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Capodanno con la lenticchia che porta fortuna (mica solo a chi la mangia) – Post con ricette multiple e auguri

Latte terapeutico, cure mediche, sapone, vaccini, zanzariere: mangiare uno dei piatti tradizionali della fine (e inizio) dell’anno può servire a finanziare la campagna Every One di Save the children contro la mortalità infantile e per garantire salute e assistenza a milioni di mamme e bambini nel mondo.

</span></figure></a> La campagna Pedon – Save the children
La campagna Pedon – Save the children

E con questo sono 10 anni che l’azienda vicentina Pedon sostiene campagne umanitarie: in passato è stato portato aiuto alla popolazione di Lango, in Nord Uganda, dove sono state distribuite sementi, creando vivai di alberi da frutto e installando nuovi pozzi d’acqua; prima ancora si era intervenuti per i bambini in Brasile (Rio de Janeiro, nella favela di Manguinhos), coinvolgendo centinaia di ragazzi in attività ricreative e formative (corsi di disegno, danza, musica e informatica), per garantire loro un’istruzione adeguata e assisterli dal punto di vista sociale, psicologico e igienico-sanitario.

Ogni anno circa 6 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono per malattie facilmente curabili. Per ogni confezione di Lenticchia Pedina venduta, 15 centesimi saranno devoluti al progetto. «Oggi – spiega Luca Zocca, marketing manager di Pedon, fondata nel 1984 dai tre fratelli Pedon, oggi un colosso anche dell’export in 45 Paesi nel settore dei legumi e cereali secchi anche pronti da cuocere e preparati per dolci – possiamo dire che l’impegno sul piano etico permette alle aziende di crescere e che è possibile coniugare la solidarietà con un proprio modello industriale e aziendale». Il Gruppo vicentino è stato premiato a fine 2014 con lo storico Ethic Award nella categoria sostenibilità per «i significativi progetti etici e di solidarietà messi in atto negli ultimi anni». Un riconoscimento pubblico dell’impegno nell’operare concretamente a favore delle popolazioni in difficoltà con iniziative di sostegno sul territorio africano, volte a sviluppare modelli agricoli sostenibili, offrire opportunità di lavoro e di istruzione scolastica grazie alla scuola creata in Etiopia. Obiettivo dei progetti finanziati è combattere tutte le cause di povertà in modo integrato partendo dall’agricoltura e dall’alimentazione.

</span></figure></a> La scuola in Etiopia
La scuola in Etiopia

Il Gruppo fattura 90 milioni di euro (40% export) e impiega 600 persone con propri stabilimenti in Italia, Egitto, Etiopia, Argentina e Cina. La scuola in Etiopia è la massima espressione dell’impegno dell’azienda in ambito etico e per combattere il lavoro minorile. All’interno dello stabilimento di Nazret, in Etiopia è stata realizzata una scuola per i figli dei dipendenti e dell’intera comunità dove 250 bambini studiano e apprendono le materie in lingua inglese e amarico, la lingua locale, grazie all’aiuto di 12 maestri. Grazie a questa scuola i bambini hanno accesso all’istruzione fin da piccoli (3/4 anni) e vengono sottrati al lavoro minorile che purtroppo è presente in altre realtà. La scuola fornisce anche un servizio gratuito di bus, uniformi scolastiche e mensa.

E ora che la lenticchia benefica è entrata in dispensa, che farne? Fra gare online e l’apporto di blogger culinari, sul sito c’è un ricettario completo: polpette di lenticchie, burger di lenticchie, Zucca al curry e lenticchie su cous cous di mais, canederli alle lenticchie, stufato di lenticchie e arance, muffin choco lenticchie…

Buon anno, B