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Donne anticrisi e idee innovative: a Pordenone vince Barbara con il super filtro

Un prototipo di una cappa aspirante per cucine industriali sollecitato da una multinazionale del fast food, che utilizza un sistema di filtrazione dell’aria all’avanguardia. Talmente all’avanguardia che fa tutto da solo: si auto-pulisce, si auto-spegne nel caso prenda fuoco, e nel tempo libero si deodora.
Un caso di innovazione al femminile che a Barbara Borraccino, 33 anni, di Maniago, titolare della Abm, ha fruttato la vittoria al premio "Voglia D’impresa", prima edizione, dedicato alle donne che si sono dimostrate capaci di fare innovazione, ideato dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Pordenone. Per la vincitrice, 4mila euro e l’insediamento al Polo tecnologico Andrea Galvani di Pordenone. Le donne fronteggiano l’aggressione della crisi con «energia e azione, sapendosi ripensare», si legge nella motivazione. Ma non è stato facile.

La Abm Soluzioni è una Srls, una di quelle società a responsabilità limitata "semplificate" introdotte nel 2012. È nata a settembre dello stesso anno, ovvero a crisi economica già più che conclamata: «Per me, dopo la maternità, l’unico modo di avere un lavoro» racconta l’imprenditrice, un passato da operaia in tre diverse aziende. La scelta di lasciare il lavoro da dipendente è stata, senza aiuti familiari, praticamente obbligata. Quella di Barbara Borraccino è una delle 6mila aziende della Destra Tagliamento guidate da donne (pari al 24% delle imprese attive in provincia e al 25,6% del totale regionale). Una percentuale sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti, che testimonia la solidità delle donne nel tessuto produttivo del territorio, cui si affiancano le 11.366 imprenditrici che ricoprono cariche dirigenziali. Un numero, quest’ultimo, che tradotto in percentuale si ferma al 28% delle cariche totali (nel 43,4% dei casi in qualità di socie d’azienda, titolari nel 27,8% e amministratori nel 25,7% dei casi), a dimostrare come il sistema economico rimanga ancora decisamente molto maschile.

IMPRESE ROSA SOTTO LA LENTE – L’istituzione del premio è stata un ottimo pretesto per la creazione di un Osservatorio privilegiato sull’imprenditoria femminile. Un’occasione, anche, per tracciare un bilancio di genere: se la burocrazia penalizza tutte le attività economiche indistintamente – si è detto nella cerimonia di premiazione – questo si acuisce nel caso di aziende governate da donne, che pure sono più pronte all’adattamento e alla flessibilità. Ne ha dato testimonianza la stessa vincitrice: «Nell’ultimo anno, da quando ho avviato la società, ho vissuto molti momenti difficili – conferma la giovane imprenditrice, madre di un bambino di 4 anni – ma teniamo duro». Abm lavora nel campo delle pulizie civili e industriali, che si tratti di detergere o di rimuovere graffiti e chewing gum che sporcano le città. «Lavorare con gli enti locali non è facile: il rischio che non paghino è troppo elevato, per noi. L’azienda è nata con i nostri risparmi, miei e di mio marito: difficile trovare credito per un’idea che nasce».

BANDI E RISORSE – Assistere e favorire la nascita di aziende “rosa” è la mission dei Comitati nati all’interno del sistema camerale: con i Comitati di Udine, Gorizia e Trieste si è giunti alla seconda edizione del bando contributivo regionale a favore di progetti di imprenditoria femminile, come definito dalla legge regionale del 2011. Sono 44 le domande giunte tra il 15 luglio e il 30 agosto scorso in provincia di Pordenone, di cui 15 quelle che si è potuto accettare per disponibilità di contributi, con una richiesta di stanziamento minimo mediamente di 18mila euro.
Il tema delle risorse a sostegno della nuova imprenditorialità è uno degli aspetti più spinosi, visto che anche in una "virtuosa" regione come il Fvg, sono stati utilizzati solo il 45% dei fondi europei disponibili.

 

Vincitrice con Comitato