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Pizze made in Pordenone prime al traguardo certificazione della fornitura

Roncadin, azienda di Meduno (PN) che produce pizze surgelate di alta qualità per il mercato nazionale e internazionale, è la prima realtà italiana del settore alimentare a ottenere la certificazione ISO 28000 sotto accreditamento Accredia; la norma definisce i requisiti per l’implementazione di un sistema di gestione della sicurezza lungo tutta la catena di fornitura (supply chain security).

L’ente certificatore Bureau Veritas ha concluso pochi giorni fa gli audit per verificare gli standard adottati in azienda: sotto la lente i sistemi di gestione di criticità e potenziali minacce legate ad esempio a terrorismo, frodi, azioni di pirateria e contraffazione lungo tutte le fasi della catena di fornitura (magazzinaggio, trasporti, logistica, eccetera).

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«Ottenere questa certificazione è un traguardo importantissimo, frutto di un lungo e meticoloso lavoro di Roncadin per implementare i sistemi di sicurezza più avanzati in tutte le fasi della filiera – commenta l’amministratore delegato Dario Roncadin –. Con la ISO 28000 offriamo valore sia al consumatore finale sia ai buyer della GDO italiana ed estera, che possono essere certi della conformità delle nostre politiche di gestione della sicurezza ai più alti standard internazionali in materia».

«Bureau Veritas, l’unico Ente accreditato da Accredia per la certificazione ISO 28000, ha visto in questo standard un valido alleato del commercio internazionale; in particolare per il settore food, questa certificazione offre una ulteriore tutela per il consumatore» commenta Andrea Filippi, Certification Service Line Manager di Bureau Veritas Italia. «Alcuni grandi gruppi – sottolinea Filippi – stanno già chiedendo ai propri fornitori di applicare il modello ISO 28000 a garanzia della propria gestione della supply chain».

roncadin

La certificazione ISO 28000 conferma che Roncadin mette in campo una serie di azioni di alto livello mirate a minimizzare il rischio di contraffazione e sabotaggio non soltanto nella produzione, ma anche nella catena della logistica, assicurando che il prodotto che arriva nelle mani del cliente finale sia come appena uscito dallo stabilimento. In particolare, spiega sempre Dario Roncadin, «Camion e container escono dal nostro polo produttivo sigillati e lucchettati, e possono essere aperti solamente quando arrivano a destinazione nel magazzino del cliente o nella piattaforma di distribuzione finale. Questo rappresenta una sicurezza fondamentale perché non possono essere introdotte nel carico altre merci, o peggio, materiali di contrabbando».

La ISO 28000 si aggiunge alle altre certificazioni di prodotto e di processo Roncadin: BRC Global Standard for Food Safety, IFS Food, Bioagricert, Vegan, MSC Environmental Standard for Sustainable Fishing e Smeta – Sedex Members Ethical Trade Audit. In azienda si eseguono ogni anno oltre 3.600 analisi microbiologiche e chimiche su materie prime in ingresso e su prodotti finiti in uscita.

</span></figure> White truck departing on an asphalt road meander trough the green fields. Warning traffic sign Bend to right. Wooded mountains in the background. Sunny spring day with blue skies and white clouds.
White truck departing on an asphalt road meander trough the green fields. Warning traffic sign Bend to right. Wooded mountains in the background. Sunny spring day with blue skies and white clouds.

Roncadin SpA con sede a Meduno (Pordenone), nasce nel 1992 per la produzione di pizza italiana di qualità per la grande distribuzione nazionale ed internazionale. Oggi in azienda lavorano circa 750 persone, il fatturato 2020 ha raggiunto i 140 milioni di euro e si producono 100 milioni di pezzi all’anno. Pizze e snack sono realizzati con un esclusivo metodo brevettato e con l’impiego del 100% di energia sostenibile certificata.

Nel settembre 2017 in azienda si era sviluppato un incendio che aveva danneggiato parte dell’area produttiva: con l’aiuto dei dipendenti e anche dei fornitori la produzione di pizze era ripartita in sole 72 ore.

Pizze e lockdown

Il 2020 di Roncadin si è chiuso con il segno più: il fatturato ha raggiunto quota 140 milioni di euro, +16,6% rispetto al 2019, con circa 100 milioni di pezzi prodotti (18 milioni in più rispetto all’anno precedente).

«Un risultato determinato dal forte aumento dei pasti consumati a casa per via dell’emergenza Covid e del conseguente aumento della spesa alimentare – commenta l’amministratore delegato Dario Roncadin –. Questo vale sia per l’estero sia per l’Italia, dove già da anni il consumo di pizza surgelata viveva un trend positivo. Perciò Roncadin ha sostenuto, e continua a sostenere, ritmi molto elevati per via della grande richiesta di prodotti alimentari nella GDO in tutti i mercati di riferimento. I numeri sono senza dubbio incoraggianti, ma non possiamo abbassare la guardia, perché una volta che la pandemia abbasserà la sua pressione, la Grande Distribuzione competerà nuovamente con la ristorazione e altri canali, quindi è necessario essere pronti con prodotti innovativi».

 

A Meduno Roncadin produce pizze surgelate realizzate con materie prime di alta qualità, procedimenti produttivi all’avanguardia e centinaia di ricette diverse, per prodotti sia a marchio Roncadin, sia destinati alle marche del distributore in tutto il mondo (la quota export è del 70%). «Con la pandemia abbiamo dovuto fronteggiare un’emergenza sugli ordini, che hanno iniziato ad arrivare con tassi tripli rispetto al previsto – prosegue Dario Roncadin –. Soddisfare in linea con i tempi richiesti le commesse è stata una grandissima sfida, che ha richiesto uno sforzo congiunto fra logistica, pianificazione produttiva e approvvigionamenti delle materie prime, che in alcuni momenti scarseggiavano». Il rispetto delle misure di distanziamento in azienda ha inoltre causato modifiche organizzative che hanno richiesto grande attenzione nella gestione degli oltre 700 dipendenti che, sottolinea Roncadin, «Si sono comportati con grande senso di responsabilità e dedizione. Per questo abbiamo ritenuto opportuno offrire anche degli incentivi economici e vari benefit a chi, soprattutto nei reparti produttivi e in particolare nel periodo del primo lockdown, ha garantito la sua presenza consentendoci di onorare gli ordini».