Piante storiche recuperate, produttori associati: così il FigoMoro del Friuli diventa un caso di successo (e di export)

Un esempio di aggregazione fra produttori agricoli che ha portato a una svolta organizzativa, sia nella trasformazione che nella vendita: da 14 produttori e qualche centinaio di piante si è passati agli attuali 50 consorziati, un volume di fuoco pari a circa 2mila piante che restituiscono 300 quintali di Figo Moro. Lo conoscete? Il FigoMoro da Caneva si produce da sempre sulle colline del Comune di Caneva, in provincia di Pordenone,  e proprio alcune caratteristiche uniche di questo territorio rendono il frutto irripetibile. Il fico che nasce qui trova il carbonato di calcio presente nel terreno,  l’inversione termica che produce un clima più temperato in collina rispetto alla pianura, una costante ventilazione, e una ultracentenaria tradizione di coltivazione e utilizzo. Il FigoMoro da Caneva si mangia con la buccia (che non subisce trattamenti), sottilissima, la polpa è rossa e succosa, dolce con delle sfumature di  gusto intenso, ma delicato e non saziante.

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Viene proposto come prodotto fresco nei mesi di agosto e settembre,  oppure viene trasformato in confetture, salse, prodotti per pasticceria e gelateria ed altro, fra antiche ricette locali e l’aggiunta di  innovative proposte.

Il suo rilancio prevede di arrivare presto a 500 quintali.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAI primi ad aderire al progetto del Consorzio sono state le persone più esperte, con la memoria di un mestiere “che per decenni, in quest’area, ha consentito quel reddito aggiuntivo che permetteva di mandare i figli a scuola – spiega il presidente Sandro Mutton – Poi, negli anni 80 e 90, l’abbandono della terra e delle piccole stalle. Adesso, complice la crisi, la riscoperta sta iniziando ad attirare i giovani, le donne: fra i nuovi soci, e ce ne sono altri tre pronti a entrare, ci sono anche padri che puntano a coinvolgere i figli. A dimora sono state messe circa 2mila nuove piante”.

Un successo che deriva anche dal fatto che la cura delle piantagioni ha costituito una leva importante per miglioramento e manutenzione del territorio, con recupero e valorizzazione delle piante storiche di fico abbandonate, e la sistemazione dei ripidi declivi che caratterizzano per la loro naturale posizione e composizione del terreno, le qualità uniche del prodotto.

FMC-FOTO-P04E poi c’è la commercializzazione, un altro caso di studio: i riconoscimenti quale miglior prodotto dell’anno ottenuti nel 2012 e nel 2013 alle competizioni nazionali ed internazionali per il gelato al Figo Moro hanno aperto le porte all’esportazione in Germania e Inghilterra, sia con il fresco sia nelle altre numerose declinazioni: confetture, salse sino ai preparati per il gelato.

In questi giorni, da luglio ad agosto, va in scena la raccolta che culmina, a fine mese, con la maturazione dei frutti più pregiati. «Ma è anche l’occasione – spiega Luca Penna, direttore di ConCentro – per festeggiare i 10 anni del Consorzio del Figo Moro di Caneva, costituito nel 2006 con l’obiettivo di recuperare e valorizzare questo prodotto esclusivo che cresce nella pedemontana orientale pordenonese. Un caso di studio servito in tavola”.

FMC-FOTO-F03Camera di Commercio e Azienda Speciale ConCentro presidiano prodotto e mercato sostenendo l’attività di espansione di un prodotto tipico dell’enogastronomia locale lavorando al fianco del Consorzio del Figo Moro da Caneva, dei Comuni di Caneva e Pordenone e delle Associazioni di categoria. Gli appuntamenti in programma culmineranno il 28 agosto a Caneva dove si potrà conoscere non solo il Figo Moro – con la raccolta dei frutti nelle piantagioni – ma anche apprezzare le eccellenze del territorio, con l’apertura eccezionale degli scavi archeologici del sito palafittico Unesco del Palu e le foci del Livenza che ospitano le esposizioni di Land art “Humus Park”. Tutto il programma degli eventi su www.pordenonewithlove.it