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La pasta che cresce (e ne assume 113): prossima tappa Iran

Nel 2015 ci sono state 56 assunzioni a tempo indeterminato e 39 a tempo determinato nei tre stabilimenti: già nei primi quattro mesi del 2016 sono 18 i nuovi posti di lavoro creati nei siti di Muggia e Rovato. La crescita di Pasta Zara ha un riflesso – positivo – sull’occupazione. In tutto il gruppo operano 447 dipendenti.

Il 2015 si chiude con il segno positivo anche sotto il profilo del fatturato, in costante aumento, come del resto in tutto l’ultimo quinquennio. Segnali positivi sono già evidenti anche nel primo trimestre di quest’anno, con un incremento della produzione pari al 8,2 per cento e delle vendite (+ 7 %) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: Pasta Zara è il secondo produttore di pasta in Italia e primo per esportazioni: così dimostra di saper reagire di fronte a una congiuntura non positiva su alcuni mercati esteri di riferimento. Basti considerare che si sono praticamente dimezzate in Venezuela e annullate le esportazioni quelle in Russia, dove Pasta Zara è leader nel settore della pasta, per effetto delle sanzioni di UE e Usa e della svalutazione del rublo.

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Il fatturato 2015 si chiude con ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 285 milioni di euro contro i 261 milioni del 2014 (+8,4%). I primi dati relativi alla produzione per il 2016 relativi al periodo gennaio-aprile vedono 94.023 tonnellate contro le 86.864 del medesimo quadrimestre 2015. Per quanto riguarda le vendite del primo trimestre si registra un aumento del 7% in riferimento allo stesso periodo del 2015, anno in cui in totale sono stati venduti 264.387 tonnellate di pasta.

“Sono numeri – dichiara il presidente di Pasta Zara Furio Bragagnolo – che dimostrano una capacità di reagire di fronte ad una situazione globale problematica da molti punti di vista. In questo va visto anche l’impegno sempre maggiore nel settore molitorio che in poco tempo ci ha portato ad essere il terzo macinatore di grano duro in Italia. Oltre a rendere sempre più corta la filiera macinazione-produzione (ormai sull’ordine delle decine di chilometri contro le centinaia di qualche tempo fa) stiamo investendo anche nella realizzazione di colture di grano duro in Italia che saranno importanti – seppur non sufficienti – per coprire il nostro fabbisogno, con interessanti risvolti per il settore agricolo”.

zara2Tra le innovazioni che hanno caratterizzato la fine del 2015 e l’inizio del 2016, strategiche quelle del lo stabilimento di Muggia: è entrata in rodaggio la Linea 16 che, con una capacità produttiva di 12 tonnellate di pasta all’ora detiene il record mondiale di produzione di pasta corta, mentre è prossima l’entrata in operatività del magazzino autoportante completamente automatizzato che permetterà la movimentazione di ben 66mila pallet-prodotto finito, con una potenzialità di stoccaggio di 26.600 tonnellate di pasta, su una superficie di 11mila mq alta dieci piani che fa di questa struttura una delle più capaci esistenti in Europa.

“Inoltre – prosegue  Furio Bragagnolo – continua un forte investimento nel risparmio energetico, che attualmente interessa lo stabilimento di Rovato (Bs) sul fronte della cogenerazione, mentre stiamo sperimentando un sistema innovativo nella produzione che ci permetterà di utilizzare meno energia. A questo si aggiunge il lavoro che stiamo svolgendo con Aidepi (l’associazione nazionale dei produttori di pasta) nel Pef Pilot Pasta nell’ambito della Commissione Europea dove emergerà l’impronta ecologica della nostra produzione che, sottolineiamo, di fatto non produce scarti”.

Pres. Furio Bragagnolo
Rispetto ai mercati esteri, dove la diffusione di Pasta Zara è attestata in 108 Paesi del mondo, “continuerà l’impegno per combattere la concorrenza sleale dell’italian sounding, ovvero quelle produzioni agroalimentari che simulano una origine italiana ma che ovviamente non hanno nulla a che vedere con la tradizione e sopratutto la qualità del vero Made In Italy – prosegue Bragagnolo – un fenomeno che ci danneggia e che purtroppo sta dilagando. Per verificarlo basta andare nelle fiere agroalimentari internazionali”.
Sempre rispetto alle esportazioni, l’anno in corso si sta rivelando foriero di un ulteriore rafforzamento sui mercati esteri: “Sotto questo aspetto l’area più interessante – conclude il Presidente Furio Bragagnolo – risulta essere il Medio Oriente, e in particolare l’Iran”.