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In fabbrica con il buffet di verdura, il check-up a costo zero e il fisioterapista

La qualità della vita, e quindi anche del lavoro, passa attraverso un corretto stile di vita: dunque una dieta sana, una pratica costante di esercizio fisico, prevenzione e attenzione all’aspetto sia fisico che psicologico. Alla Electrolux è diventato quasi un mantra, che lo ha trasformato in un progetto ambizioso con due partner strategici – Unindustria Pordenone e Azienda Sanitaria 5 – che hanno dato il proprio contributo per completare la filiera virtuosa dello starbene.

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In Zanussi, ora Electrolux, l’attenzione alla persona non è mai venuta per seconda: nelle unità produttive, già negli anni Cinquanta, parole come sicurezza e prevenzione non erano desuete, una tradizione proseguita sino a oggi con costanza e metodo. Non a caso, a Porcia per esempio, su circa 1.500 addetti, gli infortuni si contano sulle dita di una mano e l’obiettivo che solo vent’anni fa pareva un utopia di «un anno senza infortuni», fatti i debiti scongiuri, parrebbe in vista.

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Electrolux ha parallelamente lavorato sulla salute attivandosi sul miglioramento ergonomico delle postazioni di lavoro e, oggi, sulla costruzione e valorizzazione del wellness dei propri dipendenti anche fuori dal lavoro. Come? «Operando su quattro distinti ambiti – spiega il plant manager di Porcia, Emanuele Querin – che sono la conoscenza, la prevenzione, l’educazione al mangiar sano e il movimento».

Affinché la conoscenza sia adeguata, Electrolux organizza corsi e conferenze su temi di attualità ed educazione sanitaria che incuriosiscono, come cucina biologica e prevenzione dell’obesità. In termini di prevenzione è in programma una collaborazione con l’ambulatorio e il servizio di medicina del lavoro interno per la promozione di campagne mirate come il check-up cardiologico, ecc., senza l’odiosa eventualità delle file e, particolare non trascurabile per il dipendente, a costo zero.

electrolux4Il mangiar sano entra tangibilmente nella vita dei dipendenti poiché la mensa propone quotidianamente piatti ad hoc mettendo, parimenti a disposizione, un ricco buffet di verdure cotte e crude. Lo stesso avviene, con modalità differenti, nei distributori in reparto. Il movimento è stimolato da gruppi di camminata organizzati, così come per la ginnastica: movimento in sicurezza che evita pisoli troppo lunghi sul divano a discapito della salute. Tra le opportunità anche quella di avvalersi in stabilimento di un osteopata / fisioterapista.

È stato fatto di più, con una vera e propria indagine epidemiologica condotta dal dipartimento di Prevenzione della Azienda Sanitaria 5 che ha verificato – e verificherà nel tempo – l’impatto sul cambiamento agli stili di vita, o sui desideri connessi, con questionari e rilevazioni. La prima indagine, condotta su 400 lavoratori a Porcia, per esempio, ha dimostrato come quest’iniziativa solleciti ad intraprendere un diverso stile di vita visto che l’11% dei fumatori ha dichiarato di voler smettere. Per contro oltre il 38% ha detto di non praticare attività fisica settimanale. Il 56,9% degli intervistati, infine, è risultato essere normopeso. Per quanto concerne il benessere psicologico in azienda o fuori dell’ufficio, è emersa una condizione più che soddisfacente (buona) nei rapporti con superiori, colleghi, famigliari e amici, con un dato medio compreso tra il 50% e il 62%. Molto basso il tasso di assenza per malattie stagionali: da 0 a 3 nel 71% dei casi, da 4 a 10 per il 22% e da 11 a 30 per l’1 per cento.

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«Unindustria supporta il miglioramento dei livelli di sicurezza e salute dei propri associati – ha detto il presidente, Michelangelo Agrusti – partendo da casi pilota di esperienze di successo, come questa, allo scopo di mutuarle, per quanto possibile, in altre aziende interessate a percorrere analoghi percorsi senza la necessità di partire da zero, facendo quindi tesoro di precisi punti di forza. L’Unione ha inoltre il compito di facilitare il contatto tra associati e istituzioni – nel caso di specie l’AAS 5 – e sosterrà nei confronti di Inail la riduzione delle tariffe per chi effettua questo genere di investimento».

L’AAS 5, con il dipartimento di prevenzione diretto da Lucio Bomben, assicura invece al progetto il necessario coordinamento scientifico e il raccordo con le iniziative di prevenzione condotte nel territori dalla sanità pubblica sia mediante i medici di famiglia sia i Distretti sanitari o, per i problemi più gravi, con i dipartimento delle dipendenze. Si fa inoltre raccordo con altre esperienza di questa tipologia condotte in altri territori d’Italia come la Lombardia ed il Veneto che stanno supportando attivamente le Aziende che sostengono la salute dei propri lavoratori.

Alla Came di Treviso, ad esempio, è stato avviato il progetto food@work: prodotti biologici, di stagione e a Km zero, per contribuire a sostenere le produzioni agricole locali e a rispettare l’ambiente (niente fragole a dicembre, per esempio).