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Cinque donne al comando dell’azienda (dipendenti tutti uomini): alla Monte Sport la formula dell’equilibrio

La Monte Sport Srl, base a Montebelluna, è stata fondata da Santino Pincin e Giovanni Torresan nel 1985, nel pieno del boom del settore dello sportsystem trevigiano. Negli anni l’azienda è cresciuta, ha ampliato la produzione ed esteso la gamma avviando collaborazioni con marchi noti di calzature sportive.
La svolta arriva nel 2011, quando alla guida arriva la seconda generazione: le due figlie di Santino Pincin, Laura e Paola, e le tre di Giovanni Torresan, Annarosa, Barbara e Claudia. Un team dirigente tutto al femminile, unico nella Marca – probabilmente non solo qui – che guida un team di dipendenti e collaboratori interamente maschile.

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Anche gli ultimi assunti del 2015, tre ragazzi, sono maschi.

“La produzione è da sempre un reparto che vede gli uomini in maggioranza – racconta Barbara Torresan – Ognuna di noi ha avuto almeno un’altra esperienza lavorativa prima di entrare in azienda, ma il fatto di essere cresciute in questa realtà e di avere “respirato” la passione e la dedizione dei nostri padri ci ha reso facile trovarci, poi, nella veste delle titolari. Allo stesso modo i dipendenti sapevano da dove venivamo, e che non c’era nulla di improvvisato”.

Gli stessi padri avevano fondato la Monte Sport  forti dell’esperienza maturata in una precedente esperienza imprenditoriale, quella della T. P. Sport (fondata nel 1973), che produceva calzature da montagna e da lavoro.

Negli anni l’azienda ha puntato su tradizione e innovazione anche nel prodotto e ha scelto di mantenere e valorizzare la produzione interamente “made in Italy”, senza cedere a quella tentazione della delocalizzazione che, dagli anni Novanta, aveva allettato molte realtà del distretto. Allo stesso tempo si è iniziato a investire nelle risorse umane e in una maggior ricercatezza: calzature da trekking e outdoor, snow, freetime e hunting.

Montesport_titolariIl passaggio generazionale era stato pensato e preparato a lungo, con cura; quando un dipendente lasciava un ruolo (per età o per altre scelte) una delle cinque figlie si inseriva: così è stato per Barbara con la contabilità. La svolta è avvenuta nel luglio del 2011: la scomparsa di uno dei fondatori rendeva necessario ufficializzare la nuova compagine, e così è stato.
“A partire dal 2011 – spiega Barbara Torresan – abbiamo cercato di instaurare con dipendenti e collaboratori, tutti uomini, un rapporto più diretto e basato sulla reciproca comprensione. Sul fronte della produzione, invece, l’obiettivo è stato quello di lavorare sullo stile, per accontentare una clientela sempre più attenta ed esigente, affiancato da un importante investimento in pubblicità e comunicazione in Italia e all’estero”.

Il lavoro si regge su “armonia, e sulla capacità di trovare sempre un punto di incontro, nonostante siamo cinque donne molto determinate”, spiega Barbara Torresan. “Per gli uomini è più naturale fare squadra, tuttavia noi cinque sempre state convinte il successo e la crescita dell’impresa siano più importanti di ogni diversità di opinione”.

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Un equilibrio che funziona, ormai da 5 anni, e che si regge anche su una netta divisione dei compiti: Laura sovrintende la prima fase della produzione e Claudia la fase finale fino all’inscatolamento, Barbara si occupa della contabilità, Annarosa degli aspetti commerciali e Paola di acquisti e controllo. Oggi hanno tutte intorno ai 40 anni – chi qualcosa in più, chi meno – e otto figli in cinque, più uno in arrivo. Un laboratorio di conciliazione fra imprenditrici: “Abbiamo scelto scuole che ci consentono l’orario prolungato, qualcuna ha l’aiuto dei nonni, altre contano su mariti che hanno maggiore flessibilità”, racconta Barbara. Con loro c’è un’unica altra ragazza, non della famiglia, che lavora in produzione.

Così la Monte Sport ha appena tagliato il traguardo dei 30 anni con un fatturato 2015 in crescita del 20 per cento rispetto all’anno precedente e un export che in qualche anno ha superato il 60%: oggi le calzature prodotte sono richieste in Nord Europa, in Grecia, in Ucraina, in Russia, in America del Nord e in Giappone.