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Da Gorizia le buone pratiche del pannolino lavabile (idea da esportazione)

L’esperienza della pannolinoteca di Mariano del Friuli, ora trasferita a Savogna d’Isonzo, unita all’attività di alcune associazioni di Gorizia per la diffusione dell’utilizzo dei pannolini lavabili, è diventata una best practice a cui la Regione Friuli Venezia Giulia guarda per diffondere la pratica anche in altre aree del territorio regionale.

Tutto è iniziato cinque anni fa: la Provincia aveva organizzato un servizio apposito per i neogenitori, con incontri a cadenza mensile dove veniva spiegato l’uso ed affidato loro un set di pannolini (di diversa tipologia e marca) in comodato d’uso gratuito. Ai genitori che intendevano proseguire la loro esperienza con i pannolini lavabili, veniva erogato un contributo fino ad un massimo di 250 euro a fronte di una spesa documentata di pannolini.

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Alla chiusura della Provincia, avvenuta nel luglio 2017, il “Nido delle cicogne”, Associazione con sede attuale a Savogna d’Isonzo (trasferitasi da Mariano del Friuli nel settembre 2017) capitanata dall’ ostetrica Maria Teresa Braidot, assieme ad altre due associazioni (Croce Rossa con  Unicef con sede a Gorizia nel palazzo della Croce Rossa e la IdealGo con sede della Pannolinoteca attualmente presso la Parrocchia di Campagnuzza), hanno accolto la sfida di continuare a promuovere l’uso dei pannolini lavabili, ricevendo i materiali direttamente dalla Provincia.

pannolinoteca-gorizia-1Di pannolini lavabili ne esistono un’ infinità – spiegano le volontarie – consegnando un set diversificato, ogni famiglia poteva trovare il modello più soddisfacente al proprio bambino ed alle proprie necessità. Il risultato è stato davvero sorprendente, molte famiglie hanno infatti accettato “ la sfida“ di utilizzare un prodotto che poteva fare la differenza per la salute dei propri bambini e dell’ambiente.

Statisticamente – spiegano i volontari – i bambini che utilizzano i pannolini lavabili anticipano l’età in cui si “spannolinano” e soffrono meno di dermatiti. Inoltre, ci sono altri vantaggi, come quelli economici: con un risparmio quantificato attorno ai 1000 – 1.500 euro a bambino nei primi anni di vita; quelli ambientali: una tonnellata di rifiuti in meno da conferire in discarica per ogni bambino (un pannolino impiega circa 500 anni per deteriorarsi).

Nei giorni scorsi a Gorizia la Regione si è confrontata con le rappresentanti delle tre associazioni –  Ariella Testa per Unicef con Croce Rossa, Maria Macuz per “IdealGo” e Maria Teresa Braidot per “Il Nido delle Cicogne” – che  stanno promuovendo l’utilizzo dei pannolini lavabili tra le neo mamme della zona. L’incontro era volto a definire alcune linee guida di un progetto regionale coordinato ed a trovare gli strumenti migliori per dare maggiore visibilità all’attività svolta.

Già nell’assestamento di bilancio regionale saranno stanziate risorse per 25mila euro a sostegno dell’iniziativa che è stata inserita anche nel programma di prevenzione della produzione dei rifiuti.

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Entro settembre la Regione emanerà il regolamento ed il bando per l’assegnazione dei contributi alle associazioni. La Regione sta inoltre mappando le altre esperienze avviate o in fase di avvio in altre aree del territorio, tra cui Udine e Pordenone, per aggregare le varie tipologie di esperienza e creare una rete comune.

Un’esperienza che la Regione intende valorizzare “poiché esercita un forte cambiamento culturale nell’approccio ai consumi ed al rispetto dell’ambiente e può favorire un cambio di abitudini in ottica ecologica. L’utilizzo dei pannolini lavabili porta con sé, infatti, anche un nuovo approccio ai consumi di detersivi, con il superamento dei detersivi tradizionali a favore di detergenti eco e bio-sostenibili (ed anche homemade, fatti in casa). I pannolini lavabili hanno registrato ricadute positive, anche in chiave sanitaria, con i bambini prematuri: in questo caso – spiegano le esperte – possono aiutare nelle problematiche di anca immatura, e causare minori irritazioni rispetto ad un prodotto usa e getta .

Una pratica che, a caduta, comporta inoltre un cambio di abitudini anche su altri aspetti dei consumi e dei comportamenti ambientali quotidiani, oltre ad offrire nuove opportunità all’imprenditorialità femminile. I social network sono un punto di incontro per gli utilizzatori (ad esempio ci sono  gruppi in tutta Italia e realtà friulane e provinciali) e un po’ ovunque stanno nascendo delle pannolinoteche: spesso per puro volontariato dove mamme e papà fanno formazione e informazione sull’uso dei pannolini lavabili (e in questo sito si trovano le informazioni sui passaggi, anche burocratici, per aprirne una).

E a proposito di buone prassi: a Treviso c’è un impianto innovativo che rende riciclabili i pannolini che arrivano da case, ospedali e ricoveri per anziani. Un esempio di economia riciclabile che restituisce materie prime ad alto valore aggiunto come plastica, cellulosa e polimero super assorbente che potranno essere riutilizzati in nuovi processi produttivi.

L’economia circolare in un pannolino usato: a Treviso il primo impianto per il riciclaggio, unico al mondo