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Modello Udine: lavoro notturno, più assunti, busta paga più pesante e zero conflittualità

Zona industriale di Udine, dove buona parte delle aziende metalmeccaniche sta affrontando la crisi con il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Qui, da marzo scorso, dopo l’acquisto di una partecipazione della Flai, si è insediata la NWL Production Italy Srl, di proprietà della multinazionale americana Newell Rubbermaid. Agli operai hanno chiesto da subito di lavorare anche di notte.
E gli operai – una ventina, più dieci impiegati, età media che non supera i 30 anni - hanno detto sì. In questi giorni la direzione ha tratto le somme dell’investimento fatto in terra friulana. E ha preso delle decisioni.

Qui si producono lame circolari per il taglio di vari materiali. Prima dell’estate, è stata raggiunta un’intesa sindacale siglata con la Fim Cisl di Udine e finalizzata ad aumentare la produttività degli impianti. «Tutto è partito dalla richiesta della ditta di aumentare la produzione, attraverso l'introduzione del lavoro notturno – spiega per la categoria Fabiano Venuti – Dopo un’intensa trattativa si è arrivati a un accordo con i lavoratori che ha portato non solo a consolidare la politica aziendale di stabilizzazione dei rapporti di lavoro con ulteriori assunzioni tramite contratti a scadenza indeterminata, ma anche a un incremento delle retribuzioni derivante dall’aumento delle maggiorazioni».

A giugno, un mese dopo la firma, le prime tre stabilizzazioni di precari. Le maggiorazioni riconosciute vanno dal 5 al 50% in più rispetto a quelle definite dal contratto nazionale in relazione alla giornata e alla fascia oraria. Nel dettaglio l’intesa ha introdotto un orario di lavoro a 18 turni avvicendati, che permette l’utilizzo degli impianti per sei giorni alla settimana rispettando comunque il riposo domenicale. «In una cornice così complicata e sconfortante come quella attuale del manifatturiero – commenta ancora Venuti – riuscire a ottenere un risultato di questa natura è straordinario, anche perché porterà in un futuro prossimo ulteriori investimenti».

In questi mesi la direzione aziendale ha verificato i risultati della nuova organizzazione del lavoro. La valutazione è stata positiva, al punto che la multinazionale di Atlanta, visto il raggiungimento di questi obiettivi, ha già autorizzato – dopo aver stanziato investimenti in nuovi macchinari e impianti – l’ampliamento dello stabilimento e lo sviluppo e il lancio di nuovi prodotti a livello mondiale.
L’applicazione di una turnistica impegnativa porterà in prospettiva a nuovi posti di lavoro, ma soprattutto la conflittualità è stata annullata dal metodo seguito: «La contrattazione sindacale aziendale è uno strumento essenziale per rendere più competitiva l’industria metalmeccanica – sottolinea il sindacalista Fim – ed è una delle chiavi per uscire della grave stagnazione in cui si trovano molte aziende della provincia di Udine». Il modello seguito alla NWL Production Italy ha coinvolto i lavoratori fin dall’inizio, con assemblee per discutere ogni passaggio della trattativa in corso: «Così è aumentata la loro partecipazione alla gestione dell’azienda, fattore anche questo che influisce positivamente nelle imprese e che, non dimentichiamolo, è anche un diritto sancito dalla Costituzione».