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Rio, sul podio tute e attrezzi made in Italy (una azienda su quattro è del Nordest)

Il veronese di Isola della Scala Elia Viviani, a bordo di bici Pinarello, medaglia d’oro su pista, è solo l’ultimo l’ultimo tassello di Nordest salito sul podio ai Giochi olimpici di Rio: prima di lui la friulana Chiara Cainero (nella stessa regione si allena anche il sudafricano Wayde Van Nierick, re dei 400 metri), la stessa portabandiera è la veneta Federica Pellegrini. E le aziende? Sono del Nordest il 40% delle associate ad Assosport, che con l’Agenzia ICE nei giorni precedenti l’avvio dei giochi ha organizzato un fashion show al Consolato Generale d’Italia per presentare ad una platea internazionale l’eccellenza dei prodotti sportivi Made in Italy. Hanno sfilato, fra le altre, Lotto, Sidi Sport, Castelli Cycling, CMP, Dainese, Deha, Pinarello, La Sportiva.

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rio5Un’iniziativa nata per consentire ad un numero sempre maggiore di brand italiani di accedere ad un mercato, quello brasiliano, che – nonostante le difficoltà interne – mostra importanti opportunità. “Le vendite di articoli sportivi nel Paese sono a quota 10 miliardi di dollari, si stima che arriveranno a 14 nel prossimo triennio, anche grazie all’effetto traino delle Olimpiadi” dice il presidente Luca Businaro.

Gli addetti delle 130 associate di Assosport nel 2015 erano oltre 13mila unità, il fatturato aggregato delle aziende Assosport ammontava a 4,5 miliardi (+ 2,6% sull’anno precedente), pari al 60% del fatturato aggregato totale delle oltre 900 aziende che producono articoli sportivi in Italia (dati Cerved Group). L’export è in aumento del 9,77 % rispetto al 2014, i primi dati del 2016 (gennaio-marzo) parlano di ulteriore crescita del 6,20% rispetto il primo trimestre del 2015.

Stimolato dagli eventi sportivi ospitati negli ultimi anni – Confederations Cup nel 2013, Coppa del mondo di calcio nel 2014, e Olimpiadi nel 2016 – il Brasile è nella top 10 dei Paesi che consumano articoli sportivi e con aspettive di ulteriore crescita. Il Paese ha conosciuto nell´ultimo decennio una crescita sostenuta, con un aumento della classe media (oggi oltre il 57% della popolazione) accompagnata da una netta riduzione della povertà (circa 40 milioni di persone in 10 anni), sebbene gli effetti della crisi siano evidenti anche in Brasile.
Da considerare che, nonostante il calo delle importazioni brasiliane (- 4,45% in totale e -8% dal blocco Europeo), l’Italia rimane il secondo fornitore europeo del Brasile dopo la Germania.

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“Eventi di tal rilevanza – spiega il presidente di Assosport Luca Businaro – sono una vetrina per promuovere lo sport e le aziende che lavorano per lo Sportsystem. Abbiamo deciso di proporre una sfilata di prodotti per dare la massima visibilità all’impresa made in Italy e alle nostre imprese. Gli occhi di tutto il mondo sono puntati su Rio, è fondamentale cogliere questa opportunità”. C’erano scarpe e tute da ginnastica, abbigliamento tecnico, zaini e borsoni, tutto l’equipaggiamento necessario per lo sport e il tempo libero. I partecipanti, 150, hanno poi incontrato giornalisti, istituzioni e operatori locali interessati a conoscere le aziende italiane e a intraprendere eventuali relazioni commerciali.

“Abbiamo avuto ottimi riscontri – dichiara Businaro – dopo il Fashion Show organizzato a Baku nel 2015 in occasione dei Giochi Europei e abbiamo voluto ripetere l’esperienza: ci auguriamo che anche quest’anno alcuni dei brand coinvolti grazie all’evento possano investire in nuovi mercati”.

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