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Tecnologia, sostantivo femminile: perché la scuola tecnica non è (solo) roba da maschi

Su 700 iscritti, le ragazze sono 31. Basta a spiegare perché all’ITI (istituto tecnico industriale) Segato Brustolon di Belluno si è dedicata una giornata a parlare di tecnologia come sostantivo femminile? Questa è una provincia ad alto tasso di manifattura, fra distretto dell’occhiale e altre industrie. Servono figure professionali qualificate, con buone possibilità di sviluppo e di carriera (e di stipendio migliore). Ruoli oggi ricoperti tipicamente da personale maschile.

L’uguaglianza – formale – fra uomini e donne – non basta: il gruppo giovani degli industriali bellunesi ha deciso di chiamare, a scuola, una serie di testimonial femminili: imprenditrici, membri del collegio periti industriali, donne comunque impegnate nel lavoro come molte ragazze ancora oggi pensano non poter fare. L’accesso alle professioni tecniche è tuttora considerato problematico, dicono i dati, le carriere collegate restano "roba da uomini". Ci sono barriere socioculturali da buttare giù, perché la scelta di una scuola si traduce poi in un occupazione più o meno qualificata (e redditizia).

Itidue

«L’occhialeria ha 12mila addetti nel Bellunese, di questi 6.900 sono donne – dice Lorraine Berton, presidente Sipao (Sezione industrie produttrici di articoli per l’occhialeria) Confindustria Belluno Dolomiti – Nella maggior parte dei casi si tratta di operaie in produzione, eppure potrebbero senza alcuna difficoltà coprire ruoli più qualificati. Sappiamo che per noi affermarci è una strada più lunga e anche, diciamocelo, meno redditizia». La "segregazione occupazionale" riduce l’efficienza del sistema economico, porta al sottoutilizzo della forza femminile, distorce l’investimento in capitale umano. «Prima di essere scelta come socia, ho visto dare un’opportunità a tutti gli uomini presenti, mediocri o meno», spiega Lorraine, oggi con la sorella proprietaria di un’azienda dove lavorano, ovviamente, uomini e donne: «Io non sono pro nulla, non favorisco alcun genere, ma credo che nell’equilibrio fra entrambe le componenti ci siano le maggiori opportunità».

I pregiudizi continuano a influenzare le scelte – scolastiche prima, professionali poi – femminili: «Sono convinzioni ancora radicate – osserva Elena Pison, presidente del Gruppo giovani degli industriali – Eppure i risultati della minoranza di ragazze che frequentano questo istituto dicono che sono perfettamente all’altezza. Perché autolimitarsi? Perché la scuola tecnica resta per poche, viste come rarità?».
Anuska De Col, socia della Fre Tor, che produce macchine di precisione, ha studiato Ragioneria, «ma con il senno di poi forse farei un’altra scelta. Nella vita di un’azienda anche occuparsi di settori apparentemente poco tecnici come la contabilità richiede di conoscere il funzionamento di strumenti a controllo numerico o le necessità di manutenzione e sicurezza. Fare una scelta che apre più strade è una questione di soddisfazione personale, ma anche economica». Come a dire: limitarsi nell’istruzione, precludersi un certo tipo di scuole "da maschi", significa condannarsi per tutta la vita a guadagnare di meno, e a essere fra le prime a essere sacrificate quando la situazione si fa difficile.

Il prossimo anno scolastico vedrà i primi diplomati dell’opzione Tecnologia dell’occhiale, il programma di studi avviato nell’anno scolastico 2012/2013 grazie alla stretta interazione tra l’ITI bellunese e Sipao. Gli studenti saranno accolti nelle industrie dell’occhiale, che in questi anni hanno partecipato attivamente alla realizzazione del programma di studi.
Giovani Imprenditori e Istituto tecnico Girolamo Segato collaborano anche su altri progetti innovativi che hanno l’obiettivo di garantire lo sviluppo delle competenze richieste dal mercato del lavoro.
La prima iniziativa vede coinvolte le classi V informatica e telecomunicazioni e IV meccanici e opzione di tecnologia dell’occhiale dell’Iti Segato che parteciperanno al progetto “Istituto Tecnico come prima impresa”, finanziato dal Fondo sociale europeo, con la collaborazione di Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale e Confindustria Veneto. Sono previste azioni di orientamento focalizzate proprio sulle specializzazioni di informatica e telecomunicazioni, meccanica e opzione tecnologia dell’occhiale.
Le classi IV elettronica ed elettrotecnica saranno impegnate, invece, in attività di alternanza scuola lavoro e in percorsi studiati ad hoc per potenziare le conoscenze e competenze richieste dalle imprese.