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Matrimonio italiano, divorzio romeno (o inglese): la scelta del giudice non è una sola (e attenzione a chi fa la prima mossa)

Una provincia come tante, Treviso. Qui un matrimonio su cinque è fra stranieri. Se applichiamo lo stesso criterio per le separazioni e per i divorzi, una separazione su quattro finisce per riguardare una coppia mista o di due stranieri.
La scelta del Tribunale al quale rivolgersi dipende dalla valutazione di quale offre le condizioni migliori. Ma ci sono anche le coppie in cui, entrambi italiani, decidono di rivolgersi a un altro Paese per usufruire di alcuni vantaggi (come il divorzio diretto, senza passare dalla separazione).

Le tipologie sono diverse (le ha messe a fuoco l’ultimo corso di aggiornamento in Diritto di famiglia organizzato dall’AIAF, associazione italiana avvocati per la famiglia, a Treviso).

Coppie in cui almeno uno è straniero, residenti in Italia– In questi casi possono rivolgersi al Giudice Italiano ma deve essere valutato se ci si può rivolgere anche al Giudice del Paese di provenienza del coniuge straniero. Oppure può essere chiesto in Italia l’applicazione di una legge straniera. Recentemente il tribunale di Treviso ha applicato la legge messicana per pronunciare il divorzio di due coniugi, lei messicana e lui italiano.

Coppie di italiani residenti all’estero – Vale la cittadinanza: possono sempre decidere di rivolgersi al giudice italiano.

Coppie di italiani in Italia – Gli italiani per separarsi o divorziare possono rivolgersi solo al giudice italiano perché non ci sono elementi di estraneità. In realtà ci sono stati casi in cui, con tanto di agenzie che organizzavano il pacchetto completo, i coniugi d’accordo per ottenere dei vantaggi hanno trasferito la loro residenza abituale (almeno uno dei due) ad esempio in Romania, ma anche in Inghilterra, per poi ottenere il divorzio diretto. Ora però i costi in aumento sono un deterrente.

A chi conviene rivolgersi all’estero? – A volte la fretta di chiudere per sempre una situazione, o di legittimare un nuovo compagno/compagna, fa decidere di accelerare. L’eventuale approvazione del disegno di legge denominato “divorzio breve”, attualmente al vaglio del Senato, potrebbe cambiare lo scenario.

Quanto costa divorziare? – In Italia ci sono due fasi, separazione e divorzio, con i relativi costi. Per un divorzio congiunto non meno di 2.500 euro, se è giudiziale dipenderà dalla durata della causa ma il costo sarà certamente oltre il doppio di quanto richiesto per il divorzio congiunto.

Che cosa cambia da un Paese all’altro? – La scelta di legislazioni diverse pesa sull’entità dei contributi richiesti per il coniuge e per i figli ed e anche sulle garanzie della continuità di rapporto fra figli e genitori; a volte consente di beneficiare di una legislazione che prevede il divorzio diretto.
E’ chiaro che rivolgersi al giudice di un Paese piuttosto che ad un altro può comportare vantaggi e svantaggi. Ed ecco che la scelta va valutata con attenzione da chi vuole agire per primo con la speranza di procurarsi maggiori benefici.

Che cos’è il  fenomeno definito “forum running”? – Detto anche forum shopping, è la corsa a scegliere il tribunale con la speranza di ottenere i vantaggi maggiori. C’è la possibilità infatti che la prima mossa per il divorzio (il primo ricorso) determini la giurisdizione, il Tribunale competente, con tutte le differenze del caso. E il vantaggio di uno si traduce nello svantaggio dell’altro.

Info: http://www.aiaf-avvocati.it/veneto/

avvocato Gaudenzia Brunello, vice presidente Aiaf Veneto

avvocato  Francesca Collet, responsabile Aiaf Treviso