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Bee Safe, una startup contro il rischio di shock anafilattico da puntura di ape (puntando sulla prevenzione)

Si chiama Bee Safe ed è una delle startup in gara, nel settore scientifico, per la finale della Start Cup FVG 2015, competizione tra nuove idee d’impresa e aziende innovative già costituite.
L’idea è quella di aiutare a prevenire gli shock anafilattici da punture di api e affini: spesso il soggetto infortunato non sa affatto di essere allergico, fino a quando non viene punto. La firma è di SOFìA, startup innovativa iscritta alla sezione speciale del registro delle imprese che sviluppa prodotti innovativi per la sicurezza sul lavoro (qui i guanti anti infortunio testati sacrificando un bel po’ di wurstel); nel team anche due medici della facoltà di Medicina dell’università di Udine, Ugo Da Broi (medico legale) e Alberto Degrassi (immunologo).

</span></figure></a> Il team di Bee Safe
Il team di Bee Safe

Il progetto è di identificare in modo preventivo se una persona è già sensibilizzata, sotto il profilo

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immunologico, al veleno e può dunque sviluppare una reazione grave (shock anafilattico), che secondo i dati dell’OMS costa la vita a circa 10 persone ogni anno in Italia. Un kit di misurazione del genere potrebbe avere un mercato che va da quello domestico (autodiagnosi) fino ai presidi dedicati alla sorveglianza sanitaria su lavoratori o operatori che svolgono attività all’aperto o in aree rurali.

A differenza dei test di laboratorio normalmente praticati in ospedale su soggetti a rilevante rischio di reazioni anafilattiche anche mortali, la tecnologia Bee Safe può essere utilizzata in ambito extra ospedaliero, per determinare la presenza di sensibilizzazione al veleno e l’innesco di una reazione pericolosa in modo veloce, con uno strumento simile a quello per la misurazione rapida (e autogestita) della glicemia nei soggetti diabetici. Non serve un medico vicino, si può fare anche in aperta campagna, non api-alvearecomporta rischi (basta una goccia di sangue). Nella sua versione Home (l’altra è la Hospital) il prodotto potrebbe ricavarsi un mercato di 500mila pezzi all’anno, maggiormente nelle stagioni di massima concentrazione degli imenotteri.

Il 26 ottobre, nella finale di Start Cup, verranno premiate a Trieste 4 idee innovative e quattro startup già avviate. La competizione è organizzata e promossa da Università degli Studi di Udine, Università degli Studi di Trieste, SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, Gruppo Giovani Imprenditori Confindustria FVG, AREA Science Park, Friuli Innovazione, Innova FVG, Polo Tecnologico di Pordenone, Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, Fondazione CRTrieste, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia, Mediocredito FVG, Banca Popolare di Cividale.