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Il comfort va in produzione: l’azienda bellunese specializzata in sistemi di climatizzazione climatizza il reparto

Nelle giornate di caldo torrido la vita in fabbrica può essere difficile. Ma non nello stabilimento Clivet di Feltre, dove lo scorso 10 luglio è stato acceso per la prima volta il nuovo impianto di climatizzazione che trasferisce il comfort finora limitati agli uffici e agli impiegati finalmente anche agli operai.

Clivet è una azienda specializzata in climatizzazione, ed il nuovo di climatizzazione è ovviamente firmato Clivet, realtà che dal 1989 progetta, produce e distribuisce sistemi per il condizionamento, il riscaldamento e la purificazione dell’aria, in ambito residenziale, commerciale e industriale, entrata nell’ottobre 2016 nel gruppo cinese Midea: offre fresco d’estate e caldo di inverno ai dipendenti dello stabilimento 600, quello dedicato alla produzione e al test dei chiller di grande potenza e dei rooftop, alle sale prova per la simulazione del funzionamento delle unità in condizioni reali di temperatura e umidità e al magazzino automatico.

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Commenta Luca Martini, direttore dello stabilimento: “Il nuovo impianto di climatizzazione è una grande conquista e un atto dovuto per rendere il “clima” dei nostri stabilimenti migliore … in tutti i sensi. Dal 2016 abbiamo infatti avviato tutta una serie di progetti, tra cui la nuova mensa, per rendere più gradevole il luogo del lavoro, favorire la socializzazione e il benessere dei dipendenti. Il comfort di quest’area di circa 12.000 metri quadrati (90.000 metri cubi) è affidato ad una nuova pompa di calore splittata della serie Remotex, che Clivet sta lanciando sul mercato proprio in questi giorni, dotata di tecnologia multiscroll per garantire la massima efficienza, soprattutto nel funzionamento stagionale, adattando il proprio funzionamento alle reali esigenze di climatizzazione. Il trasferimento caldo freddo avviene tramite terminali ventilanti a parete”.

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Il processo di ammodernamento degli stabilimenti di Feltre sta coinvolgendo anche le fasi produttive con l’introduzione di due nuove macchine “industry 4.0”: una forcellatrice per il reparto scambiatori di calore allo stabilimento 500 e una curva-tubi automatica (per i tubi del circuito frigorifero) allo stabilimento 600.
Commenta Luca Martini: “Stiamo portando avanti con grande convinzione il progetto di industria 4.0 sia all’interno della nostra azienda che in seno a Confindustria, perché siamo certi che solo in questo modo sia possibile per noi e per le industrie presenti sul nostro territorio posizionarsi ai primi posti di quelle catene globali del valore lungo le quali si muovono i mercati.

Il prossimo step sarà la climatizzazione anche dello stabilimento 500 (circa 9mila metri quadrati), mentre all’esterno del nuovo ristorante aziendale sono già comparsi i primi tavolini per permettere la consumazione dei pasti all’aria aperta.

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Clivet è una azienda all’avanguardia anche nel welfare: dopo un periodo durato nove anni, nel quale molti cambiamenti hanno riguardato la ClivetSpa di Feltre, Belluno, “i tempi sono finalmente maturi per ripristinare un premio di risultato valido e rivolto a tutte le maestranze” ha detto Martini presentando lo scorso maggio l’intesa raggiunta. «Questo accordo – conclude Luca Martini – rappresenta il primo importante capitolo di un percorso a lungo termine per la definizione di un contratto integrativo aziendale triennale che istituisca un premio di risultato per la totalità dei lavoratori a partire dal 2019».

