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Mappa interattiva delle imprese guidate dalle donne a Nordest (potrebbe andare meglio)

Come stanno le imprese femminili a Nordest? Potrebbe andare meglio, diciamo. A cominciare da un dato: in Veneto, ad esempio, sono a quota 20% del totale aziende, ovvero uno tra i valori più bassi del Paese (ci sono regioni che arrivano al 33%).

Fra le province, domina Padova, che registra anche la maggiore crescita: +1,5% in un anno (basta cliccare per vedere i due anni a confronto, e passare il cursore sulla provincia per vedere il numero assoluto di imprese). I dati sono Unioncamere.

 

 

 

Volendo guardare all’Italia intera, c’è poco Nordest fra le province dove sono più numerose le aziende che veodno donne nei ruoli direttivi (che siano presidenti o vice, amministratori delegati o altro). L’analisi dei numeri questa volta è firmata Atoka (software della startup SpazioDati).

Il Triveneto non compare nell’elenco delle province meglio disposte per una leadership anche (ma non solo) femminile: spiccano infatti realtà del centro e del nord Italia. Al contrario, se andiamo a vedere i valori più bassi di donne al timone, si trovano molte province del Sud: la parità raggiunge i minimi a Foggia e Vibo Valentia, dove solo 24 aziende su 100 hanno il genere femminile al top (e dunque 76 aziende non hanno alcuna donna dirigente), e anche in questo caso manca il Nordest.

Curioso il risultato dell’analisi che parte dal ruolo maschile, e qui si le province trivenete abbondano. A Bolzano, il 92% delle aziende ha almeno un uomo ai vertici. In questa classifica c’è molto Nordest: Trieste, Udine, Pordenone, Treviso, Vicenza e altre ancora. Dunque territori dove la presenza maschile fra i dirigenti è preponderante, a prescindere da quella femminile (in cariche diverse, uomini e donne possono coesistere nella stessa impresa). La percentuale di uomini al vertice scende dirigendosi verso Sud.

Stupisce che, in fondo, fra la provincia più avanzata (in termini di accesso alla carriera) che ha il 36% di aziende con almeno una donna al top, e quelle più arretrate (24%) non ci sia poi una enorme differenza: 12 per cento. Con una conclusione: le donne non raggiungono mai, mai, la metà degli organici ai vertici delle aziende, in alcun posto sul suolo italiano.