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Ho sposato un pastore: storia di Davide e Daniela (con foto che vale tutto il post)

Un post su Facebook, una foto bellissima come la storia che racconta: arrivano tante condivisioni da stupire l’autrice, Sandra Chiarato, che si è rimessa al computer per raccontare per intero di un matrimonio appena celebrato (grazie!)

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A volte Facebook fruga nei ricordi e ripropone i post dimenticati dal profilo che li ha pubblicati; quello in cui dicevo come in tre anni il Veneto sia stato caratterizzato da un incremento di under 40 che hanno scelto l’agricoltura.
sposa con turboMa la straordinarietà di questa notizia è assolutamente senza tempo e trova la sua attualità a distanza di anni, grazie a un matrimonio appena celebrato.
I due ragazzi nella foto sono Daniela Pasinetti e Davide Bortoluzzi. Lei con una carriera avviata da fotomodella, lui già sicuro a otto anni che da grande avrebbe fatto il pastore, errante per giunta. Coltivava questo sogno col nonno risparmiando i soldi della paghetta di nascosto dai genitori per comprarsi il gregge. E così è stato. Una scelta intrapresa subito dopo il diploma quando con pecore, capre e agnelli ha cominciato a scalare le Dolomiti, dormendo sotto le stelle dopo aver recintato gli animali per difenderli da quelli selvatici. Niente televisione, solo paesaggi, panorami e un cellulare quasi sempre senza campo.

Le notizie le apprendeva dai cartelli affissi nei rifugi, ma non per questo non era aggiornato sugli avvenimenti politici o d’attualità. Un giorno è sceso a valle. In disco con gli amici – perché anche gli agricoltori sanno divertirsi – conosce lei, piemontese, forse in vacanza in Alpago, appassionata di cavalli, cani, della vita all’aria aperta. Stregati entrambi senza indugio – Davide rappresentava per Daniela tutto quello che avrebbe sempre voluto – partono su per le montagne. Giorni e notti insieme radunando le bestie, chiamandole tutte per nome con l’aiuto di inseparabili compagni di viaggio a quattro zampe come il fido Turbo.

cane
Alla domanda come va ? Davide un dì rispose: “Bene, metto su quattro muri e mi fermo”. Una casa? No! Una stalla per lavorare e continuare con fatica che tempra il sentimento. Così Daniela torna a studiare nella terra d’origine per mesi e diventa esperto casaro. Mattone dopo mattone l’amore edifica il loro progetto: un laboratorio, un ricovero, uno spaccio. Le uscite ad alta quota sono meno e prevedono il rientro, quelle al bar sempre le stesse: praticamente azzerate. Nel frattempo le immagini pubblicate nei social network riguardano i loro prodotti, ricotte, formaggi, yogurt o le loro avventure raccontate in qualche riga come gli attacchi degli orsi notturni o un parto felice.

Tutto procede nella quotidianità fino all’ultimo scatto quello di sabato scorso nel giorno delle loro nozze.
Più che una favola a lieto fine la gente riconosce in questi ragazzi una storia vera che solo qualche giornale ha riportato in maniera autentica, altri infatti hanno preferito ricamarci su, togliendo a questa coppia quell’autenticità di cui vanno fieri. I loro sorrisi disarmanti quanto la bellezza continuano a produrre “like”. E’ questo che la comunità ha condiviso cliccando su “mi piace” l’esempio di una nuova generazione impegnata ed affascinata dalle cose semplici e da quanto offre la natura.
L’82% degli italiani  è stato in un’azienda agricola ad acquistare prodotti che giudica più saporiti, genuini e controllati rispetto a quelli provenienti da altri Paesi. Il 69% conosce un agricoltore personalmente e pensa che guadagni poco rispetto al lavoro che fa e al ruolo determinante svolto per la tutela dell’ambiente, per la conservazione della tradizione contadina e la manutenzione del territorio. Addirittura il 60% dei cittadini sarebbe contento di far sposare alla propria figlia un agricoltore.

tomaGrazie alla relazione sociale favorita dai numerosi mercatini agricoli, dalla vendita diretta dal produttore al consumatore, alle norme che hanno consentito di ampliare le modalità del fare impresa agricola qualcosa è cambiato nella percezione generale.
Nonostante ancora oggi la pubblicità li voglia “villici” per vendere opportunità telefoniche, qualche politico inneggi al motto “braccia rubate all’agricoltura” per identificare qualcuno che non ha un cervello fino, gli agricoltori si sono conquistati il loro meritato riscatto sociale.

Se in tre anni il Veneto è stato caratterizzato da un incremento di under 40 che hanno scelto l’agricoltura per i loro investimenti e progetti imprenditoriali vuol dire che qualcosa sta succedendo: una sorta di rivoluzione silenziosa che sta portando alla luce un’economia reale.
sposiSpazio dunque ai viticoltori, allevatori, operatori agrituristici e didattici, pescatori, orticoltori persino pastori che con i numeri da primato e un valore della produzione che supera i 5 miliardi di euro.

testo di Sandra Chiarato (grazie)

  • miki |

    Grandissima ammirazione.

  • MARIA |

    NONOSTANTE GLI SFORZI, PER TOGLIERE LORO UN FUTURO, DELLE GENERAZIONI PRECEDENTI E DELLA POLITICA, QUESTI RAGAZZI, INSIEME A TANTI ALTRI, VANNO AVANTI A TESTA ALTA DANDOCI CORAGGIO E SPERANZA PER IL FUTURO DELLA NOSTRA NAZIONE!
    BRAVI…ANZI BRAVISSIMI…
    E NOI CON PIU’ ANNI PRENDIAMO ESEMPIO DA LORO…

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