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Gli industriali di Trento, Bolzano e Tirolo contro le barriere al Brennero: non servono nuovi confini

Le firme sono quelle di Reihard Schretter, Stefan Pan e Giulio Bonazzi, rispettivamente presidente di IV-Tirol,  Assoimprenditori Alto Adige e Confindustria Trento, che hanno concordato una posizione comune sulla possibile chiusura dei confini al Brennero e sulle ripercussioni sul futuro dell’Europa

“L’Europa rappresenta pace e benessere – scrivono -. In questo contesto l’Euregio è un modello virtuoso e la collaborazione transfrontaliera un esempio da esportare.
Nell’Euroregione Trentino-Alto Adige-Tirolo vivono 1,8 milioni di persone. Il Pil pro capite raggiunge un livello di eccellenza pari a oltre 38mila euro ed è di gran lunga superiore alla media europea. Anche il tasso di occupazione è tra i più alti d’Europa. Esportazioni per circa 18 miliardi di euro e 18 milioni di arrivi turistici all’anno sottolineano la centralità dell’internazionalizzazione”.

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La forza economica del nostro territorio garantisce un’elevata qualità della vita ai suoi abitanti e allo stesso tempo attira persone da fuori. In particolare i profughi, che sono costretti ad abbandonare il proprio Paese, si orientano verso territori in cui sono maggiori il benessere e le opportunità occupazionali. Si tratta in particolare delle regioni economicamente più forti, contraddistinte da una forte presenza industriale, come l’Italia del Nord, l’Austria, la Germania o i Paesi Scandinavi.

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Le rappresentanze industriali dell’Euregio – Industriellenvereinigung Tirol, Assoimprenditori Alto Adige, Confindustria Trento – sono convinte che sia indispensabile una soluzione complessiva europea che rafforzi i confini esterni dell’UE, promuova la compartecipazione solidale di tutti i Paesi europei e che intervenga a diminuire i flussi migratori attraverso il sostegno diretto dei Paesi di provenienza dei migranti.

Con altrettanta convinzione affermiamo che non servono nuovi confini interni all’Unione Europea. Gli oltre 70 anni di pace della recente storia europea hanno permesso al nostro continente di diventare l’area più avanzata e quella con le migliori prestazioni sociali a livello mondiale. Non possiamo rinunciare a quanto ottenuto per via di interessi individuali di singoli Stati. L’Unione Europea ha contribuito a rafforzare gli scambi commerciali tra i nostri Paesi, a farci diventare una società più aperta, a sostenere lo sviluppo scientifico e tecnologico che migliora in maniera determinante la nostra qualità della vita.

Tutto questo è stato possibile perché l’Europa ha saputo abbattere muri che sembravano incrollabili – l’Europa non ha bisogno di nuovi steccati!
L’Europa rappresenta un insieme di regole e valori comuni. La loro accettazione da parte dei nuovi cittadini nel processo di integrazione è inderogabile. L’Euregio come terra plurilingue e piattaforma di incontro tra culture diverse può fungere da apripista.

C’è bisogno di una nuova Europa con soluzioni concrete. E’ necessario creare condizioni di vita dignitose, promuovere la formazione e l’apprendimento linguistico dei migranti, aprirci al potenziale dei nuovi cittadini attraverso una valutazione puntuale e un rafforzamento delle loro competenze. Queste soluzioni richiedono impegno sociale e investimenti pubblici. L’individuazione di nuove risorse da investire passa inevitabilmente attraverso la ricerca di una maggiore efficienza a tutti i livelli e di un rafforzamento della competitività del nostro territorio.

Ci troviamo davanti ad una sfida globale. L’Europa ha la possibilità di tornare a ricoprire quel ruolo guida a livello mondiale che l’ha contraddistinta in passato e la nostra Euroregione può fornire un contributo concreto per rafforzare sempre di più lo spirito europeo.