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La startup dell’aria pulita, nata nel dopolavoro, ha lanciato i suoi primi tre prodotti e lo shop aziendale (e anche una favola)

Metti che in una azienda si cerchi di far nascere nuove idee, fra i colleghi, nel dopo lavoro, concedendo tempo e spazio a chi sta lavorando su un progetto non strettamente connesso al proprio ruolo. UpSens è nata così, ed è diventata una realtà autonoma promossa all’interno dell’azienda madre (Optoi, specializzata in sensoristica ottica in ambito industriale, aereospaziale e biomedicale). ). A fondarla quattro ex colleghi, soci fondatori (ora sono cinque), nell’aprile 2016. Fra loro Ketty Paller, 39 anni, mamma di Gaia, un diploma di perito aziendale corrispondente in lingue estere all’istituto tecnico Tambosi e un impiego da responsabile commerciale in Optoi, ora Ceo di UpSens.

Prima è nata l’idea, in un ambiente favorevole a far crescere proposte e suggerimenti da parte di chi lavora, poi sono stati fatti gli studi di fattibilità tecnica ed economica, e si è dato uno sguardo ai possibili competitor, anch’essi ai primi passi. E test, tanti test, “anche sul microonde portato da casa”, racconta Ketty Paller.

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Oggi UpSens ha due obiettivi: mettere a disposizione delle persone la tecnologia per il monitoraggio di parametri ambientali che influiscono sul benessere (temperatura, umidità, CO2, VOC totali ma anche smog elettromagnetico, tutto quello che c’è nell’aria ma è impossibile percepire e misurare con i sensi umani) e consentire a chiunque di raggiungere una maggiore coscienza dell’ambiente in cui vive per poter agire correttamente al fine di migliorarlo. Il tutto in una linea di prodotti che stanno in una mano, curatissimi dal punto di vista del design ovviamente italiano (il progetto è del designer Simone Simonelli della Libera università di Bolzano).

“Il primo mercato al quale guardiamo è quello italiano, fatto di persone attente al benessere nella vita quotidiana – spiega Ketty – In prospettiva c’è la possibilità di integrare i nostri misuratori in altri apparecchi domestici, pensiamo a un ventilconvettore o a una cappa da cucina, sfruttando l’internet delle cose”.

kettydeviceOltre all’aiuto della casa madre, UpSens è cresciuta grazie a un crowdfunding (una campagna per raccogliere fondi online, offrendo quote della società) concluso a dicembre 2016. “Hanno partecipato anche investitori brasiliani, abbiamo raccolto i fondi destinati a sviluppare hardware e software, con l’obiettivo di sviluppare in Italia ogni attività, dalla progettazione al controllo qualità e test finale prima della consegna al cliente, sino agli imballaggi“. L’investimento minimo era di 500 euro, e si è arrivati a quota 96.200 euro. Oggi gli investitori sono 36, e UpSens è stata  l’unica trentina a rappresentare l’Italia al Ces di Las Vegas – la più grande fiera al mondo dedicata all’elettronica di consumo – edizione 2018, nella delegazione che comprendeva anche l’acceleratore Industrio Ventures e i laboratori ProM Facility di Polo Meccatronica

Nei giorni scorsi sono stati lanciati i primi tre prodotti ed è stato messo online lo shop aziendale: un primo sensore misura l’elettrosmog, altri due la qualità dell’aria: il primo rileva temperatura, umidità e anidride carbonica, il secondo rileva anche l’eventuale presenza di monossido di carbonio.

Numerosi altri sensori potranno aggiungersi successivamente alla linea UpSens, sempre nell’ottica di misurare parametri che influenzano la qualità della vita, quali ad esempio le proprietà organolettiche di quel che mangiamo e beviamo, il livello di radiazioni o la qualità dell’aria outdoor (polveri sottili). Non solo: rendere noti i dati sulla qualità dell’aria potrebbe diventare un valore aggiunto per strutture pubbliche come le scuole (quando aumenta la quantità di CO2 ad esempio diminuisce la capacità di apprendimento) e gli ospedali, ma anche gli alberghi o i mezzi di trasporto.

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Ma c’è anche un prodotto meno convenzionale firmato UpSens: “Per me, come tanti colleghi delle nostre terre, fare impresa significa anche contribuire per quello che si può al progresso culturale e sociale della società; per questo ho voluto sostenere la stesura di un piccolo libro per bambini finalizzato a educare i più piccoli ai valori del benessere, della salute, della collaborazione, del rispetto per l’ambiente, per le persone e per gli animali”.

Il libro si intitola “Piero, Chiara e la casa sottosopra – Storia di una famiglia nei pasticci e di un povero gatto assonnato”. Una favola moderna, divertente e ricca di illustrazioni buffe: protagonisti, due fratelli che devono aiutare il papà un po’ pasticcione a riordinare la casa prima che la mamma torni (li aiuterà la sorella maggiore, una studentessa universitaria molto in gamba), e Gattopigrotto, un micio che a causa del trambusto da riordino non riesce a riposare.

La fiaba è stata presentata alla Fiera del “Trentino dei bambini” ed è stato distribuito gratis il libro via mail (se vi piace l’idea si può farne richiesta qui: info@upsens.com).
A proposito di qualità dell’aria: questi sono due esperimenti interessanti portati avanti a Bolzano. Nel primo caso è stata monitorata l’aria viziata nelle classi, ed è risultato che, a finestre e porte chiuse, già dopo meno di mezz’ora, viene raggiunto e superato il valore soglia di 1.400 ppm (parti per milione) riferito all’anidride carbonica, con le concentrazioni di CO² risultano ben 4 volte superiori rispetto che all’aperto.

Nel secondo – con un progetto di scienza collaborativa – si è affidata ai cittadini la misurazione del radon, un gas nobile radioattivo naturale, incolore, insapore e inodore ed è considerato la seconda causa di tumore ai polmoni dopo il fumo da sigaretta: tutti i kit sono stati esauriti in poche ore.

Questo è un video per capire come funzionano i sensori UpSens: