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Un’ottima annata (per le zanzare): la multinazionale trentina dell’insetticida cresce dell’11,8%

“La buona stagione degli insetticidi riflette le favorevoli condizioni climatiche nei mercati europeo e sudamericano”, recita il comunicato. Favorevoli per le zanzare, s’intende: un’estate tanto calda e umida, circostanze più che adatte adatte allo sviluppo delle larve di zanzara. Abbastanza da far crescere dell’11,8% (più 8,8 milioni) il fatturato del secondo trimestre di Zobele Group, principale produttore mondiale di dispositivi per la cura della casa e della persona. Insetticidi dunque, oltre a profumi domestici.

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In principio fu lo zampirone (dal nome dell’azienda veneziana che per prima lo inventò): un must delle estati anni Settanta e Ottanta. L’azienda, fondata nel 1919, già nel 1930 era leader europeo nella produzione di carta moschicida, per poi avviare dal 1960 la produzione delle spirali antizanzara. Oggi si sono diffusi i dispositivi da collegare a una spina elettrica, che diffondono la sostanza contenuta in un liquido o in una tavoletta impregnata. E quando la tecnica di produzione degli apparecchi si è perfezionata, la strategia di diversificazione ha portato Zobele a produrre anche profumi per ambiente (casa, auto).

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Il tutto con solide basi a Trento, dove l’azienda ha da sempre sede e dove ogni prototipo – messo a punto nei centri di ricerca di Barcellona e Singapore – viene sviluppato, ovvero reso adatto alla produzione in serie. Perché in Spagna e Sud Est asiatico? Perché il governo spagnolo, in modo molto lungimirante, ha dato ampio sostegno alle attività di ricerca e sviluppo, così che un’impresa può trovare in un network ben più delle competenze che potrebbe permettersi di assumere al proprio interno. Singapore, invece, è il cuore delle tecnologie elettroniche e di miniaturizzazione (utili se vuoi costruire un aggeggino capace di sparare profumo ogni tot minuti, o al solo passaggio di una persona nelle vicinanze).

Oggi nella proprietà figurano due nipoti del fondatore (Enrico Zobele è presidente) con circa il 25% delle quote. La maggioranza (circa 75%) è del fondo inglese Doughty Hanson, quel che resta del management. Come ha fatto l’industria quasi centenaria a reggere l’urto della concorrenza globale? “In tre mosse”, sintetizza Roberto Schianchi, ceo di Zobele Group.

</span></figure></a> Roberto Schianchi CEO Zobele Group
Roberto Schianchi CEO Zobele Group

La prima mossa vincente è stata diventare un operatore “one stop shop”, ovvero l’unico capace di seguire ogni fase, dall’innovazione di prodotto alla consegna. “Con i clienti che poi distribuiscono a proprio marchio abbiamo rapporti che durano da 30, 40 anni, e mai un reclamo o la necessità di richiamare pezzi malfunzionanti. Marchi del calibro di Procter & Gamble o Henkel difficilmente rischiano un ribasso, insieme ai costi, della qualità. Il fattore fedeltà però non sarebbe sufficiente senza la garanzia di seguire ogni fase, la progettazione, l’industrializzazione. Magari puoi trovare un fornitore che ti fa una parte del lavoro a un costo minore, ma poi come lo raccordi con il resto del processo?”.

Altro elemento di forza: la copertura globale: Zobele oggi gestisce impianti di produzione in sei nazioni (Messico, Cina, Italia, Bulgaria, Brasile e India), con centri di sviluppo e design in cinque Paesi (Italia, Spagna, Messico, Cina e Bulgaria). Dal Messico puoi vendere in tutto il NordAmerica, dalla Cina copri il – grande – mercato asiatico. E riesci anche a cogliere le differenze: se fai profumi per la casa, ad esempio, devi proporre fragranze più dolci al consumatore asiatico, stagionalizzate e floreali se sei in primavera, con un tocco di alimentare all’americano medio (caffè ad esempio, e cannella nel periodo natalizio).

</span></figure></a> Lo stabilimento cinese
Lo stabilimento cinese

Le zanzare, quelle no: non richiedono diversi tipi di insetticida. L’estate 2014 era stata avara di insetti, e dunque di affari, ma il caldo del 2015 ha fatto crescere la voglia di cenare fuori o stare con le finestre aperte, e dunque il consumo. Sul buon andamento delle vendite ha pesato anche il lancio di un nuovo prodotto (nella categoria dei beni per la cura della persona) e l’andamento del dollaro rispetto all’euro, che si sono combinati con la sostenuta domanda di insetticidi tanto da portare il fatturato del primo semestre 2015 a 152,3 milioni. Oggi Zobele ha qualcosa come 4.466 dipendenti in tutto il mondo (dato aggiornato al 31 dicembre 2014), con notevoli oscillazioni stagionali e picchi di domanda. Dipende in buona parte dal clima e da come si moltiplicano le zanzare, appunto.