L’obiettivo è stato quello di fare della contrattazione aziendale uno strumento di condivisione e incentivo al continuo miglioramento: per questo il premio verrà conteggiato combinando un indicatore di Rendimento di Fabbrica con un indicatore di Redditività Aziendale, monitorati durante l’anno. Il premio potrà arrivare fino a un importo di 700 euro, o addirittura superare questa cifra: il meccanismo prevede una decurtazione parziale del Premio per chi supera il numero limite di assenze dal lavoro nel corso del periodo di riferimento, e che questa parte venga redistribuita in modo equivalente tra tutti gli operai più assidui al lavoro.

L’innovazione dell’accordo sta anche nella modalità scelta dalle parti per l’erogazione del Premio di Risultato, che sarà totalmente riconosciuto attraverso una forma di Welfare, spendibile su un vasto paniere di offerte. «In ottica di maggiore coinvolgimento e incentivazione al continuo miglioramento – continua Luca Martini – l’azienda darà voce ai suggerimenti dei lavoratori per migliorare e affinare i processi produttivi, con l’obiettivo di ottenere, anche grazie a questi input, un incremento del rendimento di fabbrica».

L’azienda e la RSU si confronteranno anche per valutare gli strumenti più efficaci e idonei di gestione dell’orario di lavoro offerti dal Contratto Nazionale, in modo da gestire al meglio la flessibilità imposta da un andamento produttivo caratterizzato da periodi di maggiore intensità e periodi di minore carico.

L’allarme caldo in fabbrica

Il sindacato delle tute blu della Cgil di Treviso  ha diffuso un vademecum agli RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) con ipotesi di sospensione dal lavoro in situazioni critiche.
Alte temperature, la FIOM richiama all’attenzione contro i colpi di calore. Questo il testo diffuso:

Quando si determina la situazione di alta temperatura associata a umidità elevata e alla mancanza di ventilazione può provocarsi un possibile danno alla salute fisica e psichica dei lavoratori. Questo rischio deve essere valutato dall’azienda nel DVR (Documento Valutazione dei Rischi), secondo le modalità e l’organizzazione del lavoro e gli orari e l’ambiente lavorativo, tenendo conto dell’esistenza o meno di efficienti impianti di ventilazione e condizionamento. Una valutazione questa che deve coinvolgere direttamente i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), anche per individuare possibili interventi correttivi al rischio. Se le aziende fossero indisponibili al confronto e se tale rischio fosse elevato, gli RLS, infatti, possono chiedere ai lavoratori di astenersi dall’attività come previsto dall’art. 44 del Dlgs 81/08. Un allontanamento dal posto di lavoro che non deve essere inteso come sciopero ma semplicemente come azione a tutela della salute dei lavoratori per un tempo non compensabile dall’utilizzo di ferie o permessi ma che deve essere integralmente retribuito dall’azienda.

Sulla scia della FIOM CGIL nazionale e dell’Ufficio SAS (Salute Ambiente e Sicurezza), questa la nota che la categoria dei metalmeccanici della Marca ha diramato ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza sul territorio.

Se il calore venisse percepito come eccessivamente elevato dagli RLS e dai lavoratori deve essere immediatamente affrontata la situazione anche con azioni straordinarie – spiega il segretario generale Enrico Botter -, oltre gli interventi strutturali necessari, quale la predisposizioni di sale ventilate e rinfrescate vicino alle postazioni lavorative, l’organizzazione di pause aggiuntive a quelle contrattate, la fornitura illimitata di acqua fresca a ciascun lavoratore, la distribuzione di sali minerali, fino allo spostamento dei turni nelle ore meno calde. Per affrontare il rischio delle alte temperature non si devono considerare solo le condizioni ambientali ma si devono sempre aver presenti anche le temperature prodotte dalle macchine, dagli indumenti indossati, e la temperatura percepita da ciascun lavoratore, tenuto conto delle diverse condizioni fisiche e di lavoro.

Bere molto e frequentemente – continua la nota con alcuni consigli -, ridurre la velocità e fare più pause, in particolare relativamente alla movimentazione dei carichi, assicurandosi sufficienti tempi di recupero in ambienti ventilati e rinfrescati, prestando attenzione agli sbalzi termici.