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Il Master per quelli che, dei film, amano i titoli di coda (e vorrebbero leggere lì il proprio nome)

Frozen, Avatar, Maleficent, I sogni segreti di Walter Mitty. E ancora RoboCop, Happy Feet, Paddington, 007 Skyfall. L’elenco delle locandine sul sito  si arricchisce di continuo: tutti film di successo con qualcosa in comune, il nome di un bigrocker nei titoli di coda. Un bigrocker è un diplomato al master in computer grafica o, come lo chiamano loro, in fabbricazione dei sogni, e tecnologie magiche.

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Ieri, a Treviso, è stato il giorno della consegna dei diplomi agli ultimi 60 masteristi di BigRock: sono passati attraverso settimane di studio e lavoro, non senza attraversare momenti di difficoltà.

Frozen-c6a93329Non a caso il direttore, Marco Savini, si definisce anche come il responsabile dell’Ufficio Crisi, pronto ad accogliere tutti i ragazzi che ciclicamente si rivolgono a lui pensando di non potercela fare. Anche perché tutti sono partiti da zero, non è richiesta alcuna conoscenza di base oltre all’uso del computer.
Il vero requisito è saper sognare.

I percorsi sono due: il master vero e proprio, di sei mesi, e il percorso Game per creare videogiochi anche questo concluso ieri), 3 mesi. In questo caso i corsisti sono decisamente meno (quattro), ma il risultato è lo stesso: ragazzi con nessuna competenza né conoscenza del settore in 12 settimane riescono a creare un videogioco.

A BigRock arrivano ragazzi e ragazze (la proporzione è 50% maschi), fra i 20 e i 30 anni, da tutta Italia. Il 70 per cento di loro trova un lavoro entro sei mesi.
Studiare qui significa tirare tardi al computer, ma anche andare al cinema per la proiezione di un film, spesso in compagnia di un ex bigrocker che ha partecipato alla produzione e alla fine spiega ai ragazzi come ha fatto a realizzare una particolare scena. Prendi un orso (o altra belva, o zombie) realizzato al pc, ad esempio: non basta disegnare la pelliccia, serve darle movimento, “pettinare” ciuffi che nascono disegnati tutti uguali: è questa la specialità di Davide Orsetti, che ha lavorato ad esempio in Godzilla (ma anche Il trono di spade e World War Z).

La stessa sede di BigRock, nata 10 anni fa, a Roncade (Treviso) ha anche un cinema all’interno della sua sede allestito con delle vecchie poltrone di un vecchia sala e un mega proiettore sponsorizzato dalla Epson.
Non è un percorso di studi tradizionale. A metà corso i ragazzi che vogliono possono partecipare a un viaggio negli Usa fatto con lo scopo preciso di perdersi: vengono prenotati solo i biglietti di andata e di ritorno, gli alberghi del primo giorno e dell’ultimo, per il resto la regola è che la Jeep che sta davanti sceglie la strada da percorrere. Non si torna mai indietro e non si deve perdere nessuno.

bazzIeri, al graduation day, sono stati nominati gli otto allievi migliori scelti alla fine di ogni master che restano a BigRock per altri 6 mesi a lavorare su progetti commissionati da aziende esterne (e quindi retribuiti). Per avere un’idea guardate a questo link la tesi video che hanno preparato: si intitola “Low battery” ed è la storia di un robot a cui si scaricano le batterie. Il protagonista è Baz, visto sul palco di Colorado Café, che ha collaborato con 60 ragazzi per 6 settimane come in una vera produzione.
Al Teatro Astra di San Donà di Piave Baz mimava le scene, poi ricalcate in 3D dai ragazzi: “Come se Topolino andasse a vedere Topolino al cinema!“, ha commentato ieri il protagonista prima di rivedersi, trasformato in cartone, sullo schermo.

Esistono due master l’anno, uno con partenza a settembre, uno con partenza a marzo di ogni anno. Le iscrizioni al corso chiudono 10 giorni prima dell’inizio del corso stesso: il prossimo parte il 9 marzo.
Il numero di bigrockers è fissato a 60, in 3 classi gemelle da 20 posti.
Quando le iscrizioni arrivano a 40 posti sul sito di BigRock viene esposto un conto alla rovescia per i restanti 20. Una volta chiuso il corso, le altre iscrizioni verranno deviate al corso successivo. Costa 5.500 euro più Iva.