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Scuole che seminano per il futuro: al liceo artistico cresce un orto

Oggi, 8 giugno, è suonata la campanella dell’ultimo giorno di scuola per gli studenti veneti. La scuola chiude, ma quanto seminato durante l’anno scolastico continuerà a dare frutti nei prossimi mesi. È a partire da questa prospettiva che a Vicenza è nata una collaborazione tra il liceo artistico Boscardin e il Villaggio Sos. Tutto ruota attorno a un orto costruito dagli alunni nel giardino della scuola, nell’ambito di un progetto proposto dall’ortoterapista Nicoletta Caccia.

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Il progetto, iniziato in gennaio, ha coinvolto i ragazzi della classe IV dell’indirizzo Design che – dopo un intenso lavoro di progettazione – hanno costruito in legno il supporto per un orto armonioso e accessibile a tutti, e altri 6 studenti tra i 16 e 19 anni che hanno seminato, piantato, coltivato, seguiti con costanza dalle docenti Camilla Sala e Mariella Baudo.
Le insegnanti, insieme a Nicoletta Caccia, hanno portato avanti durante tutto l’anno questa esperienza formativa a contatto con la natura.

“La natura aiuta a vivere e ad apprendere con semplicità, nutre la mente e il corpo, accresce la creatività, rende felici e aiuta la concentrazione – spiega l’ortoterapista -. L’orto aiuta a dare valore al tempo e significato alla pazienza, insegna a prendersi cura di qualcosa e sentirsene responsabili; la natura diventa il luogo del possibile, spazio di dialogo e di scambio, luogo rassicurante e generativo di idee”.

L’orto del liceo Boscardin è diventato in questi mesi non solo uno spazio formativo, ma anche di socialità: tra i ragazzi della scuola, gli insegnanti e verso l’esterno, da quando il Villaggio Sos di Vicenza, che accoglie giovani vulnerabili  (conoscete la loro impresa del Pane quotidiano?) si è avvicinato all’orto con l’idea – nata dalla dirigente, Mariapia Veladiano – di gestirlo nei mesi estivi, quando la scuola è chiusa.

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“Ho realizzato un orto scolastico anche in Trentino e so che il problema è l’estate, perché un orto richiede la cura e la costanza – spiega la dirigente -. Ma allora ci si deve ricordare che la scuola è dentro una comunità e alla comunità si apre e chiede collaborazione”. Da qui l’idea di coinvolgere il Villaggio Sos, la cui sede è poco distante dal liceo.

Alcuni ragazzi delle case famiglia del Villaggio hanno iniziato a frequentare l’orto dal mese di maggio e, a partire da questa settimana, se ne prenderanno cura, dandogli l’acqua necessaria e raccogliendone poi i frutti, che saranno messi a disposizione delle case del Villaggio Sos.
“Ripenso ai momenti in cui siamo stati all’orto con i ragazzi del Villaggio: le loro mani nella terra, una bimba che canta le canzoni alle piante per farle crescere più veloci, un ragazzo che si sente grande usando la sparapunti per fissare il telo dentro le vasche dell’orto mobile – racconta Marta Trecco del Villaggio Sos di Vicenza -. Ma anche gli operatori che ci hanno accompagnato, che hanno imparato che il basilico dei terrazzi delle case non cresceva perché non era mai stato potato. Sarà una bella esperienza di cura, costanza e di piccole “naturali” soddisfazioni da condividere, sia al Villaggio, che con i ragazzi del Boscardin al loro ritorno”.

In questo modo, uno spazio di cura – come un orto -, oltre a riempire di stupore la fantasia dei ragazzi con lo spuntare di una foglia e il lento apparire di un colore sul pomodoro – come diceva Tonino Guerra -, ha l’occasione di diventare spazio di relazione tra mondi vicini, creando le basi per costruire una rete di socialità e solidarietà sul territorio.