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Tre trentine vincono le Olimpiadi di Cad, trenta trentini risolveranno i problemi delle imprese (post di fermento under 30)

Vincono premi, inventano bandi che mettono in comunicazione l’università e le imprese, impugnano chiodi e martelli per progettare e costruire spazi espositivi degni dei professionisti che diventeranno (e che ancora si limitano a studiare). Ecco qualche buona idea, molto giovane, targata Nordest.
La prima idea è frutto della creatività e dello spirito imprenditoriale di tre studenti di dottorato, Matteo Franchi, Davide Gandolfi e Luca Matteo Martini, che hanno lanciato il progetto raccolto da ateneo e Confindustria Trento. Con un obiettivo preciso: creare ponti per il trasferimento tecnologico, di sapere e di risorse umane tra l’università, in particolare il dipartimento di Fisica, e le piccole e medie imprese. Si cercano trenta tra studenti e i giovani ricercatori, disponibili a mettere alla prova la capacità, individuale e di squadra, di pensare fuori dagli schemi e applicare conoscenze tecnologiche, informatiche e, soprattutto, fisiche per risolvere i problemi che verranno loro affidati. Il progetto si chiama “Industrial Problem Solving with Physics”: ragazzi e ragazze avranno la possibilità di collaborare con un’azienda, sperimentando le metodologie proprie dell’ambiente industriale; un’esperienza utile anche in vista di un’eventuale uscita dal mondo accademico.

Le aziende potranno, invece, mettersi in contatto con il mondo della ricerca scientifico/tecnologica di frontiera, per trovare nuovi spunti per la risoluzione dei loro problemi con la possibilità di proseguire e consolidare questa collaborazione nel tempo.
Le imprese interessate a partecipare dovranno predisporre un progetto che espliciti uno o più problemi concreti che vorrebbero venissero affrontati nel corso della settimana di attività. Secondo quanto previsto nel bando, “i problemi devono essere di
difficoltà tale da poter essere affrontati efficacemente in una settimana, e devono poter essere risolti utilizzando prevalentemente metodologie di indagine fisiche. Possibili macro-aree rilevanti sono: misurazioni (campi elettromagnetici, spettroscopie o
indagini di superfici), sensoristica, materiali innovativi, energetica, criogenia, macchine da vuoto, modellizzazione processi produttivi, sistemi di automazione e controllo, elaborazione dati, comunicazioni sicure/crittografia”.
La domanda di candidatura (in italiano o in inglese) potrà essere presentata da studenti dei percorsi di laurea magistrale, gli studenti delle scuole di dottorato, i giovani ricercatori o gli assegnisti provenienti dalle aree tecnico/scientifiche dell’Università di Trento. Tra i criteri di valutazione la forte motivazione e disponibilità alla partecipazione a tempo pieno all’evento e la competenza in materia di ricerca scientifica applicata.

Il bando con tutti i dettagli è disponibile sul sito:
http://events.unitn.it/ipsp2014

CAD_Olympics_vincitrici ARCA
Intanto, tre ragazze– Anna Bortolameotti, Martina Arndoldi e Jessica Casagranda, della 5/B dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Andrea Pozzo” di Trento, – hanno ridisegnato la propria scuola, ideando una sopraelevazione in legno luminosa, confortevole, efficiente dal punto di energetico e a prova di terremoto. Con un tocco, è il caso di dirlo, tutto femminile. Così si sono aggiudicate i 2.500 euro del primo premio nel concorso “Progetta una casa in legno per ARCA”. L’iniziativa ha chiuso l’edizione 2014 delle CAD Olympics, le olimpiadi per programmatori organizzate all’Istituto “Fontana” di Rovereto. Le CAD Olympics, competizione riservata agli studenti degli istituti tecnici per geometri, sono organizzate dall’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Felice e Gregorio Fontana” di Rovereto e dall’Associazione per l’insegnamento del Cad, con la collaborazione del Dipartimento Istruzione della Provincia autonoma di Trento. Giunte alla tredicesima edizione, non hanno eguali nel panorama italiano. Tant’è che per la loro originalità, spessore tecnico e valenza formativa sono state inserite dal Ministero dell’Istruzione nel “Programma nazionale di promozione delle eccellenze” per l’anno scolastico 2013/14.
A queste singolari olimpiadi partecipano un numero crescente di scuole: dai 6 istituti e 76 studenti, tutti trentini, della prima edizione targata 2001 si è passati agli 80 istituti e 1.500 studenti in rappresentanza di 19 regioni italiane, ma anche di Slovenia e Croazia.
La Provincia di Trento è coperta per più del 60% da foreste, sono attive numerose realtà imprenditoriali d’eccellenza che spaziano dal taglio del bosco, alla prima lavorazione, alla creazione di prodotti complessi quali la casa in legno. Un settore che può quindi rappresentare un’interessante opportunità lavorativa per le nuove leve, come hanno ricordato le autorità presenti.

Cantiere_14_2press
Cantiere_14press
E giovedì 29 maggio, nel Cortile del Complesso di Ingegneria Meccanica in via Venezia 1 a Padova, dopo aver avvitato l’ultimo dado e piantato l’ennesimo chiodo, gli studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Edile – Architettura a ciclo unico del Dipartimento ICEA dell’università  di Padova hanno inaugurato “IEAPAVILLON/3”, uno spazio espositivo temporaneo progettato e realizzato dagli studenti come luogo in cui mostrare al mondo esterno i lavori di studio condotti durante l’anno accademico. Per il terzo anno consecutivo l’attività didattica del Corso si conclude con la realizzazione di una struttura espositiva assolutamente innovativa.

La realizzazione nasce da un progetto didattico centrato  attorno all’opera di progettisti universalmente riconosciuti: nel 2012 Louis Kahn, nel 2013 Le Corbusier e nel 2014 Renzo Piano. Nella programmazione didattica una parte delle attività è stata dedicata all’approfondimento dell’opera di un protagonista dell’architettura e della pratica costruttiva. Sono state quindi predisposte lezioni frontali, conferenze, viaggi di studio (quest’anno a Genova, Trento, Torino, Parigi e New York), laboratori didattici e tesi di laurea.
Come atto conclusivo,  viene realizzata un’esposizione dei lavori di studio all’interno di un padiglione progettato e realizzato in “casa”. “Four Rooms for Renzo Piano” è il titolo della mostra che quest’anno accoglierà i lavori preparati nei diversi corsi. La formula rimane costante: il padiglione è frutto di un concorso interno tra gli studenti del secondo anno, i quali devono proporre le loro soluzioni in linea con l’architetto di riferimento, rispettando budget di partenza molto contenuti. Ai vincitori spetta, poi, l’onere e l’onore di progettare i disegni esecutivi, d’impostare il cantiere e dirigere i loro colleghi nella costruzione del manufatto.
“Rispetto a modi didattici più tradizionali, praticati sino a qualche anno fa nelle Facoltà di Ingegneria e Architettura, questa modalità permette di valorizzare la componente manuale e pratica, dimostrandosi capace di avvicinare lo studente, con anticipo, alla costruzione di luoghi e spazi concreti”.