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Un giorno di ritardo, mille euro di multa (più di quanto prende al mese il multato medio)

Le multe, da 1006,60 euro, stanno arrivando a chi ha dimenticato di comunicare alle aziende sanitarie, ad esempio, il cambio della targa del mezzo usato per le consegne. Una eventualità frequente – i mezzi si cambiamo mediamente ogni cinque anni – e che spesso colpisce aziende “monoveicolari”, i cosiddetti padroncini. È in Friuli Venezia Giulia l’ultimo scontro fra imprese e burocrazia. Motivo del contendere, una norma regionale del 2008: sono le linee guida in materia di sicurezza e igiene dei prodotti alimentari, che concedono 15 giorni di tempo alle aziende per le comunicazioni previste.
In sostanza, la multa in questo caso non scatta per chi non è in regola, ma per chi ritarda di segnalare che è in regola. «Non si tratta di sicurezza, per la quale nessuno chiede passi indietro, ma di meri adempimenti burocratici che gravano anche su imprese piccole e piccolissime, in un periodo di grave crisi. Una batosta del genere può valere più di quanto una azienda del genere porta a casa in un mese», dicono alla Confartigianato di Udine, dove l’ufficio categorie ha predisposto i primi ricorsi, e dove iniziano ad arrivare le segnalazioni anche dalle altre province.

La sanzione massima, poi, può arrivare a 3mila euro, «ed è impossibile non notare la differenza di trattamento fra l’imprenditore poco tempestivo, e la pubblica amministrazione che per onorare i propri debiti non sembra badare granchè al fattore tempo», spiegano nella sede dell’associazione, Una prima disponibilità da parte della Regione a rivedere il meccanismo sembra essere già arrivato, intanto la strada del ricorso resta l’unica possibile (per informazioni: 0432 516737).

La burocrazia del prosciutto

Proprio oggi, a una tavola rotonda organizzata da Credifriuli, Stefano Petris, ad di Wolf, azienda dei prosciutti di Sauris (Udine), ha parlato di fiducia per il futuro e sburocratizzazione. «La mia prima difficoltà come imprenditore non è fare il prosciutto bene, ma divincolarmi nella miriade di orpelli burocratici. Davanti a questa situazione è molto complicato avere fiducia nel futuro. Ogni giorno lottiamo come fossimo in trincea. Abbiamo bisogno di un’iniezione di fiducia che può derivare anche dall’allentamento delle maglie burocratiche, che vessano ogni giorno noi imprenditori».

</span></figure></a> Lo shop Wolf
Lo shop Wolf

 

Qualche esempio? Per ottenere l’IGP (Indicazione geografica protetta): 9 anni di tempo, 100 documenti circa e una ventina di viaggi a Roma.
Per gestire le pratiche sanitarie delle esportazioni 20-30 documenti per ogni Stato in cui si vuole vendere, e per realizzare la nuova tettoia a fianco allo stabilimento due anni di attesa.