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Le aziende nel tornado (aggiornato): droni in volo per documentare i danni, i conti correnti per l’aiuto

Molte delle aziende colpite dal tornado di ieri erano appena uscite (o lo stavano ancora facendo) dalla fase peggiore della crisi, più volte paragonata a una tempesta che stavolta non ha nulla di metaforico. Ecco perché, fra i volontari, i cittadini, gli studenti impegnati ieri a pulire e salvare il salvabile, alcuni delegati sindacali hanno fatto una prima ricognizione dei danni subiti dalle imprese: la preoccupazione è che ci siano tempi lunghi per la ripresa dell’attività produttiva e le necessarie verifiche di agibilità, ma anche per intervenire dove il vento ha divelto coperture di eternit. Questa è l’area del distretto delle calzature, ma ci sono anche molte realtà metalmeccaniche.

</span></figure></a> Un albero sradicato a Cazzago
Un albero sradicato a Cazzago

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</span></figure></a> La Iso-steel dopo il tornado
La Iso-steel dopo il tornado

Il tornado ha investito, fra Arino e Pianiga, anche alcuni stabilimenti metalmeccanici. Ci sono portoni delle fabbriche che sono stati strappati, lastre di cemento armato spostate che hanno distrutto o reso inutilizzabili macchinari e attrezzature. “E per fortuna che i turni di lavoro erano finiti”, racconta Matteo Masiero della Fim Cisl di Venezia, in ricognizione dove fin dalla mattinata i dipendenti erano all’opera per cercare di ripartire il prima possibile.

La Neon Stefanello di Dolo, 35 dipendenti nel settore delle insegne luminose pubblicitarie, ha il tetto distrutto e un tappeto di detriti sparsi nel piazzale. A cinquanta metri di distanza la Iso-steel, che si occupa di caldaie industriali (30 dipendenti), è senza portoni del capannone e con il tetto a pezzi; solo poco prima del disastro i lavoratori erano usciti per la fine del turno. Stessa situazione alla Venpa Spa, sempre di Dolo, 70 dipendenti, con alberi sradicati e una parte di tetto crollato. É andata meglio alla Unitrans, 50 dipendenti e un difficile salvataggio alle spalle, che produce cabine frigo per camion: qui il tornando è passato a pochi metri e i danni sono modesti, è stata sfiorata.  

 

</span></figure></a> Dolo
Dolo

Si tratta di una prima ricognizione, precisa Masiero: “Queste imprese, che sono appena uscite da una crisi economica complicatissima, devono poter ottenere il prima possibile l’agibilità per poter riprendere a lavorare. Diversamente corriamo il rischio che possano essere perse importanti commesse di lavoro con gravi ricadute occupazionali”. Ecco perché, insieme alla solidarietà alla cittadinanza, dal sindacato arriva l’invito ai Comuni e alla Regione Veneto a “intervenire immediatamente e con tutti gli strumenti disponibili per sostenere la ripresa produttiva. Come sindacato abbiamo già dato la nostra piena disponibilità a supportare aziende e lavoratori già da subito”.   Non va meglio per le aziende agricole (un vivaio di 3mila metri quadri praticamente non c’è più). In campagna si fa la conta dei danni, fra vigneti completamente rasi al suolo e colture a seminativo “appiattite” da chicchi di grandine grandi come noci pesche, e anche qui capannoni divelti. “La situazione è grave” dice il presidente di Coldiretti Venezia, Iacopo Giraldo: “I nostri associati si sono mobilitati insieme ai vigili, alla Protezione civile e a molti altri volontari per aiutare i civili in difficoltà e mettere in sicurezza strade e abitazioni ingombrate da alberi e materiale pericolante. Abbiamo messo a disposizione la professionalità e le attrezzature che ordinariamente utilizzate dagli agricoltori per sfalci e manutenzione del verde”. 

Intanto, Confcommercio Veneto apre un’unità di crisi e fa decollare due droni per documentare i danni alle imprese. La Confederazione regionale delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi mette a disposizione delle aziende associate e delle imprese colpite dal tornado di mercoledì scorso un servizio di consulenza peritale avanzato,  con l’ausilio di due droni pilotati dagli esperti del corso di formazione Sapr (droni) dell’Università degli  studi Link Campus University di Roma, per dare un supporto tecnico per il calcolo dei danni subìti dalle aziende.

L’associazione sarà coadiuvata da un team di periti esperti che effettueranno gratuitamente la prima uscita di sopralluogo. Le imprese colpite dal tornado potranno rivolgersi agli uffici di Confcommercio Venezia telefonando, e inviando una mail all’indirizzo di Confcommercio Veneto al fine di essere supportati nelle pratiche di risarcimento dei danni subìti avviate attraverso compagnie assicurative o nelle pratiche di richiesta danni legate alla richiesta di calamità naturale avanzata dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Per le richieste di contatto con il servizio, il numero di telefono è: 041 5310988  l’e-mail è: info@confcommercioveneto.it

contiAnche Confcommercio Venezia e Fidimpresa Veneto, il consorzio di garanzia fidi, mettono i propri servizi a disposizione delle aziende colpite senza costi aggiuntivi e fanno sapere che la Cassa Rurale Santo Stefano di Martellago ha aperto una linea di credito agevolato per le imprese. “Siamo profondamente colpiti per quanto accaduto ed esprimiamo la nostra vicinanza ai cittadini e ai colleghi della Riviera del Brenta – dice il presidente di Confcommercio Venezia Massimo Zanon – Da subito i nostri responsabili della Confcommercio territoriale della Riviera si sono attivati effettuando sopralluoghi nelle zone del disastro e rendendosi disponibili per qualsiasi evenienza. Sono diversi gli alberghi associati che nelle zone colpite hanno da subito messo a disposizione le camere per l’emergenza-sfollati. Ci sono imprese seriamente danneggiate e negozi che subiranno danni indiretti perché non venderanno nulla per settimane a causa della difficoltà di essere raggiunti. Molti di questi hanno dovuto trasferire la merce dal magazzino ad altri siti per evitare azioni di sciacallaggio”.

Confcommercio Venetoc in queste ore sta comunicando a tutti gli associati (oltre 50mila) gli estremi dei conti correnti aperti dai Comuni interessati per la raccolta di fondi.

  • Luigi |

    rimbochemoce le maneghe e laoremo, te vedaria che sant’antonio el varda so

  • Barbara Ganz |

    corretto, grazie della segnalazione, B

  • Livia |

    Cazzago è frazione di Pianiga, non di Mira.

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