito della certificazione ambientale – ha introdotto un sistema di “reso del packaging” coi  suoi fornitori locali.

Una buona pratica, in un mondo che si sta riempiendo di scatoloni.

Il 2021 di Telwin è iniziato con un nuovo traguardo: l’azienda vicentina, specializzata nella produzione di saldatrici e caricabatterie, ha ottenuto la certificazione del sistema di gestione ambientale secondo lo standard UNI EN ISO 14001. Come tutti gli standard ISO, relativi ai sistemi di gestione, questa certificazione riguarda i processi organizzativi messi in atto per la riduzione dell’impatto ambientale, lasciando all’azienda il compito di definirne le modalità in relazione al proprio ciclo produttivo.

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Nel caso di Telwin, attraverso un percorso durato circa 8 mesi, sono stati identificati, in ogni settore aziendale, i punti in cui intervenire per ridurre al minimo l’impatto ambientale. Due gli ambiti principali: prevenzione dell’inquinamento e riduzione nel consumo di energia e nello spreco delle risorse.

Il consumo di energia ovviamente è quello su cui si è lavorato maggiormente, cominciando con la sostituzione di 700 punti luce con soluzioni Led, che hanno migliorato la qualità di illuminazione consentendo al tempo stesso una notevole riduzione dei consumi. Anche la gestione dei rifiuti è stata ottimizzata, rendendo più semplice la differenziazione e il riciclo, ottenendo una riduzione del rifiuto secco del 15%.

L’azienda ha ripensato poi il rapporto coi propri fornitori ottimizzando gli invii e la pallettizzazione del materiale di provenienza internazionale, mentre con i fornitori locali continuativi è stato introdotto un sistema di “reso del packaging” che in questo modo viene riutilizzato più e più volte.

Ci sono poi temi più complessi e meno quantificabili, come quello della sostenibilità in ambito progettuale: da questo punto di vista – fa sapere l’azienda – , il percorso di Telwin è iniziato già da diversi anni, con una progettazione attenta alla scelta dei materiali ed al loro corretto impiego, con una struttura del prodotto modulare che favorisce anche la manutenzione, il riciclaggio delle parti e lo smaltimento finale. Altro punto di grande importanza è la rivisitazione delle gamme di prodotti in modo tale da aumentarne il rendimento durante il funzionamento, concorrendo così al raggiungimento del traguardo posto dall’Unione Europea di avere “prodotti con una efficienza superiore all’80% entro il 2022”.

Spiega il presidente di Telwin, Antonio Spillere: “Questa certificazione si inserisce in un percorso di ottimizzazione gestionale e di responsabilità sociale in continua evoluzione. Dopo la certificazione di qualità secondo la ISO 9001, e la certificazione dedicata alla salute e sicurezza dei lavoratori secondo la UNI EN ISO 45001, possiamo dire di aver ottimizzato i nostri processi anche in chiave ambientale; la ISO 14001 ci ha consentito di analizzare più in profondità tutti gli aspetti che determinano il nostro impatto ambientale e di capire come risolverli, con il coinvolgimento importante dei nostri dipendenti, che hanno accolto con notevole entusiasmo questa nuova sfida.”

Azienda e innovazione

Join the innovation è il motto di una realtà presente in 120 Paesi nei 5 continenti che impiega 250 collaboratori, per un giro d’affari di 50 milioni di euro proveniente per l’80% dall’export. L’azienda è ancora oggi a conduzione familiare: al presidente Antonio Spillere si affianca con il ruolo di amministratore delegato il figlio Stefano Spillere.

Fondata nel 1963 a Villaverla (VI) da Giovanni Spillere con il nome di Telitalia, era inizialmente specializzata nella produzione di materiale elettrico e trasformatori. Fin dall’inizio, “si è distinta per una forte propensione all’innovazione e allo sviluppo di nuove tecnologie capaci di andare ben oltre i confini nazionali, al punto che già nel 1980 il 70% del fatturato era legato alle esportazioni”, spiega una nota aziendale. Nel 1985, proprio per rafforzare quest’ottica internazionale, l’azienda ha cambiato nome in Telwin, TELitalia Welding INternational (welding è la traduzione inglese del termine “saldatura”).

Negli anni l’offerta è stata ulteriormente ampliata e oggi Telwin copre i settori Automotive, Industrial, Professional e Consumer. Un valore aggiunto dell’azienda è quindi riuscire a trasferire suo il know-how a tipologie di utenza molto diverse: gli utilizzatori dei prodotti Telwin vanno dalla grande industria, alla cantieristica, fino alle carrozzerie e autofficine e agli utenti appassionati di fai da te.

A seguito della crescita, nel 1992 è stata inaugurata una nuova sede (sempre a Villaverla), un complesso firmato da Tobia Scarpa e Afra Bianchin denominato la “Cittadella della Saldatura”, esempio di innovativa architettura industriale su una superficie di 120mila metri quadrati.

Fulcro dell’azienda è il centro R&S, centro nevralgico con laboratori di sviluppo e testing specializzati, in cui operano quotidianamente i tecnici: ogni anno tra il 5 e il 10% dei ricavi viene reinvestito nella fase di ricerca.

A differenza di altre aziende innovative del territorio, però, Telwin ha scelto di mantenere in Italia anche gli impianti produttivi, caratterizzati da sistemi avanzati, linee robotizzate, magazzini automatizzati, aree di formazione e dimostrazione, creando un vero e proprio polo industriale internazionale di eccellenza.