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Ciottoli, legno e stampante 3D: il crowdfunding per le lampade che non c’erano

Siamo Jonas ed Andreas – nella nostra officina abbiamo sviluppato lampade, che combinano materiali intramontabili – la pietra ed il legno –  e l’impiego di nuove attrezzature, come la stampante 3D. Il risultato sono le nostre lampade fatte di ciottoli e di legno – le prime nel loro genere”.

Si presentano così i due autori – Jonas Lobis e Andreas Schweigkofler, rispettivamente di professione geometra e meccatronico – della nuova campagna lanciata su Crowdfunding Alto Adige. Si tratta della produzione di applique in ciottoli e legno: fino al 7 dicembre 2017 gli interessati potranno sostenere il progetto “Brights”, rendendo così possibile l’accesso sul mercato del nuovo prodotto.

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I due  dedicano ogni minuto libero al loro sentito progetto: lo stampo per il telaio dell’applique verrà realizzato con il supporto di una stampante 3D e quindi unito ad una sezione in alluminio. La particolarità del prodotto si lega alla possibilità di personalizzarlo: attraverso una semplice manopola i clienti potranno scegliere tra diversi design, combinando in tal modo svariate opzioni. Durante la campagna di Crowdfunding, gli elementi in legno potranno venire personalizzati gratuitamente con una semplice foto o una scritta.

“Circa un anno fa – raccontano – eravamo alla ricerca di una lampada adatta alle nostre case. Dopo una lunga ricerca abbiamo deciso di creare noi stessi la nostra lampada a muro (applique), in quanto la qualità e l’originalità delle lampade presenti sul mercato non ci hanno convinto. Facendo altri lavori con ciottoli, abbiamo avuto l’idea di utilizzare questo materiale anche per le nostre lampade a muro. Allo stesso tempo seguiamo con attenzione gli sviluppi nell’ambito tecnico e quindi abbiamo deciso di utilizzare la tecnica della stampa 3D per creare la montatura personalizzata per le nostre lampade da parete. Nell’estate 2017 abbiamo fondato la nostra azienda, la brights SNC”.

</span></figure> Fotoshooting mit Jonas und Andreas von der Firma Brights
Fotoshooting mit Jonas und Andreas von der Firma Brights

Nella giornata delle porte aperte al Techpark NOI, da poco inaugurato, i due giovani operatori economici hanno avuto l’opportunità di presentare la propria proposta. I due ragazzi sono convinti: “Per noi è importante utilizzare dei materiali di elevata qualità nella produzione. Facciamo il massimo per riuscire a realizzare dei prodotti che siano il più vicino possibile alle aspettative dei clienti.”

Ora Jonas e Andreas intendono sbarcare sul mercato, cercando con Crowdfunding Alto Adige l’adeguato supporto economico. Tutti gli interessati possono sostenere la campagna Brights fino al 7 dicembre sulla piattaforma www.crowdfunding-suedtirol.it e ordinare in anticipo le lampade. La piattaforma viene gestita da lvh.apa Confartigianato Imprese.

La forma attuale è disponibile in due materiali: “Viene prodotta con un misto di ciottoli in diversi colori e una colla naturale – spiegano i due imprenditori -. Inoltre è disponibile un elemento in legno di quercia, che può essere personalizzato con una scritta oppure una foto. Per noi è fondamentale utilizzare materiali di ottima qualità. Cerchiamo di fare il più possibile direttamente noi, per poter venire incontro alle esigenze dei nostri clienti. Ogni lampada è unica, e con la luce indiretta crea un’atmosfera accogliente. Non è più necessario decidere se scegliere una lampada in pietra o in legno:le nostre lampade, con i loro elementi di ricambio, possono essere adatte a diversi ambienti interni, alle stagioni oppure agli stati d’animo. Quindi la lampada da parete sará sempre adatta allo stile di chi la compra, e anche in futuro svilupperemo nuovi elementi che potranno essere messi sulla stessa montatura”.

La piattaforma www.crowdfunding-altoadige.it, nata con l’obiettivo di mostrare alle aziende altoatesine un’opportunità di finanziamento alternativa, è attiva dal giugno del 2016. Da allora sono stati oltre dieci i progetti portati a termine con successo. Katrin Weger a questo argomento ha dedicato una tesi di laurea: “Su un totale di 189 persone intervistate, il 53% ha dichiarato di aver già sentito qualcosa sul crowdfunding – ha spiegato proprio la  studentessa presentando i risultati  -. Di queste, il 31% ha dichiarato di sapere di cosa si tratta. Spostando il sondaggio sul piano delle aziende, emerge che quest’ultime sono maggiormente informate rispetto alla popolazione. Nel secondo caso infatti, il 67% ha degli intervistati ha già sentito parlare di crowdfunding e il 53% sa di cosa si tratta”.

Secondo la Weger, il ridotto grado di conoscenza del modello si può legare al fatto che fino al 2016 in Alto Adige non era presente alcuna piattaforma di questo genere. I sostenitori tipici sono uomini tra i 26 ed i 35 anni. Quando si parla del sostegno dei progetti di crowdfunding, gli altoatesini sono più attivi rispetto alle aziende: il 15% della popolazione ha infatti già sostenuto finanziariamente una campagna di crowdfunding.

E’ questa anche la strada scelta da Stefan Rottensteiner, 25 anni, cresciuto nel maso Oberweidacherhof di Renon, appena sopra Bolzano, quando ha deciso di iniziare ad allevare qui manzi giapponesi.

 

stefanIl crowdfunding di Stefan: il manzo giapponese cresce il Alto Adige, nel maso di famiglia