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Se siete fra quelli che hanno trovato un drone sotto l’albero: 10 mosse (più una) per iniziare a volare senza fare danni

Il 2014 è stato l’anno dei droni come regalo di Natale. Ne avete spacchettato uno? Questo decalogo è per voi (valido per minidroni, generalmente quelli costati intorno a 100 euro)


1) OSSERVAZIONE
Guardate se il drone/minidrone è dotato di protezioni eliche e con la possibilità di ricambi (eliche e motori in primis). Se non disponete di questo genere di modello, dovrete fare molta più attenzione

2) CALMA
Prima di tutto respirate e non fatevi prendere dalla frenesia, occorre procedere per piccoli passi e darsi degli obiettivi. Ci vogliono diversi giorni per prenderci la mano, altrimenti ci sono solo guai in vista

3) AMBIENTE
Per le prime prove scegliete un luogo chiuso in casa, libero da ostacoli, con un tappeto sotto che possa riparare dagli urti. Solo quando si è esperti andare in spazi aperti giardino. Attenzione agli animali domestici (e alle persone curiose!)

</span></figure></a> Prove di droni all’Ipsia Galilei
Prove di droni all’Ipsia Galilei

4) STARE FERMI

Prendere confidenza con il radicocomando e le sue funzioni tenendo a terra il drone-minidrone e facendogli fare piccoli spostamenti avanti-indietro destra-sinistra. Per i voli spericolati c’è tempo

5) MAI DA SOLI
Fatevi aiutare da qualcuno, preferibilmente attrezzato con con guanti e occhiali di protezione, in modo che vicino al drone (e ai suoi spostamenti) possa proteggerlo da ostacoli o brutte cadute. Attenzione alle eliche, che possono fare male

6) PRIMO VOLO
Alzate il drone-minidrone in senso orizzontale di poco, al massimo uno o due metri, e fatelo atterrare dolcemente. Provate e riprovate molte volte finché siete sicuri, niente è niente di entusiasmante ma serve

7) REPETITA IUVANT (e Santa PAZIENZA)
Ripetete l’esercizio precedente finché non avete un buon controllo del mezzo: siete all’inizio

8) SECONDO VOLO
Alzate il drone-minidrone come prima e fatelo avanzare di qualche metro, poi indietreggiare e atterrare. Ripetete più volte, e abbiate pazienza se il drone non “obbedisce” ancora a voi

9) PROVE all’APERTO
Provate in uno spazio aperto facendo attenzione agli ostacoli, scegliento una giornata in cui non deve esserci forte vento. Sempre attenzione alle persone, agli animali e alle sorprese inaspettate

10) ARRENDERSI
Non tutti sono “idonei” a pilotare droni, prima o poi potrebbe essere il caso di farsene una ragione

Ma se gettare le armi non fa per voi, l’undicesimo consiglio potrebbe essere quello di farsi fare una lezione di scuola guida da giovani esperti come gli studenti dell’IPSIA Galileo Galilei di Castelfranco Veneto, Treviso, che si stanno specializzando nella realizzazione di droni. Sono loro, sempre coordinati dal prof Daniele Pauletto, gli autori di questo decalogo.

SAM_0389Quelli che hanno creato finora sono capaci di fare da guida turistica, di realizzare riprese video di Venezia galleggiando sulle acque della laguna e di trasportare grappa come novelli sommelier. Ora l’obiettivo è mettere a punto un drone che sia in grado di trasportare farmaci salvavita (adrenalina, sieri antivipera, anche defibrillatori) in situazioni di emergenza. Per questo, con il progetto #Fablabascuola, hanno lanciato un crowdfunding, cioè una raccolta alla quale possono partecipare tutti: famiglie, aziende, associazioni di categoria. Con 50 euro – oltre a sostenere un giovanissimo progetto (coltivare abilità da spendere nei nostri futuri posti di lavoro, ma anche inventandosi un lavoro che al momento nemmeno esiste) – si può avere una lezione di pilotaggio, con 100 un MiniDrone testato e collaudato dagli studenti makers.