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Due 18enni chiamati dalle imprese per spiegare ai giovani come cadere, ripartire, programmare il futuro

Le mani fra i capelli di Fedez e l’urlo degli altri giudici: quando – subito dopo avere conquistato il posto al live – era stato costretto a cedere la sedia ad un altro concorrente, Gabriele aveva pensato a uno scherzo, a un colpo di scena pianificato: “E quando ero già uscito da un po’, sentivo ancora l’urlo di protesta del pubblico di X Factor 10”. Gabriele Esposito aveva 17 anni: sono passati pochi mesi e ieri, da neo diciottenne, ha perso un giorno di scuola per raccontare agli studenti di Orientagiovani a Bolzano quello che ha imparato, e che da una sconfitta di può, si deve, ripartire.

Perché a Bolzano?

gabriele

Perché qui “siamo in un territorio particolare, dove il tasso di disoccupazione giovanile più basso d’Italia, uno dei più bassi in Europa, non nasce per caso. E si spiega con una stretta connessione fra il mondo dell’impresa e della scuola”. Stefan Pan, presidente di Assoimprenditori Alto Adige, spiega la specificità di una provincia dove il 40% di chi ha fra i 15 e i 24 anni lavora, e il tasso di occupazione giovanile è il doppio della media nazionale. Ad ascoltarlo oltre 400 studenti delle scuole superiori e professionali, altre seguono collegate in streaming: solo lo scorso anno, qui, le aziende hanno aperto le porte a 5.500 studenti.  Un sistema “virtuoso”, lo definisce il rettore designato della Libera università di Bolzano Paolo Lugli, già direttore dell’Istituto di Nanoelettronica dell’Università Tecnica di Monaco in Germania, dove la formazione duale è ampiamente diffusa.

Un pubblico che si racconta nel sondaggio condotto in diretta: una generazione che si è sentita chiamare scoraggiata, inattiva, mammona, choosy, bambocciona, e che invece riparte dalle 4 C – connessione, creatività, competenza e competitività.

“Questo momento assomiglia, per l’Europa, agli anni Ottanta della Silicon Valley” dice Mariuccia Teroni, presidente di FacilityLive, startup con base a Pavia che viene definita la Google europea. Il momento ideale per tirare fuori creatività e talento. “L’industria 4.0 consente, grazie alla tecnologia, di ridurre i costi, ma anche di produrre oggetti e componenti prima inimmaginabili – aggiunge Alessandro Coppola, government affairs director di General Electric Italia, che ai giovani consiglia di “mantenersi curiosi”.

Non solo: “Bisogna avere passione, conoscere non solo le lingue straniere ma anche le altre culture. Ed essere credibili in ciò che si fa”, suggerisce Heiner Oberrauch, presidente gruppo Oberalp Salewa, che ha raccontato l’evoluzione dal negozio di stoffe del nonno alla realtà attuale specializzata in abbigliamento e attrezzature per la montagna. Un altro imprenditore, Stefan Rubner, vicepresidente dell’azienda specializzata in edilizia in legno, ha sperimentato in prima persona la formazione duale, che unisce lo studio a scuola alla pratica in azienda: “Questo permette agli studenti di capire se un tipo di impego da davvero per loro, e alle aziende di conoscere prima talenti e competenze”.

Fra i testimonial scelti per Orientagiovani anche due studenti appena maggiorenni: il primo è Gabriele Esposito, talento della musica eliminato da X Factor fra le proteste del pubblico e di parte dei giudici, che proprio da una sconfitta ha trovato la voglia di ripartire con una propria campagna di crowdfunding su Musicraising. Gabriele ha perso un giorno di scuola – quinta liceo linguistico – per portare la sua testimonianza a Orientagiovani. Oggi sta lavorando al suo primo inedito.

Con lui anche Cesare De Cal, studente milanese e inventore di app, fra le quali una per insegnare ai bambini la matematica: “Questo è quello che voglio fare “da grande”: i professori mi incitano a studiare di più, ma sono anche i miei primi sostenitori. Lavorare su app proprie sviluppando progetti in prima persona credo dia una soddisfazione maggiore rispetto a lavorare per altri”.

A questo link la sua intervista.

Storie diverse per un unico messaggio: e non è un caso se alla domanda “hai fiducia nel futuro?” la percentuale di ragazzi e ragazze che risponde “si” passa dal 64% di inizio giornata al 92% registrato al momento dei saluti.