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Più part time e meno riunioni dopo le 17: la banca cambia le regole (e fa entrare la conciliazione)

Il primo atto è stato alzare la soglia per richiedere il part time: dai 3 fino ai 10 anni: una opportunità colta da 218 dipendenti su oltre 1.500 In maggioranza donne, ma non solo).
Il secondo, che partirà a giorni, è il progetto di smart working: la possibilità di lavorare in remoto, da casa oppure da punti organizzativi che riducano il viaggio per recarsi al lavoro, per circa 50 addetti con figli piccoli o altre esigenze (come la necessità di seguire genitori anziani).
E c’è anche Maam, un altro progetto che scatta nel momento in cui una lavoratrice comunica lo stato di gravidanza, e quasi inevitabilmente inizia a guardarsi le spalle e a chiedersi se al rientro ritroverà il proprio incarico, la propria scrivania, le proprie mansioni.

«Sono situazioni comuni nel mondo del lavoro, ma il messaggio è che da noi questo genere di pressione psicologica sulle donne non è gradita, né alcuna forma di competizione”. Chiara Mio – 50 anni, madre di due figli, da ottobre presidente di FriuAdria e docente del dipartimento di Management all’università Ca’ Foscari di Venezia – ha trovato in banca un clima già favorevole alla conciliazione vita-lavoro.

</span></figure></a> Chiara Mio
Chiara Mio

A questo (l’annuncio l’ha dato parlando a un dibattito sul ruolo delle donne nella ripresa economica che si è tenuto a Cortina) ha aggiunto un tassello in più che riguarda gli orari di tutti i giorni. Per tutti, uomini o donne che siano.

«Non fissare riunioni dopo le 17.30 dovrebbe essere una regola: per chi prende la decisione, e soprattutto per chi la subisce, come il personale più operativo, che non può dire di no». Non c’è, al momento, una direttiva messa nero su bianco – troppo difficile considerare tutte le situazioni che possono crearsi – ma il principio è chiaro. E se è chiaro che l’argomento della gestione del tempo è più sentito fra le donne, «questa è una questione di tutti: dobbiamo sgomberare il campo dall’idea che chi sta dalle 9 alle 20 alla scrivania rende di più ed è più produttivo». Da economista Mio guarda a un futuro in cui «esista una reale flessibilità del lavoro: allora ci potranno essere figure che lavoreranno il sabato e la domenica, magari perché dal lunedì al venerdì studiano o fanno altro. Ma senza scaricare un ricatto sulle spalle del lavoratore, che temendo per il posto di lavoro non ha scelta».

E proprio di scelta si tratta: «Naturalmente ci sono casi e posizioni che richiedono di non guardare l’orologio. Anche a me capita di mettere a letto i figli e di lavorare fino a tardi: ma è una mia scelta, nessuno me lo impone, e questo fa la differenza».

 

Il titolo del post è stato aggiornato alle 12.23 (su richiesta di FriulAdria), per precisare che iniziative come il part time sono precedenti all’insediamento della presidente (come riportato nel testo)

  • Filippo |

    Finalmente qualcuno con i piedi per terra e non accecato dalla propria posizione di potere a danno degli altri.

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