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L’impresa innovatrice delle farine nel paese dello zucchero (basta mescolare…)

Comune di Pontelongo, provincia di Padova. Già il nome fa capire la posizione geografica, con un ponte crocevia di territori. Una storia antica, e nel 1910 la nascita dello zuccherificio in un’ansa del Bacchiglione, che trasforma l’economia locale fino ad allora fatta di agricoltura e traffico fluviale.

</span></figure></a> Prodotti Molino Rossetto
Prodotti Molino Rossetto

Curiosamente, proprio qui l’ingrediente zucchero incrocia un’altra storia di generazioni: quella iniziata nel 1760 in provincia di Vicenza dal mugnaio Angelo Rossetto. Oggi la Molino Rossetto (nello stemma la data del 1843 quando nasce l’azienda, alla quinta generazione) ha sede proprio a Pontelongo: tre impianti di macinazione, 20 linee automatiche di confezionamento, 80mila tonnellate di cereali lavorati in un anno e due laboratori per la qualità.
Nel 2013 – con 40 dipendenti, in buona parte giovani e quote rosa – ha fatturato 33 milioni: di questi, 13 arrivano dalla grande distribuzione organizzata, che segna 1,5 milioni di pezzi venduti al mese (+30% il fatturato in un anno).
Un exploit che vede la firma di una mano femminile, la prima peraltro a testare le ricette. Waffle, miscele per torte, muffin e pancake a prova di cuochi e cuoche negate: basta aggiungere ingredienti freschi e mescolare. «Quando all’inizio chiamavo i supermercati per presentare il nostro prodotto, non riuscivo neanche a prendere appuntamento: farine ne abbiamo in quantità, mi dicevano» racconta Chiara Rossetto, al timone dell’azienda con il fratello Paolo, madre di tre figli e manco a dirlo appassionata di cucina.

</span></figure></a> Chiara Rossetto all’interno dello stabilimento di Pontelongo
Chiara Rossetto all’interno dello stabilimento di Pontelongo

L’idea è stata quella di proporre, più che un prodotto, una ricetta: e arricchirla in un secondo momento di formine per biscotti, pirottini, bandierine e zuccherini.
Il tutto esposto in scaffali su misura, che si sono fatti spazio anche nelle fiere dedicate all’arredo, e nei negozi (da Eataly a Coin). Gusti antichi – il grano arso, la macinazione a pietra – e continua ricerca delle nuove tendenze: quella per i cereali alternativi (con un occhio al mercato gluten free, in grande crescita: secondo i dati un italiano su 100 è celiaco, ma molti di più seguono una dieta senza glutine), il bio, il pane o la torta fatte in casa al posto della merendina.

Natale, Pasqua e Halloween hanno ciascuno una ricetta, mentre i pacchetti sono diventati trasparenti in omaggio alla filosofia dell’azienda che va ad energia pulita e oggi ha fra i clienti Conad, Carrefour, Despar, Coop, Alì, Famila e altri, e produce polente e miscele a marchio per Selex, Bennet e Coop.

Sempre in un mix di tradizione e innovazione: il piano degli investimenti va dalla nuova macina a pietra al web. Perché parte dei risultati sono stati legati al dialogo: prima con i blog culinari da Csaba  a Monica Crescente , da Anice e Cannella a Dolciagogo, poi con i corsi di cucina, il sito (con e-commerce: in vendita ci sono anche elettrodomestici come la prima cupcake machine italiana), e la newsletter. Un mulino social, che su muove fra Facebook, Twitter, Pinterest, Youtube  e gli altri.
Prossima fermata: export. Il 2015 sarà dedicato all’ampliamento della rete commerciale e alla creazione di un ufficio dedicato. nel mirino, America e Cina.

  • Angela Catucci |

    Prego, e grazie per averlo corretto 😉

  • Barbara Ganz |

    vero, corretto, grazie

  • Angela Catucci |

    “Piuttosto della merendina” non è italiano corretto.

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