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L’impresa nata dopo aver lasciato il posto fisso in Comune: “Volevo una vita diversa”. Sono passati 21 anni

“Sono nato a Sauris nel 1959 da Giuseppe, falegname, e Maria Domini, casalinga. Ho tre fratelli: Daniele, Emanuele e Cristina. Mi sono diplomato come perito edile all’istituto Malignani di Udine,  nel 1978. Ho iniziato poi a lavorare all’ufficio tecnico del Comune di Sauris, impiego che è durato ben 16 anni. Per buona parte di questo periodo ha ricoperto il ruolo di sindaco Luca Petris, noto per  il suo impegno a favore della comunità, nonostante la sua cecità. Poi, in me, ad un certo punto è scattato qualcosa. Volevo un vita diversa, meno monotona“.

Fausto Schneider è il titolare della Lumiei Impianti: così racconta di quando ha lasciato il posto fisso in Comune, per fare l’imprenditore (a 36 anni).

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“Ho sempre avuto dalla mia parte,  una gran voglia di fare. Mi incuriosiva il settore degli impianti idroelettrici. Ho sviluppato, sin da subito, una certa propensione alla ricerca, volevo capire le novità in materia. Per questo ho cominciato a girare il mondo: America, e tutta Europa, per approfondire un progetto sulle turbine a gas. Finché non ho deciso di fondare una società di produzione di energia elettrica, l’attuale Lumiei Impianti. Ho realizzato le prime centraline per la mia azienda, e poi per conto terzi. Entusiasta di questa prima fase, nel 1999 ho creato con Diego Plos, Helica, azienda con sede ad Amaro, impegnata nel telerilevamento aereo, tutt’ora in attività”.

A dirla così, il racconto del passaggio da dipendente di una pubblica amministrazione a imprenditore sembra essere stato facile. “Invece ho dovuto affrontare mille peripezie. L’importante è non mollare, andare avanti comunque. In un’ottica generale, è bene guardare all’obiettivo finale, senza perdersi nei piccoli problemi che normalmente capitano. Bisogna guardare avanti ed in modo globale. Senza perdersi o perdere la via. Ho sempre dato poco importanza ai problemi, risolvendoli sì, ma senza preoccuparmi troppo.

Un ruolo importante l’ha avuto la famiglia: “Mia moglie, Antonella Petris, mi ha lasciato fare. Abbiamo avuto quattro figli: Silvia, Fulvia, Caterina ed il piccolo Pietro. Tutti loro rappresentano una certezza. Dalla sicurezza di una famiglia solida e che mi ha sempre sostenuto sono partito“.

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Aprire una attività in zona montana porta con sé dei problemi in più: “Io amo molto questa terra, penso che Sauris sia un paese pieno di energia. Pieno di vita, con un modus vivendi semplice, ma carico di energia vitale. Penso che nascere e vivere in montagna regali un grande coraggio. Infatti, i problemi da affrontare, a partire dai primissimi, prettamente di natura logistica, sono tanti e importanti. Molti e molti di più di chi abita in città. Ognuno di noi viene messo alla prova ogni giorno. Diciamo che la montagna aiuta a  tirare fuori il meglio del carattere, o quantomeno lo forgia. Io ho imparato a non avere paura. Anche per questo, forse, ho lasciato l’impiego in Comune per dedicarmi all’attività imprenditoriale’.

C’è spesso un vago senso di inferiorità, indefinito, in queste regioni: “Capita di pensare di avere qualcosa in meno di una qualunque persona che proveniva dalla città. Il motivo? Non lo so. A volte dover dimostrare di più e faticare di più nella vita ha l’effetto di caricare una molla. Sicuramente mi ha reso più umile. Il fatto di vivere qui ha innescato sempre in me un particolare desiderio di viaggiare e vedere cosa c’era al di là delle montagne. Per questo, ho sempre viaggiato moltissimo nella mia vita. Sono sempre tornato a casa però, a Sauris. Vedere il mondo mi ha fatto capire che, alla fine, siamo tutti uguali, nelle nostre differenze. Non c’è nessuno inferiore o superiore ad un altro. In generale penso che non ci sia una ricetta per il successo, o una medicina per l’insuccesso. Tutto deriva e nasce da un’ispirazione. Il fatto di vivere in montagna non esclude nulla”.

E gli insuccessi? Vanno considerati “come una battaglia persa e non la guerra. Ci si addestra all’insuccesso, perché se accade qualcosa che non va bisogna ragionarci su, capirne i motivi. Dentro la parola in-successo c’è anche la parola successo. Serve trovare la chiave per arrivarci, riflettere. Quando mi capita, lascio che la mia mente trovi da sola il bandolo della matassa. La soluzione o l’idea arriva”.

Oggi, l’azienda di Fausto Schneider, la Lumiei Impianti, conta 14 dipendenti e 3 milioni di fatturato, vende in Italia e all’estero (nella foto, con il presidente dell’Albania).

 

  • antonio |

    se al signor schneider può interessare io ho progettato un tipo di centralina idroelettrica da apporre alle briglie esistenti di almeno tre metri di altezza circa senza opere murarie o meglio solo incanalando a centro della briglia l’acqua per un’altezza di venti centimetri con minimo impatto ambientale in quanto la macchina viene nascosta alla vista dallacqua in esubero . cerco qualcuno già nel settore per poter realizzare la mia idea , se interessa al sig. schnaider può contattarmi per telefono n. t.3487115576

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