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Ha la luce, l’allarme e avvisa se hai dimenticato qualcosa: la borsa intelligente è made in Trento (ed è un’idea giovanissima)

Come ricompensare chi sosterrà la raccolta fondi lanciata per il progetto #fablabascuola? Gli allievi del Centro Moda Canossa di Trento hanno ripensato a all’esperienza fatta con un altro centro professionale, quello della Meccatronica, quando avevano maneggiato le prime schede Arduino (la scheda elettronica piccola e semplice da usare, con infinite applicazioni). E hanno messo a punto l’idea.

</span></figure></a> Si studia il prototipo
Si studia il prototipo

La borsa – ma potenzialmente anche uno zaino maschile – ha un sensore che “sente” la scarsa illuminazione e accende la lampadina. È anche possibile impostare un peso standard; se alla mattina, al momento di uscire, il sensore della tracolla rileva che la borsa è più leggera del solito, avverte con un suono che significa “non è che hai dimenticato qualcosa?”. Stesso meccanismo se sale l’umidità all’interno (hai mica chiuso male la bottiglia d’acqua? Il profumo perde?), e se il meccanismo percepisce uno strappo o una pressione diversi dal solito, collegati a un allarme antifurto.

</span></figure></a> Centro Moda Canossa
Centro Moda Canossa

Gli studenti (25 della quarta progetto moda, fra loro tre ragazzi) hanno dato libero spazio alla fantasia: «La borsetta che ti porta a New York non era realizzabile, tutto il resto sì – scherza Michele Bommassar, coordinatore del centro – Così nelle aule dove si insegnano stile e sartoria sono entrate la matematica e la fisica». E la fantasia. La borsetta è la massima ricompensa per chi donerà 400 euro: oltre ad avere funzioni intelligenti, comandata da Arduino, sarà personalizzabile con un’immagine incisa con il laser: una fotografia o una frase, da imprimere sul tessuto prescelto fra quelli proposti (dalla pelle al jeans). Altri doni andranno a chi contribuirà con cifre inferiori (la cifra parte da 10 euro, salendo si aggiungono capellini, magliette e felpe).

C’è tempo fino alla fine di maggio per sostenere il crowdfunding nelle scuole del Nordest che aderiscono al progetto; alcune in pochi giorni hanno trovato risorse per la metà dell’obiettivo. A Trento, l’obiettivo (12mila euro) servirà ad attrezzare il Fashion Fablab di un laser cutter e di un body scanner: «Nuovi strumenti per nuove tipologie di lavorazioni e creazioni. Un fablab è una porta sul futuro, aiutateci a spalancarla – spiegano gli studenti nel video girato per trovare sostenitori – Il taglio laser (laser cutter) ci permette tipologie di lavorazioni, taglio con bruciatura e incisione, che consentono nuovi orizzonti creativi e di risparmiare tempo. Il body scanner invece permette di parametrizzare tridimensionalmente il corpo dei potenziali clienti, in modo che i capi possano essere realizzati su misura anche a distanza e, attraverso specifici software, di creare i capi direttamente sul manichino virtuale. Per tutti gli amanti dell’innovazione, della moda, della tecnologia e dell’unicità, questa è un’ottima occasione per dare un contributo al futuro!».

moda2E per chiunque accetta, «una ricompensa che realizzeremo utilizzando proprio questi strumenti di personalizzazione, quindi scansione del corpo dei donatori o di loro cari/amici/animali (domestici, no elefanti!), oppure oggetti creati e personalizzati da noi. Tutti i donatori verranno inoltre ringraziati sul nostro sito e su un pannello in “stile wordle” all’ingresso del fablab».

Le borsette verranno realizzate a obiettivo raggiunto: «Da futuri tecnici dell’abbigliamento, questi giovani devono prepararsi a industrializzare il processo, qualunque quantitativo sia richiesto e in tempi brevi – spiega Bommassar . L’entusiasmo aiuta: finora il fablab è aperto oltre l’orario delle lezioni, e fa sempre il pieno».