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Artigianato vicentino controcorrente: due uffici a Pechino e Mosca, obiettivo export a misura di micro e piccole imprese

Cina e Russia valgono insieme un miliardo per il made in Vicenza. La Cina in particolare risulta essere il mercato più dinamico: in un anno ha segnato +18,4% (è il settimo mercato di destinazione delle merci vicentine), soprattutto grazie a macchinari (il 29,7% del totale) e articoli in pelle e simili (26%). Ce n’è abbastanza per spiegare una scelta controcorrente.

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Mentre altri soggetti istituzionali, per motivi diversi sono stati costretti, o hanno scelto, di abbandonare il presidio di alcuni mercati esteri prioritari, Confartigianato Vicenza attiva due Desk, uno a Mosca e uno a Pechino. Si tratta di una scelta importante: un nuovo servizio alle imprese con la funzione strategica di costituire per loro un punto di riferimento permanente in due mercati dalle grandi potenzialità abbinate a grandi complessità. Un quadro, non dimentichiamo, aggravato anche dalla situazione di tensione, non solo in termini di rapporti commerciali, tra i due Paesi e gli Stati Uniti”.  Così il presidente di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo, che ha presentato i due “uffici stabili” in altrettante capitali mondiali in cui i prodotti “Made in Italy” risultano essere particolarmente apprezzati.

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Il riferimento è alla riforma delle camere di commercio, costrette dalla riforma a lasciare le attività di promozione internazionale. Eppure l’export è un’occasione che non si può perdere: la stessa Russia, nonostante l’embargo e le difficoltà, sta risalendo ai livelli del 2012-2013, e in un anno ha fatto segnare +12,5%. I dati, elaborati e presentati da Carlotta Andracco dell’Ufficio Studi, mostrano che Cina e Russia complessivamente valgono per le esportazioni manifatturiere vicentine il 4° mercato di destinazione. E Vicenza è la seconda provincia italiana esportatrice in Russia, seconda solo a Milano.

L’export dei settori a maggior concentrazione di micro e piccole imprese pesa il 42,2% sul totale export manifatturiero verso i due mercati e mostra ottime performance: in particolare si rileva in Cina una crescita del +41,3% per i Mobili e del +40,1% del Legno e prodotti in legno e sughero; mentre in Russia particolarmente dinamiche risultano le esportazioni di Prodotti di altre industrie manifatturiere (settore orafo e forniture mediche e dentistiche) con +45,9% e Prodotti tessili con +30,8%.

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“Da anni riteniamo l’internazionalizzazione un ambito strategico per la crescita delle aziende artigiane, per questo vengono erogati servizi e consulenza di tipo specialistico molto apprezzati dalle imprese. Allo stesso tempo ci siamo resi conto dell’importanza di poter disporre di referenti operanti in modo diretto e permanente in due mercati oggettivamente difficili, come Russia e Cina, dove avere una base stabile può risultare la chiave di volta per attivare relazioni propedeutiche al business e, comunque, per accreditarsi come soggetti affidabili – ha spiegato il direttore generale di Confartigianato Vicenza, Pietro Francesco De Lotto -.  Proprio in occasione di un incoming di operatori cinesi del settore moda, svoltosi nell’estate 2017, ci si è posti l’obiettivo di una presenza stabile su quel mercato: con soddisfazione possiamo dire che ci siamo riusciti, aggiungendo peraltro una “piazza” di grande rilevanza come Mosca, e sono molto fiducioso che l’operazione porterà risultati positivi per le imprese”.

I due Desk, gestiti in collaborazione con le società General Invest (Mosca) e Win Project (Pechino), si caratterizzeranno per un approccio di tipo settoriale e non generalista, che li differenzierà rispetto ad altri attori, quali ICE e Camere di Commercio Italiane all’Estero, così come per una specifica attenzione ai bisogni delle micro e piccole imprese che dimostreranno di avere prodotti ad alta potenzialità commerciale. Il focus dei desk, ha precisato Vladi Riva dell’Ufficio Internazionalizzazione di Confartigianato, sarà rappresentato da comparti  tipica espressione del Made in Italy ovvero: moda (abbigliamento e accessori), arredamento e complemento d’arredo, agro-alimentare.

A presentare i due uffici c’erano anche Paolo Paoletti (desk Cina) e Elena Adinolfi (desk Russia, in video collegamento da Mosca). “Ad esempio – ha detto Paoletti – per la Cina si parla di una economia di relazione: impensabile pensare di condurre una trattativa a distanza. Ci sono fattori culturali di cui tenere conto, ma anche politici: ad esempio è appena ritorato attivo un fondo governativo dormiente per le imprese, rifinanziato, che richiede di poter contare su rapporti istituzionali con gli imprenditori che lo gestiscono”.

I desk proporranno una serie di incontri tecnico – operativi aperti alle imprese vicentine realizzati in videoconferenza da Mosca e Pechino, con coinvolgimento di importatori ed opinion leader dei due Paesi target; la periodica presenza a Vicenza dei responsabili dei due desk, con l’intento di realizzare incontri diretti con le imprese del territorio per conoscerne in modo approfondito potenzialità ed aspettative; la realizzazione di azioni promozionali coordinate quali missioni commerciali e incoming; di fornire risposte alle aziende vicentine che esprimeranno bisogni più specifici, attraverso la predisposizione di offerte per la gestione di attività di matching e per la costante ricerca di partner commerciali esteri.

“La nostra ambizione – ha aggiunto De Lotto – è quella di adottare una gestione dei desk finalizzata anche a segnalare alle imprese vicentine le opportunità che si manifestano nei mercati obiettivo, invertendo la logica standard che prevede che si operi solo sulla base di richieste provenienti da parte italiana. Sappiamo che si tratta di una sfida molto difficile, ma insieme ai nostri partner ci impegneremo in questo senso.  L’Ufficio Estero di Confartigianato resta ovviamente il riferimento delle imprese associate interessate ad avviare una relazione con i desk o semplicemente ad avere maggiori informazioni. Le sinergie attivabili tra le competenze che abbiamo “in casa” e quelle dei nostri partner in Russia e Cina riteniamo possano generare un grande valore per le imprese del territorio, che spesso scontano la difficoltà di mantenere vive le relazioni con operatori russi e cinesi, pur potendo disporre di un prodotto potenzialmente appetibile per quei mercati”.

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