Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Giovani che non si iscrivono a Garanzia giovani (ma nell’azienda che progetta postazioni di lavoro per millennials li assumono lo stesso)

Quattro nuovi lavoratori, tre giovani ed un disabile. Alla Bralco Srl, azienda di Susegana (Treviso) nel settore dell’arredo di design, 38 dipendenti, si mette spontaneamente in atto quanto previsto nel Jobs Act in materia di collocamento dei lavoratori disabili e per favorire l’occupazione giovanile.

I neo assunti sono ragazzi dai 20 ai 27 anni e un lavoratore diversamente abile di 40 anni. I primi sono stati collocati nelle aree logistico-produttive con contratti di apprendistato in due casi e con una assunzione a tempo indeterminato nell’altro caso, mentre il lavoratore disabile si occupa di progettazione CAD grazie alla sua esperienza maturata in ambito tecnico.

I nuovi assunti provengono da esperienze in agenzie interinali, autocandidature attraverso la registrazione al sito internet aziendale e passaparola. In questo caso non rientrano nel progetto Garanzia Giovani perché non ne possiedono i requisiti. Ma non sempre è così.

bralco2

«Purtroppo ci troviamo in un momento storico in cui sono spariti quasi tutti gli incentivi per le nuove assunzioni, – osserva Marilena Zugno, consulente del lavoro partner UpLex che ha seguito l’azienda nelle assunzioni – Solamente sul fronte dell’occupazione giovanile esiste il progetto europeo Garanzia Giovani dedicato a chi si trova tra i 15 e i 29 anni e non è impegnato in un’attività lavorativa, né inserito in un percorso scolastico o formativo. Secondo gli ultimi dati Anpal il Veneto è al terzo posto, dopo Lombardia e Campania, con 2.258 domande confermate, a fronte di 2.367 ammesse, per gli incentivi all’occupazione giovanile. Riscontriamo spesso che la maggior parte dei giovani candidati in cerca di occupazione non conoscono il progetto Garanzia Giovani e si presentano alle aziende senza essere iscritti al programma, dimenticando che può essere utile per agevolare l’inserimento in azienda, anche a partire dall’apprendistato. »

bralco
Quanto a Bralco, «è un’azienda giovane, che crede fortemente nei giovani e nella loro capacità di essere portatori di innovazione – dichiara Alex Bressan,  presidente – Pensiamo, progettiamo e produciamo sistemi che andranno ad arredare uffici e luoghi di lavoro abitati da giovani millennials; nuove modalità di relazione e nuovi approcci al lavoro condiviso rappresentano il contenuto concettuale che viene veicolato dai nostri prodotti. Con questa visione e con una policy aziendale che premia la responsabilità e l’autonomia, non possiamo che continuare ad avvalerci di giovani uomini e giovani donne per crescere con uno sguardo aperto al mondo ed al nuovo che avanza. L’azienda segue un programma di formazione e affiancamento che mira ad una responsabilizzazione diretta del singolo dipendente. Questa modalità è tanto più importante quando si parla di giovani perchè riusciamo a lavorare sui valori come la spontaneità, l’entusiasmo e la gratificazione personale.»

Con un fatturato che sfiora i 12 milioni e un tasso di crescita programmato e costante, Bralco esporta circa l’80% verso i Paesi dell’Unione Europea e verso gli Stati Uniti. Il mercato è presidiato da una rete di agenti e dealer con una presenza diretta dell’azienda in molte capitali, attraverso show – room dove viene rappresentata tutta l’offerta del brand. «Nel futuro l’azienda – conclude Bressan – sul fronte della distribuzione amplierà e consoliderà la presenza sui mercati internazionali, mentre per il prodotto stiamo puntando su soluzioni e sistemi per favorire lo smart working, l’ergonomia funzionale nel luogo di alle soluzioni per la “noise reduction” che riduce l’inquinamento acustico che ai sistemi elevabili in altezza». Questi ultimi consentono un utilizzo dinamico dei piani di lavoro; ad esempio il piano delle scrivanie si può sollevare in occasione di un meeting in piedi, mentre chi soffre di mal di schiena può provare per un paio di ore al giorno di lavoro a lavorare in piedi alzando la scrivania, per poi ritornare alla posizione seduta per il resto della giornata.